Primavera 1981: i due settimanali Eura veleggiavano da tempo con discreto successo nelle edicole italiane, proponendo una miscela di fumetti italiani, alcune bandes dessinées francesi e, soprattutto, molte historietas sudamericane. Era il momento, per la casa editrice, di proporre qualche interessante novità… mentre questo è il momento, per il sottoscritto, di riprendere il discorso sugli inserti che avevo introdotto all’inizio di questo articolo e che verrà ampliato nei prossimi mesi.
Da tempo, come trapelava dalle richieste pubblicate nelle pagine della Posta di Lanciostory e Skorpio, i lettori chiedevano insistentemente ancora più fumetti, magari a discapito di rubriche e inserti extra-fumetti come il “famigerato” Offstory che “conteneva recensioni e classifiche di dischi, corredate da un articolo sportivo, due pagine di “passatempi” (parole incrociate, trova le differenze ecc.) e una pagina finale dedicata alla recensione di due libri” (come avevo spiegato qui).
L’idea lanciata nel numero 17 della V annata di Skorpio fu azzeccatissima: inserire un nuovo fumetto nelle 16 pagine centrali di ogni numero, “da staccare e conservare” senza rovinare il resto dell’albo, puntando su qualcosa che potesse stuzzicare – fin dall’annuncio in copertina – anche il lettore occasionale che, a quel punto, diventava un potenziale acquirente degli albi successivi.
Quale sarebbe stato il fumetto che potesse contribuire alla riuscita dell’iniziativa e – al contempo – non fosse troppo lungo, in modo da testare la risposta del pubblico ed eventualmente correggere la rotta in séguito? L’Eura puntò, diciamo così, sull’ “usato sicuro” con Wakantanka. Il personaggio di Oesterheld & Zanotto era apparso sul primo numero del settimanale, aveva riscosso un grande successo (grazie, soprattutto, ai disegni del Maestro italo-argentino) ed era apparso in undici soli numeri – di cui dieci avevano mostrato il personaggio in copertina – per un totale di 120 pagine circa, che sarebbero state condensate comodamente in otto inserti, con la copertina omaggio inclusa nel numero 24.
Il fumetto che iniziò nel numero successivo manteneva alcune delle caratteristiche di Wakantanka e, al contempo, le sviluppava: si trattava infatti dell’Uomo di Richmond, cioè un’altra ristampa di un fumetto di grande successo e con ottimi disegni (di Ernesto Garcia Seijas) ma notevolmente più lungo – richiese trenta inserti in totale – e, soprattutto, era stato pubblicato originariamente su Lanciostory e non su Skorpio.
(NdR: sì, nonostante gli sforzi dell’Eura nel bilanciamento dei fumetti da pubblicare sui due settimanali, posso assicurarvi che molti lettori di Lanciostory della prima ora non leggevano – o non sistematicamente – ANCHE Skorpio, e viceversa, a partire da me e mio fratello…)
L’iniziativa continuò ad anno nuovo con un’altra ristampa, stavolta di un fumetto 100% italiano: la scelta cadde su Giorno senza fine di Gazzarri & Saudelli, serie conclusasi pochi mesi prima su Lanciostory e che, per la sua trama sviluppata in stretta continuity (e non a “episodi” singoli come i due inserti precedenti), beneficiava fortemente della (ri)lettura in diciotto inserti settimanali e non nell’arco di una quindicina di mesi come in origine.
Skorpio aveva insomma tracciato una strada e avrebbe poi continuato con altre ristampe, a partire dall’omonimo vendicatore solitario (che, come da strillone in copertina, aveva “dato il nome al giornale”) per poi proseguire con il western Il Cobra di Ray Collins (disegnato da Del Castillo & Repetto) e con due veri e propri capolavori… ma sospendiamo un attimo il discorso per occuparci del “fratello maggiore”: cosa faceva Lanciostory, nel frattempo?
Beh… l’inserto centrale “Offstory” era stato sospeso nel numero 48 del 1981, ma non era – ancora – stato sostituito (come richiesto a gran voce dai lettori) da un inserto “da staccare e conservare”. Quando l’Eura si decise (a partire dal numero 13), i lettori restarono spiazzati poiché si trattava non di una ristampa, bensì di un fumetto inedito: Conrack, un – ennesimo – western di Collins & Repetto. Una scelta insomma “innovativa” e al contempo “conservativa”: un inedito invece di una ristampa, ma di un genere classico-che-più-classico-non-si-può, scritto e disegnato da due autori già conosciuti dal pubblico. Le cose cambiarono con la prima, vera gemma pubblicata come inserto alla fine di Conrack, cioè quello Storm disegnato magistralmente dall’inglese Don Lawrence.
Iniziativa consolidata, quindi? Ristampe di fumetti di successo su Skorpio e belle sorprese inedite su Lanciostory? Sì… e no. Nel senso che Skorpio avrebbe assecondato sempre più i desideri dei lettori continuando con la ristampa dei due capolavori delle historietas cui accennavo poco fa: Yor & Hor e soprattutto, a furor di popolo, le prime due parti del mio amato Eternauta.
Le scelte di Lanciostory furono invece più ondivaghe: dopo il coloratissimo Storm si alternarono infatti Dax (un altro fumetto inedito, in bianco e nero e in tre parti) di quel Robin Wood che aveva iniziato a spopolare sulle pagine dei due settimanali E una raccolta di storie libere tuttocolore intitolata I Supermasters, presentata – un po’, anzi molto, pomposamente – come una sequenza di capolavori grafici “definitivi” (e infatti venivano indicati i nomi dei disegnatori ma non quelli degli sceneggiatori), in cui trovava posto anche uno dei pochi liberi che avevo davvero apprezzato ai tempi in cui lo lessi, cioè Testimonianza KR 816. Per fortuna, Lanciostory tornò subito dopo agli inediti con due autentiche gemme: il Mort Cinder di Oesterheld & Alberto Breccia e la BD tuttocolore Jeremiah di Hermann.
Il 1985 fu l’anno di svolta per gli inserti: il successo dell’iniziativa era stato tale che ne venne aggiunto un SECONDO nelle pagine finali dei rispettivi albi, e cioè la terza parte dell’Eternauta su Lanciostory (poi seguìto dalla breve BD Ringo di Acar & Vance) e l’unico fumetto inedito mai apparso in inserto su Skorpio, Big Norman, disegnato da Haupt e scritto dal misterioso O’Neill che, come scoprimmo in séguito, era semplicemente uno degli pseudonimi utilizzati da Wood.
La novità, però, non fu molto apprezzata dai lettori: togliere le 16 pagine centrali lasciava intatto l’albo, ma strapparne – letteralmente – le ultime pagine era un altro discorso… e infatti il “doppio inserto” non fu più riproposto, una volta terminate quelle serie.
L’inserto centrale rimase, invece, una piacevole abitudine per interi decenni, pur se sempre più dedicato – anche su Lanciostory, tranne rare eccezioni – alle ristampe dei fumetti più amati dal pubblico, principalmente scritti da Robin Wood (Savarese, Mojado, Gilgamesh, Pepe Sanchez e, soprattutto, decine di inserti dedicati a Dago) ma anche da Carlos Trillo (Loco Chavez, Bruno Bianco e addirittura un’apposita antologia, onore in genere dedicato a disegnatori quale Mandrafina ed Enrique Breccia).
Un’analisi più completa e approfondita degli inserti pubblicati dall’Eura Editoriale sarà contenuta in una serie di prossimi articoli.
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