“Quaderni Ucraini – Le radici del conflitto” di Igort

Un viaggio grafico tra storia e attualità, dove i ricordi delle persone diventano un monito contro la guerra

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Igort è uno spartiacque: lo si ama o lo si odia. Personalmente non riesco a immaginare un mondo del fumetto senza la sua voce, la sua incisività. La sua visione.
Questo primo capitolo dei ‘Quaderni’ tra Ucraina e Russia è una fortezza della memoria. Uno sguardo sul passato per riconnettere il presente ancora (purtroppo) martoriato dai conflitti.

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I fumetti d’inchiesta che raccontano di storie, luoghi e persone che vogliono cambiare il mondo.

Ci troviamo tra il 2008 e il 2010, nei territori dell’Est Europa, più precisamente in Ucraina. Uno dei paesi più grandi, Russia e Kazakistan a parte, afferenti alle ex Repubbliche dell’Unione Sovietica.
Il fumettista sardo inizia un viaggio che lo porterà, durante gli anni, a raccontare Le radici del conflitto (come recita il sottotitolo di questo primo volume nell’edizione aggiornata, mentre il suo primo sottotitolo era Memorie dai tempi dell’URSS), attraverso una trilogia che indaga storia, identità e antropologia sociale.
Dicevo che nel corso degli anni verranno pubblicati altri due volumi: Russia e ancora Ucraina, ma ne parleremo più in là.

Tavola inizale del fumetto. Nella seconda vignetta la scritta in cirillico Украина significa Ucraina

Il reportage di Igort è essenzialmente una materia visiva che esula dai canoni estetici dell’inchiesta per farsi metodo attraverso le persone che incontra. Sono proprio loro il fulcro del racconto, il baricentro su cui la storia esamina i contenuti. Non c’è, quindi, un punto di vista politico e/o prettamente soggettivo del fumettista, ma una coralità di espressioni.
Il compito dell’autore si limita a tessere le corde di una visione stratificata di memorie – laddove queste ultime sono forti, intime e fin troppo reali – lasciate ai posteri come monito di studio e di approfondimento, sia culturale che umano. 
C’è bisogno di queste narrazioni, affinché si possa recuperare una memoria storica e portarla in auge, soprattutto oggi, dove il conflitto tra Ucraina e Russia non sembra volgere a un termine e la questione è fin troppo attuale per non parlarne.
È difficile scorgere uno spiraglio di pace per il futuro, così come resta complesso immaginare la quotidianità drammatica che i civili di entrambi i popoli si trovano ad affrontare. Un logorio costante, raccontato magistralmente anche da Nora Krug nel suo fumetto Diari di guerra – Due racconti per immagini dall’Ucraina e dalla Russia (Einaudi, 2024).

In tal senso, le inchieste – nelle loro svariate declinazioni – ci offrono non solo uno strumento di conoscenza approfondita delle questioni ma, allo stesso tempo, sono documenti a tutti gli effetti. Atti di una società civile che rafforzano l’idea di come l’arte sia e debba essere uno strumento politico e non solo un punto estetizzante fine a se stesso. Non più, quantomeno.

Il medium del fumetto entra a pieno diritto nella consapevolezza di essere fondamentale per parlare ad una generazione (o nicchia) di persone che spesso non hanno cognizione del contesto storico.
Sta qui il centro della questione per Igort: nel voler contenere le sue impressioni per restituirci una realtà che arriva dal campo, dai corpi segnati dal tempo e dalla politica austera che nel corso del tempo ha devastato interi popoli. Un resoconto crudele sapientemente disegnato.

Tavola del fumetto
Tavola del fumetto

Raccoglie così la testimonianza di Serafima Andreyevna sulla dekulakizzazione, corredata da disegni realizzati a partire dai documenti d’archivio, e la triste vicenda biografica di Nikolay Vasilievich (storia umana di incredibile crudeltà), legata a un’amicizia conquistata in età avanzata. Attraverso il resoconto di Maria Ivanovna emerge poi il dramma della carestia degli anni Trenta, mentre le parole di Nikolay Ivanovich chiudono il cerchio affrontando l’esodo rurale del secondo dopoguerra e le drammatiche conseguenze della contaminazione radioattiva causata dall’incidente di Chernobyl

Questo complesso romanzo grafico viene sviluppato attraverso il comparto visivo e lo stile inconfondibile del fumettista, che ricostruisce e dà forma alle svariate ore di registrazioni catturate durante i suoi viaggi. Uno stile asciutto e preciso che si identifica come collage visivo tra costruzione di finzione e documenti d’archivio, come un graphic memoir.
L’utilizzo del “diario di viaggio” come metodo grafico è di per sé affascinante: se poi si aggiunge quel pizzico di autorialità, diventa un’opera in grado di far emozionare, di suscitare quello scompiglio che ti porta a reagire davanti a un semplice oggetto di carta.

 Quaderni Ucraini – Le radici del conflitto è più attuale di quanto si immagini. 

Quaderni Ucraini – Le radici del conflitto
di Igort

Oblomov Edizioni (2020)
colore, 176 pp – 19,00€

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