Julia nn.331-332: un esperimento riuscito

Approfondimento degli albi n.331 “La casa dei nostri sogni” e n.332 “Il blitz”

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Il motore di questa storia è l’incontro tra Leo Baxter e una sua vecchia fiamma, Tami, con la quale è rimasto un rapporto normale di amicizia. Lei gli affida una scatola prima di sparire nel nulla – o meglio, di finire tragicamente in un presunto suicidio che sa di messinscena. Da qui ha inizio la prima parte di un’avventura dilatata in due albi: il n.331, La casa dei nostri sogni, si muove su questa indagine che vede il duo Kendall-Baxter protagonista indiscusso della trama.

Il ritrovamento della chiave della cassetta di sicurezza trasforma un dramma privato in un thriller cospirativo. Il ritmo, inizialmente malinconico, subisce una sterzata violenta: il pericolo non è più un’ipotesi, ma una presenza fisica che tallona i protagonisti.
Qui la sceneggiatura di Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero brilla nel mostrare la perfetta simbiosi tra i due, mentre Paolo Di Clemente, disegnatore della storia, si destreggia sia nelle scene “da ufficio” che in quella “d’azione”, all’interno della consueta gabbia Bonelli da tre strisce per tavola. Interessante come dicevamo la sequenza d’azione, in cui il disegnatore si dimostra a suo agio nel dosare i chiaroscuri, con Leo che si trova a dover fronteggiare dei brutti ceffi che piombano nel suo ufficio alla ricerca della scatola del mistero. La copertina di Lorenzo Bovo immortala una scena dinamica e perfettamente suggestiva, il momento che dà una scossa al finale della prima parte: Julia Kendall viene rapita sulla strada di casa e rinchiusa all’interno di un furgone dello Space Food. Un finale di albo che più aperto di così non si può prima di passare al numero 332, Il blitz.

Se la prima parte aveva avuto un ritmo normale, tipico dei primi passi di un’indagine, la seconda parte aumenta la velocità di lettura. Berardi & Mantero utilizzano in una serie di tavole (da p.5 a p.17) la didascalia diretta dei dialoghi tra i personaggi, a contrasto con la descrizione delle vicende illustrate nelle vignette da Di Clemente: un espediente già visto in altre occasioni, ma efficace per velocizzare ancora di più la narrazione vignetta dopo vignetta. Emerge anche la naturalezza del rapporto tra Leo e Julia, con Baxter che si mette in prima persona a caccia dei rapitori, sempre con l’appoggio di Webb e Irving. A proposito di naturalezza: i dialoghi tra i reparti speciali a caccia del luogo in cui si trova Julia vengono riportati con l’efficacia tipica di un realismo che, in questi casi, è il vero punto di forza della serie.

Dato il recente sfoltimento del numero di pagine per albo, Berardi & Mantero utilizzano molto spesso i ribaltamenti di scenario nel giro di due-tre tavole al massimo: se da un lato Baxter riesce a mettersi in contatto con i rapitori e a parlare con Julia (e il tutto si svolge in due tavole), subito dopo abbiamo gli aggiornamenti all’interno dell’ufficio di Webb, con Callaghan che intercetta la telefonata e la squadra SWAT. Un classico rimpallo e scambio di scenario breve che rende veloce e realistico il ritmo e l’ansia dei personaggi in scena.

La copertina di Bovo è ancora più suggestiva di quella dell’albo precedente. Interessanti sono i bozzetti che il disegnatore ha inserito sul suo profilo social per capire l’evoluzione di una cover: è sempre un piacere carpire i segreti e gli step che ci sono dietro ad una copertina.

Tirando le somme e prendendo in blocco le due parti di questa nuova storia, possiamo dire che il nuovo format dato alla serie è adatto per una tipologia di due parti così strutturate: un finale aperto e a sorpresa che funge da estremo legame diretto tra i due albi, uno svolgimento veloce e intenso, una conclusione che va a chiudere il cerchio seppur con uno “spiegone” finale forse troppo repentino.
Un esperimento riuscito.

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