Dopo aver “festeggiato”, nel 1974, il mio compleanno andando in edicola e acquistando Zagor racconta… (come avevo raccontato in questo articolo), nel 1975 feci la stessa cosa e acquistai il Topolino che venne pubblicato proprio in quel giorno, dopo averlo sfogliato velocemente e aver appurato che conteneva tutte storie di paperi, tranne quella finale.
Arrivato a casa, scoprii che non solo quattro storie su cinque erano appunto ambientate a Paperopoli… ma addirittura ben tre vedevano all’opera i membri della Banda Bassotti!
L’albetto iniziava con Zio Paperone e il laser della vergogna, caratterizzata dagli inconfondibili disegni di Giancarlo Gatti e, soprattutto, dalla sfrenata e trascinante fantasia verbale dello sceneggiatore, Massimo Marconi: come potete vedere nella galleria in calce all’articolo, la storia è uno spassoso turbinio di neologismi, giochi di parole e situazioni grottesche (alla fine, il nuovo, modernissimo, inespugnabile deposito di Paperone… si apre con un calcio).
Altrettanto azzeccata era la seconda storia dell’albetto, Zio Paperone e il porto nella nebbia, disegnata da un Giorgio Cavazzano in grande spolvero. La storia sceneggiata da Michele Gazzarri era ben centrata sull’ennesimo “scontro” tra Paperone e Rockerduck, con la variante che… lo zione aiutava il suo acerrimo nemico contro – appunto – i Bassotti, che avevano escogitato un geniale piano per rapinare entrambi gli ultramiliardari, trafugando due preziosissimi vasi giapponesi.
(PS: Paperone aiutava sì Rockerduck, ma… come dire… la storia non finiva a tarallucci e vino 😊 )
Bassotti protagonisti – fin dal titolo – anche in una terza storia, I Bassotti e l’operazione finestra. In questo caso, però, si trattava di poco più di un divertissement – solo 4 pagine – di probabile produzione danese e disegnata dallo spagnolo Antoni Gil-Bao (la storia non è nemmeno schedata nel portale INDUCKS).
Insomma, un bel regalo di compleanno che ho custodito per anni e anni.
