Numne Romani antiqui commentarios pictos de Míchaële Músculo et Donáldo Anate legebant?*

*Forse gli antichi Romani leggevano i fumetti di Topolino e Paperino?

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Rispondendo al titolo dell’articolo… loro no, ma noi sì e li leggiamo pure in latino!

Tanto tempo fa, ai tempi degli antichi Romani, il latino era la lingua corrente, parlata e scritta. Diverso tempo fa – ma non tanto quanto il precedente caso – ci fu una pubblicazione Disney di volumi in latino. E proprio in questi giorni arriva alle stampe la riproposizione di uno di quei volumi.

Scrúgulus in re vere mirábili

Scrúgulus in re vere mirábili
Scrúgulus in re vere mirábili

La storica casa editrice fiorentina Giunti Editore porta in questi giorni, in libreria e fumetteria, “Fumetti in lingua”, una nuova collana che ristampa storie Disney a fumetti proponendole contemporaneamente in due lingue: italiano e una lingua straniera, nella formula del testo con traduzione a fronte, anzi con tavola a fronte. In pratica, alla tavola in italiano in bianco e nero viene affiancata la tavola in lingua straniera a colori.
Il primo volume è dedicato a una lingua molto particolare, il latino, con la storia “Scrúgulus in re vere mirábili”, traduzione di “Zio Paperone in un caso davvero imprevedibile”, avventura con i paperi realizzata nel 1983 da Rudy Salvagnini (testi) e Giorgio Cavazzano (disegni) e pubblicata per la prima volta – in italiano – sul primo volume della testata “Topolino Più”. Il successivo anno, questa stessa storia fu presentata, stavolta in latino, all’interno della collana “Disney Lingua Latina”.

Cosa farebbe Paperon de’ Paperoni se le sue miniere d’oro cominciassero a diminuire la produzione? Sarebbe sicuramente preso dalla disperazione perché, in fondo, l’oro non si può mica fabbricare… o no? Questa domanda sarà rivolta al fidato Archimede e la risposta non tarderà ad arrivare ma le conseguenze saranno davvero “imprevedibili” come il titolo suggerisce! Da questo incipit ne viene fuori una commedia degli equivoci (e dei gemelli) che – coincidenza vuole – trova le sue origini nei “Menaechmi” (“I Menecmi”), commedia latina, prima del suo genere, scritta proprio da un commediografo romano: Tito Maccio Plauto.
La storia non risente per nulla del passar del tempo e ancor oggi si conferma come piena di momenti divertenti e avvincenti scritti da un ispirato Salvagnini, accompagnati da uno degli stili grafici di Cavazzano tra i migliori e più apprezzati che aveva sperimentato tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80.

Il volume si presenta con le dimensioni poco più grandi di un quaderno (16.5 x 22.5 cm), in brossura con bandelle a risvolto, per un totale di 72 pagine. La storia a fumetti in sé conta 32 pagine, ma in questo caso la pagina sinistra è occupata dalla versione italiana in bianco e nero, mentre la traduzione in latino è a fronte nella pagina di destra, completamente a colori. Divertente l’espediente usato per la numerazione delle pagine: quelle in italiano mostrano i numeri arabi mentre quelle in latino riportano i numeri romani. A completare l’albo, la prefazione di Andrea Maggi che introduce la storia e, con professionalità e aneddoti, decanta la bellezza della lingua latina.

La versione italiana con la tavola tradotta in latino a fronte
La versione italiana con la tavola tradotta in latino a fronte
La prefazione di Andrea Maggi
La prefazione di Andrea Maggi

Maggi è professore di lettere nella scuola secondaria di primo grado ed è conosciuto al grande pubblico televisivo per il suo ruolo di insegnante nel docu-reality “Il Collegio” di Rai2 e per la presenza in altri programmi TV, oltre a scrivere libri ed essere molto attivo e seguito sui social. Se, da un lato, la mossa di far scrivere la prefazione a Maggi e di metterlo addirittura – con tanto di foto – nell’angolo della copertina è sicuramente un’operazione di marketing, va riconosciuto a Giunti che probabilmente saranno proprio questi gli elementi che attireranno di più gli eventuali giovani lettori ad acquistare l’albo. E quasi sicuramente un genitore approverebbe… per poi sottrarre l’albo al figlio per leggerselo!
Perché, se da un lato, chi è attualmente impegnato nello studio del latino si ritroverà con qualcosa di leggero e divertente che lo aiuterà ad impararlo, dall’altro, chi lo ha studiato in passato potrà dilettarsi nel mettersi alla prova a tradurlo affidandosi alla propria memoria e al tempo passato sulle versioni di latino (in entrambi i casi, il consiglio è di non barare coprendo la pagina in italiano).

Il volume Giunti non va inteso come una semplice ristampa del relativo volume “Disney Lingua Latina” per alcune sostanziali differenze. La più evidente è il formato: il vecchio albo aveva le dimensioni di un albo alla francese cartonato mentre questo è più piccolo e brossurato. Il numero di pagine è differente: il volume del 1984 conteneva solo la storia di 32 pagine mentre questo ne ha 72 per la presenza dell’avventura in doppia versione, oltre alla prefazione. Inoltre, avere a disposizione le tavole in bianco e nero permette all’appassionato di apprezzare meglio il tratto di Cavazzano.
Al riguardo, una piccola critica: la splash page iniziale con il titolo è presente solo nella versione latina a colori, mancando quindi la relativa versione in italiano in bianco e nero. Un peccato per i fanatici della completezza, ma comprendiamo che l’intento del volume era un altro e non quello di offrire una specie di “artist edition” della storia.

Il volume in sé sarebbe quasi perfetto – anche il prezzo di €12 non è eccessivo – ma presenta alcuni errori: nel risvolto della quarta di copertina, dove ci sono le note sugli autori Salvagnini e Cavazzano, al disegnatore sono attribuite storie a cui non ha mai collaborato. L’errore non è passato inosservato sui social – vista l’ampia e famosa produzione di Cavazzano – e le opinioni si dividono tra chi ne attribuisce l’opera a un redattore frettoloso e distratto, e chi invece pensa che sia stato fatto un uso improprio di AI generative. Entrambi i casi non depongono a favore della cura redazionale che ci saremmo aspettati nel confezionare questo prodotto da parte di una casa editrice come Giunti, soprattutto se fosse dovuto all’uso di AI, che frequentemente presentano dati errati o comunque da sottoporre ad ulteriore controllo umano. Quale che sia il motivo, queste imprecisioni non precludono una piacevole lettura del volume e ci auguriamo che non avvengano più nei successivi albi della collana.

Appunto: quali saranno i prossimi volumi? Si continuerà con il latino proponendo i restanti 5 volumi della defunta “Disney Lingua Latina”? L’ipotesi è plausibile. Verranno tradotti in latino anche i 4 titoli di “Topolino Più” rimasti fuori dalla collana latina? Pare inverosimile. Oppure verranno proposte storie in altre lingue come lascia supporre il logo della collana che di volta in volta potrebbe ospitare un’altra lingua al suo centro? Questo è prevedibile (e previsto) e siamo curiosi di scoprire quali saranno le prossime storie e lingue. Al momento non conosciamo neppure la periodicità della pubblicazione, ma non vediamo l’ora di avere tra le mani il prossimo volume.

Il Latino nei fumetti

Da quando i fumetti vengono tradotti in latino?
Probabilmente il primo caso risale ad Asterix, la fortunata serie di René Goscinny e Albert Uderzo creata nel 1959. “Asterix Gallus” (“Asterix il gallico”) esce nel 1973 con la traduzione latina ad opera di Karl-Heinz Graf von Rothenburg, professore di latino al ginnasio a Monaco di Baviera, conosciuto con lo pseudonimo di Rubricastellanus, derivato dal suo nome latinizzato. Il professore, seguendo l’esempio di un collega che insegnava francese con l’ausilio dei volumi di Asterix, ebbe l’idea di fare altrettanto con la lingua del suo insegnamento e convinse l’editore di Stuttgart a farne una versione in latino. Rubricastellanus arriverà a tradurre 23 numeri della serie di Asterix.

Nel caso dei volumi Disney in Italia, i fatti risalgono agli anni ‘80.
La collana “Disney Lingua Latina” arrivò in libreria tra il 1984 e il 1986 con una serie di 6 albi cartonati alla francese (delle dimensioni di un albo di Asterix, per intenderci) che proponeva storie di paperi e topi completamente in latino. In realtà, questa collana era praticamente la trasposizione di un altro progetto – originale e altrettanto ambizioso – iniziato appena l’anno precedente e dal titolo “Topolino Più”, la cui collana proponeva storie inedite in grande formato cartonato (in italiano, naturalmente), per quella che era stata un’idea voluta dal direttore Gaudenzio Capelli, probabilmente ad imitazione proprio dei volumi di Asterix che uscivano nel formato alla francese, ripreso in quegli anni anche da Sergio Bonelli per la sua collana Un Uomo un’Avventura.
“Topolino Più” uscì per un totale di 10 volumi, realizzati da molti dei migliori autori – sia ai testi che ai disegni – della scuderia Disney di quegli anni, con altrettante storie che ancora oggi hanno mantenuto il fascino di allora. Questo di seguito è l’elenco delle storie per rendersene conto:

Zio Paperone in un caso davvero imprevedibile
Zio Paperone in un caso davvero imprevedibile
  1. Zio Paperone in un caso davvero imprevedibile di Rudy Salvagnini (testi) e Giorgio Cavazzano (disegni), aprile 1983
  2. Topolino e il circo aereo di Giorgio Ferrari (testi) e Sergio Asteriti (disegni), maggio 1983
  3. Topolino e il pizzaiolo scomparso di Bruno Concina (testi) e Luciano Gatto (disegni), giugno 1983
  4. Zio Paperone e il raggio anticiclone di Guido Scala (autore unico), luglio 1983
  5. Papermosca e i Lanzichenotti di Giulio Chierchini (autore unico), agosto 1983
  6. Topolino e la Regina d’Africa di Romano Scarpa (autore unico), settembre 1983
  7. Paperino e il pianeta Esalion di Carlo Chendi (testi) e Giovan Battista Carpi (disegni), ottobre 1983
  8. Topolino e la “pietra di saggezza” di Massimo De Vita (autore unico), novembre 1983
  9. Paperino e la notte del saraceno di Marco Rota (autore unico), dicembre 1983
  10. Paperino e l’operazione F del Francesc Bargadà Studio, gennaio 1984

Per la collana “Disney Lingua Latina” invece uscirono solo 6 delle 10 storie di “Topolino Più” e più precisamente:

Donáldus Anas atque nox Saracéni
Donáldus Anas atque nox Saracéni
  1. Donáldus Anas atque nox Saracéni di Marco Rota, 1984
  2. Míchaël Músculus et “Lapis sapientiae” di Massimo De Vita, 1984
  3. Donáldus Anas et actiónes F del Francesc Bargadà Studio, 1984
  4. Scrúgulus et rádius contra procéllam di Guido Scala, 1984
  5. Scrúgulus in re vere mirábili di Rudy Salvagnini e Giorgio Cavazzano, 1985
  6. Míchaël Músculus et regína Áfricae di Romano Scarpa, 1986

L’editore di “Disney Lingua Latina” non era Arnoldo Mondadori Editore (che comunque ne curò la distribuzione e a quel tempo era licenziatario Disney in Italia) ma lo European Language Institute. L’Eli fu fondato da don Lamberto Pigini, un sacerdote marchigiano che già negli anni ’70 aveva compreso l’importanza dello studio delle lingue utilizzando un metodo di apprendimento che fosse anche gioco, attraverso l’uso dei fumetti tradotti in inglese, francese, tedesco e italiano. Resosi conto delle richieste di fumetti tradotti in latino da parte di Paesi come Regno Unito, Germania e Francia dove la lingua degli antichi Romani era materia obbligatoria in molte scuole private, decise di intraprendere questo progetto e riuscì ad ottenere i diritti per la traduzione in latino direttamente dalla Disney americana. Coadiuvato dal reverendo Carlo Egger, latinista e abate austriaco responsabile dell’Ufficio Latino della Segreteria di Stato Vaticana, e dal professor Amedeo Pacitti che lo aiutò nella creazione dei neologismi per i nomi degli oggetti moderni, don Pigini ravvivò l’interesse e lo studio della lingua latina sulla scena internazionale.
A parte Disney e Asterix, non sono molti i fumetti tradotti in latino, come ad esempio Tintin e pochi altri, ma esistono anche realtà in attività che ne producono di nuovi e originali, come accade con quelli prodotti dalla casa editrice Nubes (link al sito ufficiale).

Fino a questo volume Giunti, le storie Disney in latino erano state riproposte solo in due occasioni: su Zio Paperone 81 del 1996 con Donáldus Anas atque nox Saracéni e su Zio Paperone 205 del 2006 con Scrúgulus in re vere mirábili.

Quindi, questa riproposizione non può che ricevere un plauso per il contributo che dà, attraverso la lettura di un fumetto, allo studio di una lingua e al divertimento.

E per chi si stesse ancora domandando perché Paperone si chiama Scrúgulus, ricordiamo che è la latinizzazione del suo nome originale, ovvero Scrooge McDuck.

Scrúgulus in re vere mirábili
Scrúgulus in re vere mirábili

Scrúgulus in re vere mirábili – Zio Paperone in un caso davvero imprevedibile
di Rudy Salvagnini e Giorgio Cavazzano, collana Fumetti in Lingua, 2025 Walt Disney / Giunti Editore
f.to 16.5×21.5 cm, b/n e colori, 72 pagine, brossurato con bandelle, in italiano e latino, €12,00
Link al sito ufficiale

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