“Chi sarà il primo ad arrivare a quota 10 uccisioni?”
Con questa premessa si apre il sipario sul fumetto di Giacomo Bevilacqua (in collaborazione con Giulio Antonio Gualtieri) per i testi e Vincenzo Puglia per i disegni. L’opera è intitolata #justkilling e viene pubblicata da Star Comics.
Sin dalle prime pagine veniamo introdotti a un’atmosfera urbana tipica del cyberpunk: megalopoli ultramoderne con scritte pubblicitarie digitali che fanno da cornice alla maggior parte degli edifici. Le vicende si svolgono principalmente di notte, scelta che accentua il tono cupo dell’opera e che rimanda a opere come Akira o Ghost in the shell.
Il primo personaggio con cui il lettore entra in contatto in questa realtà distopica è un enigmatico uomo mascherato, Il Perfezionista. Il suo obiettivo? Molto semplice: arrivare a quota 10 kills sul social #justkilling, accessibile solo dal deep web. Il premio in palio è l’immunità giudiziaria per i 10 omicidi eseguiti per completare la sfida, che si estende a tempo indeterminato per il vincitore, il quale potrà saziare la propria sete di sangue senza essere perseguibile.
I giocatori che arrivano al quinto omicidio si troveranno davanti malus di vario tipo. Nel caso del Perfezionista, dovrà aiutare una ragazzina inesperta a raggiungere cinque uccisioni. Con questa svolta narrativa viene introdotta la protagonista, che si fa chiamare J.
Dalla loro comunicazione capiamo subito che i due personaggi condividono un passato turbolento: J è rozza, volgare e, soprattutto, irascibile, mentre Il Perfezionista non mostra alcun tipo di emozione. Due caratteri agli antipodi, che fanno trapelare traumi irrisolti.
I due inizieranno a legare e a passare molto tempo insieme, trovandosi spesso in situazioni pericolose, dagli assassinii stealth o sotto copertura, alle classiche sparatorie.
Qui assistiamo all’incontro di due generazioni opposte, rappresentate dai due personaggi. Da un lato il “boomer”, sempre calmo e composto, dall’aria altezzosa, seduto su una poltrona di pelle mentre ascolta Bach e sorseggia whisky. Dall’altro, una ragazzina ribelle che ascolta musica rap e attacca briga con chiunque le si trovi davanti. Due generazioni che, in sostanza, si ritrovano invertite: in questo caso è il “boomer” a dover insegnare alla teenager come orientarsi nelle regole del mondo virtuale.
Lo stile artistico si rifà alla cultura pop moderna: si nota un uso molto frequente dell’ombreggiatura, sia per tratteggio che per riempimento. L’uso delle onomatopee è abbastanza originale e si integra bene all’interno delle scene. I colori, molto vivaci e in contrasto con la trama lugubre, rendono la lettura accattivante, soprattutto agli occhi dei più giovani.
L’opera, insieme a tutte le sue figure, racchiude una critica aspra nei confronti della realtà e dei social che oggi viviamo quotidianamente. Nel mondo di #justkilling i follower vengono rappresentati dalle uccisioni: più ne possiedi, più ti avvicini alla vetta. L’autore sottolinea la grande responsabilità che grava sulle spalle delle persone influenti: la loro capacità di poter comunicare con così tanta facilità, a così tanti giovani, rappresenta un’opportunità per la divulgazione, ma anche un grosso pericolo. I personaggi secondari rendono manifeste sia le figure che i pericoli in cui ci si può imbattere online, dal videogiocatore DDoSer alla pseudo-modella che pubblicizza prodotti di make-up.
Figure che esistono quasi esclusivamente all’interno degli schermi e che perdono consistenza fuori dal perimetro digitale, a dimostrazione di come la loro identità dipenda dallo sguardo dei follower. Fuori da quella “realtà” restano persone comuni, come tutti.
Un dialogo che risalta molto tra i due protagonisti lo troviamo mentre si organizzano per eseguire la prima uccisione della ragazza. Al Perfezionista che dice: “Il bersaglio è il CEO di una grande azienda immobiliare”, J risponderà: “ ‘sticazzi, tanto deve morire”. Una battuta che restituisce il senso dell’opera: il ruolo sociale non rende nessuno speciale. Che tu abbia milioni di follower o nessuno, resti comunque umano e vulnerabile.
