Mister No taglia il traguardo del duecentesimo numero che coincide con il passaggio di testimone da Guido Nolitta a Luigi Mignacco come principale autore della serie. L’autore ligure – non a caso – è il protagonista dell’annata, firmando la bellezza di 11 albi su 13. Non tutte le storie sono sullo stesso piano qualitativo e la decisione di accorciare la lunghezza degli episodi non ha di certo giovato alla loro riuscita. Resta una felice parentesi estiva quella dello speciale, uno dei migliori del pilota amazzonico. Da ricordare l’ultima prova grafica di Franco Bignotti, scomparso prematuramente il 16 febbraio 1991, realizzatore di tante appassionanti avventure del pilota amazzonico. Un’annata non indimenticabile, ma che riserva comunque alcune storie interessanti.
Mister No n.200 “I sette del Santa Cruz”
di Guido Nolitta & Marco Bianchini
Gennaio 1992
Mister No viene assunto come guida da due emissari dell’organizzazione umanitaria “Amici dell’uomo” per raggiungere uno sperduto avamposto missionario nella giungla boliviana. Il nome dell’insediamento è Nueva Vida, dove li attende Ted Walker, il responsabile in loco. Dopo un avventuroso viaggio sul Rio Madre de Dios a bordo dello scalcinato battello “Santa Cruz“, il gruppo giunge finalmente alla missione: lo scenario che li accoglie non sarà però quello atteso.
Jerry Drake festeggia il suo duecentesimo albo con una storia tutta a colori, come consuetudine per i numeri celebrativi. Quella ideata da Guido Nolitta è una classica avventura amazzonica, con sullo sfondo la foresta boliviana anziché quella più familiare brasiliana. A dispetto di una rigorosa documentazione geografica, topografica e antropologica, la vicenda segue binari visti più volte, con esiti abbastanza prevedibili. Una storia che si lascia leggere ma l’ispirazione dei giorni migliori sembra lontana. Apprezzabile ancora una volta l’intenzione dello sceneggiatore di evidenziare alcuni dei cronici problemi che affliggono la foresta amazzonica, come l’impronta non sempre positiva delle varie missioni religiose (e non) e la corruzione dei militari.
Dopo questo episodio, Guido Nolitta non scriverà più nulla per la serie regolare prima del ritorno con la lunga saga finale, con cui si concluderanno le avventure del pilota amazzonico. I disegni sono affidati al bravo Marco Bianchini che, per questa prova, si giova dell’apporto alle matite dell’amico Fabio Civitelli, indimenticato interprete di alcune delle migliori storie passate di Mister No.
Mister No n.201-203 “Il complotto”
di Luigi Mignacco & Domenico e Stefano Di Vitto
Febbraio-Aprile 1992
Per una pura casualità, Mister No incontra Esse-Esse in un bar del Paraguay, in compagnia di alcuni loschi individui. L’amico, fingendo di non conoscerlo, gli intima di non immischiarsi nei suoi affari allontanandosi poi col gruppo. Avvicinato da una coppia di giornalisti, Sara e David, Mister No viene coinvolto nell’indagine che stanno seguendo riguardo ad alcuni gruppi neonazisti di cui farebbe parte lo stesso Esse-Esse. I due, in realtà, sono cacciatori di nazisti che indagano su un oscuro complotto ordito da criminali di guerra tedeschi rifugiatisi in Sudamerica. Seguendo gli spostamenti del gruppo di Esse-Esse, Mister No insieme a Sara e David si troverà di fronte ad un pericoloso piano criminale dietro cui si nasconde la figura del nuovo Führer.
Con questo episodio, Luigi Mignacco si riallaccia ad una precedente vicenda da lui scritta e lasciata in sospeso. Il riferimento è all’ultima storia della trasferta africana – Arriva Esse-Esse – in cui, in un appassionante flashback bellico, l’autore fa finalmente luce sul passato di Otto Kruger. Anche in questa avventura si guarda alla precedente vita del fidato amico, però puntando l’attenzione sul presente e sui rigurgiti neonazisti di pochi ma pericolosi ex combattenti. Una storia ben scritta, appassionante nel suo sviluppo e con personaggi ben caratterizzati. Tanta azione e parecchi colpi di scena imprimono all’episodio un ritmo serrato, in cui ci viene mostrata ancora una volta quanto sia profonda l’amicizia tra Mister No e Esse-Esse. Nella parte finale l’autore ricorre a qualche forzatura di troppo, inserendo sosia poco credibili e una certa facilità dei due amici nell’uscire indenni da situazioni al limite.
Ottimo il lavoro grafico dei fratelli Di Vitto: la coppia si dimostra a proprio agio sia nelle ambientazioni cittadine che nella giungla paraguayana, oltre a rappresentare con perizia le uniformi e i vessilli del Reich hitleriano.
Mister No n.203-204 “Segni diabolici”
di Luigi Mignacco & Franco Bignotti
Aprile-Maggio 1992
Mister No ed Esse-Esse accompagnano Padre Vasquez nell’antica missione gesuita di San Alejandro, nel cuore della giungla paraguayana. Guidano la piccola comunità due confratelli, Andreas e Francesco, che da qualche tempo hanno ripreso l’evangelizzazione degli indios Guaranì della zona. L’iniziale atmosfera gioiosa e amichevole della missione viene guastata da inspiegabili fenomeni di origine demoniaca, di cui rimangono vittima i tre nuovi arrivati. Al precipitare degli eventi, Mister No ed Esse-Esse dovranno affrontare la diabolica entità che vive all’interno della missione.
Un episodio che si inserisce nel filone soprannaturale della serie, con marcate venature orrifiche. Dopo un inizio promettente in cui la trama gialla stuzzica la curiosità del lettore, la vicenda si perde in una seconda parte alquanto deludente. Il tema satanico è anche affascinante ma l’autore lo tratta in modo troppo grossolano, con qualche punta kitsch nella caotica lotta finale. L’iniziale tema degli esperimenti comunitari – promossi con grande tenacia e successo dall’agguerrita congregazione fondata da Ignacio de Loyola – aveva fatto sperare in un risultato finale ben diverso.
Sempre affascinanti le tavole dell’indimenticato Franco Bignotti, autore che resterà sempre nel cuore dei lettori bonelliani. Da segnalare come la cover del n.204 sia un evidente quanto inappropriato spoiler.
Mister No n.205-207 “Il sentiero della vendetta”
di Luigi Mignacco & Domenico e Stefano Di Vitto
Giugno-Agosto 1992
Insieme a tre giovani studiosi americani, Mister No viene coinvolto in una scaramuccia tra gli indios Mundurucù e alcuni operai della diga in costruzione nella regione del Parà. Uno dei tre ragazzi di origine pellerossa, Tom Aichewa, decide di perorare la causa dei nativi, ponendosi alla testa dei guerrieri che non intendono più subire le prepotenze dei bianchi. I primi scontri evolvono rapidamente in sanguinosi massacri in cui è coinvolto anche l’esercito brasiliano, intervenuto per riportare la situazione alla normalità. Mister No e alcuni funzionari governativi organizzeranno una disperata missione per riportare alla ragione gli indios e scongiurare quella che si prefigura come una vera e propria guerra.
Episodio altamente drammatico, in cui ritorna il tema dei soprusi e delle angherie perpetrate ai danni delle popolazioni indigene amazzoniche. In questo caso Luigi Mignacco sovrappone al dramma degli indios quello simile subìto dai pellerossa americani, ispirandosi al romanzo – e relativo film – Giocando nei campi del signore. Lo rappresenta bene il giovane Tom, in cui scorre sangue Dakota, deciso a guidare la riscossa armata del popolo della giungla contro gli oppressori dalla pelle bianca. Un’insurrezione che scatenerà la brutalità omicida dell’esercito brasiliano, facendo risuonare in modo sinistro la profezia del saggio capo del villaggio indio Ge’: “Sangue chiama sangue“. Una figura disperata e allo stesso tempo romantica quella di Tom, personaggio affascinante con il quale non è difficile empatizzare. Coerente alla propria figura di ribelle, rinnegherà il proprio nome assumendo quello di battaglia Shatanka, rifiutando anche l’estremo aiuto offerto dal padre.
Una buona prova quella dell’autore, cui nuoce in alcuni tratti la tendenza ad estremizzare troppo il carattere di Mister No con discorsi eccessivamente enfatici e ridondanti. Particolare la figura dell’antropologa Floriana che smorzerà l’iniziale durezza nei confronti di Jerry concedendosi con lui un fugace quanto inaspettato – almeno per il lettore – flirt. Sempre validi i disegni dei prolifici fratelli Di Vitto.
Mister No n.207-208 “Sentenze di morte”
di Luigi Mignacco & Marco Bianchini
Agosto-Settembre 1992
Convinto dall’amico muratore Eduardo, Mister No si reca in cerca di lavoro nell’altopiano di Goiàs, dove sta sorgendo Brasilia, la futura capitale dello stato. Ingaggiato dal ricco costruttore Picasso, Jerry è testimone delle dure condizioni di lavoro nei tanti cantieri del sito e del clima di agitazione tra gli operai. La situazione precipita quando un misterioso assassino inizia a compiere alcuni feroci delitti, firmando le sue imprese con uno strano simbolo lasciato sui luoghi degli omicidi.
Breve episodio con forti tinte gialle, senz’altro più affine a collane votate a questo genere come Nick Raider, giusto per rimanere in casa Bonelli. Luigi Mignacco e Marco Bianchini consegnano una prova di mestiere che, tuttavia, non riesce ad appassionare. Al di là degli approfondimenti storici sulla reale costruzione di Brasilia rimane poco altro, se non una banale investigazione risolta in modo sin troppo frettoloso. Da registrare l’ennesima relazione passeggera di Mister No, questa volta con la fisicamente esuberante Nadine Fournier, architetto dell’impresa di costruzioni di mister Picasso. Evidente l’omaggio dell’autore alla celebre storia Il marchio giallo della serie Blake e Mortimer di Edgar P. Jacobs: il simbolo lasciato dall’assassino in questo episodio è un evidente richiamo al misterioso criminale nato dalla fantasia del fumettista belga.
Mister No n.209-210 “Il naufrago della giungla”
di Luigi Mignacco & Domenico e Stefano Di Vitto
Ottobre-Novembre 1992
Un aereo con a bordo un importante petroliere, Edgar Keller, precipita nella giungla ma il corpo dell’uomo non viene ritrovato. Con la speranza di rintracciarlo vivo, la “Keller Corporation” guidata dall’avvocato Garden ingaggia Mister No per avviare le ricerche nel punto in cui l’aereo si è schiantato nella giungla amazzonica. La spedizione avrà esito positivo, ma non tutto andrà per il verso giusto.
Luigi Mignacco, evidentemente a corto di idee, utilizza un soggetto visto più volte in passato, differenziandolo solo con piccoli accorgimenti narrativi. Assistiamo quindi alla solita spedizione che in realtà nasconde un secondo fine criminoso, mettendo nei guai ancora una volta il povero Mister No. Incredibile come quest’ultimo riesca a salvarsi per ben tre volte nel giro di poche pagine dalle pistole puntate di due sicari decisamente incapaci. Neppure il recupero di un personaggio di una vecchia storia, Oscar Lunig (apparso nei n110-113, La legge della violenza, riesce a dare un particolare sapore ad un episodio che si dimentica in fretta.
Mister No n.210-211 “I sopravvissuti”
di Luigi Mignacco & Gino Pallotti
Novembre-Dicembre 1992
Insieme ad un gruppo di amici argentini, Mister No è vittima di un incidente aereo. Il velivolo, in volo verso il Cile, si schianta contro una delle cime della cordigliera andina. Insieme ai sopravvissuti all’impatto, Jerry cercherà di organizzare la loro resistenza al gelo e alla carenza di cibo, in un disperato tentativo di restare in vita. Nei superstiti cova però una pericolosa vena di delirante follia che minaccia la stabilità fisica e psicologica del gruppo.
La vicenda è direttamente ispirata alla tragedia accaduta il 13 ottobre 1972, quando un velivolo della Fuerza Aérea Uruguaya precipitò in una zona remota nelle Ande. I sopravvissuti al terribile impatto attesero ben 72 giorni in condizioni estreme prima di essere salvati dalle squadre di soccorso. Per sopperire alla carenza di cibo, si sfamarono con la carne dei cadaveri dei compagni periti nell’impatto e nei giorni successivi allo schianto.
Mignacco utilizza questo terribile fatto di cronaca come soggetto per una storia dal sapore decisamente drammatico, innestando però alcune variazioni interessanti: oltre al tema del cannibalismo si aggiunge anche quello della regressione ad uno stato primitivo di alcuni componenti del gruppo. Guidati dal feroce e dispotico Ravera, nasce una fazione che non si fa scrupolo di tiranneggiare con ogni mezzo i propri compagni, fino a ordire sacrifici umani per potersi sfamare con la loro carne. Alcune sequenze risultano particolarmente angosciose (specie quelle con Jerry che tenta una vana missione di soccorso in solitaria), anche se in alcuni tratti Mignacco indugia in un certo patetismo di maniera.
Debutto ai disegni per il bolognese Gino Pallotti, che aveva all’attivo una lunga collaborazione con la Casa Editrice Universo ed esperienze varie come illustratore e vignettista. Una prova decorosa anche se il disegno non sempre convince, specie nella recitazione talvolta eccessiva data ai personaggi. Molto meglio quando offre suggestivi paesaggi della cordigliera andina.
Mister No Speciale n.7 “Avventura a Manaus”
di Guido Nolitta & Roberto Diso
Luglio 1992
James Newman è un ricco americano che ha l’aspirazione di diventare un autore di fumetti e pubblicare le avventure di un proprio personaggio. Per dar corpo al suo proposito, sbarca a Manaus e ingaggia Mister No per fargli da guida nell’inferno verde amazzonico, in modo da vivere in prima persona le storie che progetta di raccontare. Le buone intenzioni e l’entusiasmo di Newman si scontrano però con la dura realtà dei fatti: la manutenzione del battello che dovrebbe guidarli lungo i fiumi amazzonici patisce i lunghissimi tempi di approvvigionamento dei pezzi di ricambio necessari. Esasperato dall’attesa, Newman decide di “costruirsi” una propria avventura che non avrà l’esito sperato.
Ultima prova “speciale” della coppia Nolitta-Diso, che firma alla grande il settimo albo fuori serie di Mister No. Una storia del tutto particolare che sembra tradire nel suo svolgimento l’avventura promessa nel titolo: difatti le 144 tavole che compongono l’albo sono tutte ambientate nella sonnacchiosa e pigra Manaus, anziché esplorare le insidie e il mistero offerti dalla giungla. Non c’è traccia di quelle mirabolanti esperienze sognate dall’aspirante fumettaro Newman, bensì solo i ritardi e i contrattempi tipici di una città come Manaus. In realtà la giusta interpretazione del titolo, nonché il succo stesso della storia, è riportata nell’introduzione firmata dall’autore: “L’avventura è anche fatica, sudore, noia; va vissuta dentro di noi, perché è un paesaggio dell’anima. C’è chi la sa sentire e chi, per quanto viaggi, non la sentirà mai“. Una dichiarazione d’intenti che si sposa perfettamente con il personaggio di Newman, una sorta di proiezione distorta dello stesso Bonelli, convinto di poter generare avventure in modo del tutto artificioso, senza nutrirsi dello spirito dell’esperienza vissuta. Siamo ai confini della metanarrazione, in cui Nolitta interviene direttamente all’interno del testo spiegandoci per bocca di Newman le fasi di realizzazione di un personaggio dei comics. Lo stesso Newman ironizza sugli editori particolarmente invadenti che non rinunciano a modificare il lavoro dell’autore, perché “l’editore qualcosa di suo vorrà sempre mettercelo, accidenti a lui!” Siamo quasi al “Nolitta vs Bonelli“!
Ma questo episodio è più profondamente un atto d’amore dell’autore per il mondo delle nuvole parlanti, con gli omaggi ai fumetti letti da piccolo come Terry e i pirati, Steve Canyon, Cino e Franco, Mandrake e Topolino. Emblematica in questo senso la risposta data da Mister No all’amico Esse-Esse che giudica i comics roba per bambini: “Già… i bambini ma anche gli inguaribili sognatori: gli adulti che rifuggono dalla monotonia quotidiana cercando rifugio nel mondo della fantasia“.
