Dopo i primi due episodi dedicati alla nuova riunione dell’originale Gruppo T.N.T., il nuovo sceneggiatore Riccardo Secchi ci presenta la sua prima storia autoconclusiva, che per molti aspetti fa davvero ben sperare per il futuro.
Innanzitutto, l’albo si apre con la descrizione di uno spaccato di realtà urbana dedicato a un mercato rionale e alle persone che lo frequentano, anche quelle senza mezzi economici che si accontentano di quanto lasciato nei cassonetti della spazzatura. Ciò serve anche a introdurre il tema dell’episodio: gli interessi economici che girano attorno all’attribuzione delle “stelle” ai ristoranti per siuri.
Il Gruppo T.N.T. entra in gioco proprio per scoprire chi si nasconda dietro i sabotaggi delle cibarie al ristorante stellato Maison Tovagliuolo. Tra gag che richiamano quelle di un tempo tra Bob Rock, Cariatide e Geremia e sotterfugi più o meno leciti del Conte Oliver e del Numero Uno, si scoprirà che il responsabile altri non era che un “ispettore di conformità” della guida Il Mestolo d’Oro (quella deputata all’attribuzione delle “stelle”) che sabotava i ristoranti per costringerli a pagare ingenti somme in cambio di certificazioni positive. Insomma, una denuncia e uno sbeffeggio di quello che a volte si sospetta possa accadere davvero nella realtà…
Le 90 pagine della storia sono disegnate da Luca Esposito, che si conferma come uno dei più conformi allo stile classico della serie. Davvero ottimi i primi piani dei personaggi, mentre deve lavorare un po’ di più sui campi lunghi (buoni anch’essi, ma meno magnusiani).
A chiusura dell’albo troviamo una delle “Storie del Numero Uno”, estrapolata da un vecchio numero della collana, dedicata ai Fratelli Lumière, per i disegni di Dario Perucca e le chine di Warco.
