Sergio Staino – L’arte di vivere tra satira e impegno

La mostra a Firenze

/
4 mins read

Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati a FirenzeDal 26 agosto al 3 novembre 2025, Firenze e la Regione Toscana hanno reso omaggio a Sergio Staino, grande artista del fumetto e della satira italiana politica e non, allestendo una mostra a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, sede attuale della Presidenza della Regione Toscana, all’interno di un edificio storico monumentale che si affaccia in Piazza del Duomo.

La mostra, intitolata “Sergio Staino – L’arte di vivere tra satira e impegno”, è stata la diretta continuazione dell’omonima e più completa esposizione dedicata al celebre vignettista, tenuta presso il Castello dell’Acciaiolo a Scandicci, città in provincia di Firenze e cara al disegnatore, dove si era stabilito dal 1976. Supportato e ospitato dalla Regione Toscana, questo doveroso ossequio è stato prodotto da Lucca Crea – Lucca Comics & Games insieme alla famiglia di Staino (la moglie Bruna Pinasco e i figli Ilaria e Michele) e all’Associazione Bobo e dintorni, con la curatela di Pio Corveddu e Dario Dino-Guida, e i testi di Laura Vaioli, direttrice dell’Accademia TheSign di Firenze. Per motivi di sicurezza, considerata la sede, l’ingresso era gratuito e aperto a tutti, ma la portineria ne controllava comunque l’accesso.

L'ingresso della mostra Sergio Staino – L’arte di vivere tra satira e impegno
L’ingresso della mostra Sergio Staino – L’arte di vivere tra satira e impegno

L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di perpetuare il ricordo di Staino, nato l’8 giugno 1940 a Piancastagnaio in provincia di Siena, ma da sempre legato a Firenze e alla sua provincia – in particolare a Scandicci – e scomparso il 21 ottobre 2023.

Sergio Staino è conosciuto soprattutto per il personaggio di Bobo, suo alter ego autobiografico, icona dell’italiano di sinistra, disilluso ma combattivo, accompagnato spesso dalla moglie Bibi, dai figli – Ilaria e Michele – e da alcuni personaggi ricorrenti come il compagno di sezione Molotov e la vicina di casa Erna. L’autore, dopo una laurea in architettura, un inizio di carriera come insegnante di educazione tecnica nei licei della provincia di Firenze e una militanza politica di sinistra, nel 1979 si propose – a 39 anni e anche su sprone della moglie Bruna – alla rivista di fumetti Linus, allora diretta da Oreste Del Buono. Sul numero 177 di dicembre 1979 apparve per la prima volta “Bobo”, una striscia disegnata il 10 ottobre dello stesso anno, così descritta e introdotta:

La prima tavola di Bobo
La prima tavola di Bobo

Questa striscia vagamente (ma non molto vagamente) autobiografica è nata in ottobre e [l’autore] pensa di svilupparla quotidianamente… I personaggi e il “tratto” hanno alle spalle alcune “vignette bolsceviche” (molto ammirate a Tirana e solo a Tirana) e, soprattutto, anni di schizzi e caricature fatti durante le riunioni (sfuggendo alla terribile critica di “liberalismo”… perché alle riunioni si sta seri e si prendono appunti…)

Negli anni, Bobo e il suo autore sono apparsi su svariate testate come Il Messaggero, L’Unità (che Staino ha pure diretto dal 2016 fino alla definitiva chiusura nel 2017), Il Corriere della Sera, Il Venerdì di Repubblica, L’Espresso, Panorama, Cuore, TV Sorrisi e Canzoni (fino a quando Berlusconi entrò in politica), il settimanale satirico Tango (da lui fondato e diretto), Emme (periodico di “filosofia da ridere e politica da piangere” da lui ideato), La Stampa, Smemoranda, Avvenire e Il Riformista, trattando di politica italiana e internazionale o anche, più semplicemente, dei cambiamenti e delle tendenze del costume italiano attraverso sue esperienze personali – reali o immaginarie – e le relazioni con i suoi familiari.
Staino si è interessato anche di televisione e cinema creando programmi come Teletango e il varietà Cielito lindo (condotto da Claudio Bisio e Athina Cenci), e scrivendo e dirigendo film come Cavalli si nasce e Non chiamarmi Omar, tratto dal romanzo Nudi e crudi di Altan. A Firenze ha ideato, fondato e diretto il Teatro Puccini – Teatro Stabile della Satira e della Contaminazione dei Generi (ex Teatro del Dopolavoro dei Monopoli di Stato, ora solo Teatro Puccini) facendone il primo teatro “off” della città.
In quasi cinque decenni ha saputo raccontare un’Italia e un mondo in continua trasformazione, smorzando i toni con sarcasmo e ironia, ammantati da una nota di poesia. Inoltre ha scritto più di 40 libri e vinto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Fiorino d’oro della città di Firenze e il Premiolino di Milano, due premi Tenco (canzone e fumetto), due premi di Satira Politica di Forte dei Marmi e il premio Yellow Kid.

La mostra di Firenze si articola in un percorso che attraversa diversi spazi e sale di Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, con ampi pannelli che descrivono e illustrano temi cari all’autore.
La prima sezione, identificata da uno sfondo di colore blu, riporta alcuni esempi delle vignette che trattano di politica italiana, del conflitto bellico israelo-palestinese e del concetto di pace, il tutto visto attraverso il filtro della satira, talvolta feroce, che non può che far riflettere e far ricordare quanto il singolo – ovvero ognuno di noi – sia parte del sistema e abbia responsabilità – anche piccole – nelle scelte.

La seconda sezione, di colore rosso e presente in una sala istituzionale della Regione Toscana, riporta vignette legate alla società, evidenziando contraddizioni attraverso un linguaggio leggero ma diretto, esortando il lettore a un pensiero critico con l’obiettivo di migliorarsi.

Il locale seguente è costituito da un ampio salone che ospita alcune tavole originali acquisite dalla Regione Toscana, dal comune di Scandicci o di privati, utili per capire anche il metodo di lavoro usato da Staino e quali sono le grandezze reali delle sue strisce.

Il percorso termina, quindi, nella Sala Azzurra, ora intitolata Sala Sergio Staino, dove sono presenti alcune opere originali e foto della vita dell’autore che lo ritraggono in ambienti familiari, a casa o tra amici, o in momenti passati della sua carriera professionale e del suo impegno politico.

A chi non è riuscito a vedere la mostra, consigliamo di recarsi presso la Biblioteca Comunale di Scandicci dove sono esposti alcuni originali di Staino o di visitare il Castello dell’Acciaiolo, luogo destinato a diventare la casa dell’Archivio Sergio Staino e dove è stato presentato Bobo seduto, statua a grandezza naturale (alta circa 140 cm, 190 cm con il piedistallo), successivamente collocata nel Parco del Castello, all’altezza dell’ingresso principale di via Pantin. In attesa di quello cartaceo, è stato realizzato un archivio digitale delle 15.695 opere catalogate, realizzato da Hyperborea, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e a una raccolta fondi lanciata su Eppela nel 2024 a cui hanno partecipato amici, enti e associazioni. L’archivio è raggiungibile a questo indirizzo: www.sergiostaino.it/satira-e-sogni/

Nonostante la politica sia da sempre un argomento divisivo e motivo di discussione, va riconosciuta a Sergio Staino la capacità di aver fatto sorridere non solo con una satira ironica e leggera, ma anche prendendosi in giro e facendo affiancare il suo Bobo alla sua Bibi, donna di carattere e dalla mente acuta, alter ego della moglie Bruna Pinasco, che purtroppo ci ha lasciato da poco, a distanza di 2 anni dal marito, protagonista anche delle strisce intitolate Que Viva Bibi!

Staino, Bobo e Scandicci
Staino, Bobo e Scandicci

Pierfilippo Dionisio

Non fa scienza, sanza lo ritenere, avere inteso

Articolo precedente

“Atomi” di Claudia Petrazzi

Prossimo Articolo

Oscar Mondadori n.170 “Vita e dollari di Paperon de’ Paperoni”

Ultimi Articoli Blog