Tutto quello che avreste voluto sapere dell’infanzia, della giovinezza e degli amori del papero più ricco del mondo è raccontato in questo volume interamente a colori, che per la prima volta raccoglie i dodici capitoli ufficiali della saga di Zio Paperone…”
(dalla presentazione in seconda di copertina)
Avevo sentito parlare del fumettista americano Don Rosa e della sua “riscrittura” delle origini di Paperon de’ Paperoni, all’interno di una saga denominata “D.U.C.K.” – a indicare sia la parola “papero” in inglese, sia “Dedicated to Uncle Carl by Keno”, dove “Uncle Carl” era naturalmente Carl Barks, mentre “Keno” è il secondo nome di Rosa.
Ne avevo sentito parlare… e, automaticamente, NON ne ero stato attratto: come spiegato in molti altri articoli, non sono particolarmente appassionato – eufemismo – né di ret-con, né degli esercizi di riscrittura / ampliamento delle origini di un personaggio (né di team-up e cross-over, ma non divaghiamo). Tanto per essere chiari, insomma, per me il Gongoro o Doretta Doremì erano personaggi favolosi legati alle mie letture da ragazzino (Doretta in particolare, come spiegavo in questo articolo) e quindi non sentivo alcun bisogno di scoprire altri particolari su di loro, né mi interessava più di tanto sapere se Paperone era nato in Scozia o da altre parti, se fosse fratello o meno di Nonna Papera… e men che mai come potesse tuffarsi nelle monete invece di sbatterci contro.
Affrontai quindi la lettura di questo terzo volume della Serie Oro con un discreto scetticismo… ma, proprio come mi era accaduto per il primo volume (dedicato alla riscrittura delle origini di Spider-Man), dovetti ammettere che 6,90 € erano ben poca cosa in cambio di quello che avevo acquistato: una saga comunque imperdibile e che un appassionato di fumetti come me “doveva” conoscere.
Mi dedicai quindi a una prima lettura acritica, limitandomi a gustare la serie di episodi concatenati tra loro da Rosa e ad apprezzare il suo tratto iperdettagliato, le sue tavole densissime e i rimandi alle storie barksiane che conoscevo. A un’analisi più accurata, naturalmente, il mio giudizio complessivo era un pochino meno entusiasta e si avvicinava molto a quello che Vincenzo Oliva ha esternato in questo articolo: “Monumento al nerdismo, [D.U.C.K.] avrebbe tutto per essere annoverata tra quelle opere parassitarie che in sempre maggior numero stanno soffocando la creatività della cultura popolare e cancellandone il grande patrimonio; se non fosse per l’atto di puro e gratuito amore che essa rappresenta”.
Perché qui sta il punto: Rosa crea sì una saga molto “furba”, tentando di ricreare una cronologia paperoniana completa tramite il recupero certosino di indizi sparsi (e spesso contraddittori) in tutta l’opera barksiana… ma lo fa con un amore sconfinato.
Le pagine finali di alcuni episodi sono talmente poetiche da far venire i brividi. Ne citerò solo un paio: la partenza definitiva di Paperone per l’America (insieme alle sue sorelle) e la lettera di Doretta che Paperone non apre, splendidamente analizzata in questo articolo da Cristian Di Clemente. Ma è altrettanto potente quella che chiude l’undicesimo episodio, con un delirante Paperone (“BUUUAAH-AH-AHHH!”) finalmente diventato il papero più ricco del mondo.
Tanto mi è bastato per considerare questa saga un “evergreen” a pieno titolo.
Il terzo volume della Serie Oro contiene i 12 episodi della saga The Life and Times of Scrooge McDuck scritti da Don Rosa e pubblicati tra il 1992 e il 1994 dalla Egmont in Danimarca, con l’aggiunta – in ordine cronologico – di altri cinque episodi che Rosa pubblicò in séguito (tra cui lo spassosissimo Il capitano-cowboy del Cutty Sark).
ZIO PAPERONE & Co. – LA DINASTIA DEI PAPERI (D.U.C.K.)
Testi & Disegni: Don Rosa
In: La Serie Oro di Repubblica
Numero 3, 12 ottobre 2004
Editoriali di Luca Raffaelli
Brossurato con alette, colori, 350 pagine
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