Tex Willer n.88-90 “Montales!”

Approfondimento della trilogia dedicata a Montales

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“Credibilità storica”

Cronologicamente, il primo incontro tra Tex e Montales avviene nell’albo L’eroe del Messico, n.4 della serie originale: una rilettura personale di Gianluigi Bonelli della rivoluzione messicana del 1910-1920, collocata temporalmente una trentina d’anni prima e concentrata in pochi mesi. Un’avventura per la quale diventa del tutto inutile provare a conciliare gli eventi narrati con la realtà storica: se ci facciamo attenzione, infatti, negli anni in cui dovrebbe essere ambientata, il Messico assisteva allo scontro tra Massimiliano D’Asburgo da una parte – sostenuto dai francesi come legittimo imperatore – e Benito Juarez dall’altra, da molti riconosciuto come il vero Presidente del Messico.

Ciò che fa lo sceneggiatore Mauro Boselli nel n.88 (Montales!), primo albo di questa trilogia, consiste nell’ambientare l’incontro tra Tex e il suo futuro amico nel periodo della Guerra di Riforma, conosciuta anche come Guerra dei Tre anni (1857-1861): un complesso conflitto in cui si fronteggiano liberali e conservatori senza esclusione di colpi. Vi è un attento rigore storico nel contestualizzare la vicenda e, come indicato da Boselli stesso, questo primo albo è farina del suo sacco e non si tratta di un soggetto tratto da quelle prime storie scritte da Bonelli padre.

Caratteristica principale che notiamo fin dalle prime pagine è la narrazione in continuity con la trilogia precedente: ritroviamo Tex in Messico sulle tracce di Mefisto e di sua sorella Lily, insieme al suo pard Ed, che si è ripromesso di far conoscere al nuovo amico il leggendario ribelle Montales.

Sul versante dei disegni troviamo Bruno Brindisi, colonna portante della serie. Le ambientazioni messicane, i villaggi arsi e cotti dal sole rovente, le ombre della notte messe in risalto dalle tracce di pennello e chine sulla carta ruvida, rappresentano il marchio di fabbrica di un autore in stato di grazia sulla serie del giovane ranger.

Montales El Desperado

Chiarita la differenza di contestualizzazione temporale della vicenda, è interessante la manovra di avvicinamento di Tex verso il nascondiglio di Montales. Come metro di paragone utilizziamo le tavole di Bonelli & Galep nei due episodi a striscia contenuti in Tex gigante n.3 Fuorilegge (“Showdown a El Paso” e “Montales El Desperado”). È in queste sequenze che l’inizio del n.88 di Tex Willer torna ad avvicinarsi alla vecchia storia di Bonelli. Il duo Tex & Ed rimane quasi analogo sia nei comportamenti che sul piano della realizzazione grafica: Brindisi segue il sentiero tracciato da Galep a suo tempo.

Lo stesso incontro con Montales ricorda un po’ le ultime pagine dell’albo Fuorilegge: sia Boselli che Bonelli costruiscono l’incontro tra i due con ritmo serrato. Dopodiché – a differenza della versione originale del 1949, in cui il ritmo era piuttosto veloce con una vicenda ridotta a poche pagine – Boselli introduce numerose sequenze in cui Montales e Tex si scambiano opinioni sulla situazione politica del territorio messicano. La conseguenza principale sarà la campagna di battaglie e agguati a sorpresa che Tex decide di fare al fianco del desperado contro i militari conservatori che hanno rovesciato il legittimo governo del Messico.

I due Montales

C’è chi sottolinea come nella storia originale di Bonelli & Galep, L’eroe del Messico, Tex non indossi mai la sua classica camicia gialla. Nella prima parte de I due comandanti – n.89 – Boselli riadatta questo momento storico, che i lettori di vecchia data adorano: il momento in cui Tex indossa insieme a Montales la famigerata casacca nera messicana con tanto di cappello. È in questo momento che i due amici, ritratti da un Brindisi sempre in grande spolvero, strutturano il loro piano per attaccare le guarnigioni il cui elenco è stato da loro fornito dall’ex capitano Quintana, catturato da Tex nelle pagine del numero precedente.

Boselli dimostra la sua capacità di tessitore di trame come sempre, anche se in alcuni dialoghi appesantisce leggermente le riflessioni di Tex su come progettare le mosse imminenti a scapito del ruolo giostrato da Montales. Nonostante questo, la storia fila e si riaggancia – sfiorandolo – al soggetto di GLB in cui i due “comandanti” effettuano attacchi mirati separatamente: Montales a Trujillo e Tex a Valverde.

A pag.22 del n.89 merita una menzione la vignetta in che occupa i 3/4 della tavola, dove Brindisi raffigura un campo lungo in avvicinamento, con Tex al centro, vestito di nero e con indosso un foulard finalizzato a nascondere la propria identità, al galoppo su Dinamite affiancato dai ribelli di Montales. La sensazione del movimento verso il lettore e dell’obiettivo che cattura un avvicinamento di un manipolo di guerriglieri al galoppo è ben riuscita. Questa vignetta ricorda come composizione anche la striscia dell’arrivo di Tex “mascherato” disegnata da Galep all’inizio dell’avventura “L’impresa di Hermadina”.

Trappola a Hermadina

Anche se buona parte del n.89 è dedicata ad una trappola ordita dal regime ai danni di Tex e Montales, è un’altra sequenza narrativa che inizia a crescere di intensità negli albi conclusivi. Infatti, nel n.89 il capitano Ramirez torna a servirsi delle due spie rintanate e protette in un’isolata magione nelle campagne messicane, Villa Rica. È qui che i fratelli Dickart tornano a mostrarsi ai lettori: Lily è sempre affascinante, anche se annoiata dall’isolamento forzato, mentre suo fratello Steve è nei sotterranei della villa dove prova ad evolvere le sue capacità di mago oscuro. È attraverso loro che i governativi iniziano a sospettare che non possono coesistere due Montales nello stesso momento e in posti diversi: i sospetti che ha il capitano Ramirez vengono confermati prima da una sua spia inserita tra i ribelli di Montales e poi anche da Mefisto. Insomma, che ci sia un texano tra le file dei ribelli e che si spaccia per messicano è praticamente più di un sospetto.

In poche pagine la sceneggiatura sale di livello, aspetto che contraddistingue questa serie: arricchire la vicenda classica con sequenze nuove, ben inserite nella trama originale come ad esempio la sequenza che prevede il coinvolgimento diretto di Mefisto insieme al regime messicano, dandogli un peso ulteriore anche all’interno dell’imboscata a Hermadina. Di conseguenza, cresce l’attesa verso uno scontro quasi imminente tra i due grandi avversari: l’uno vuole togliere di mezzo l’altro e viceversa. I lettori aspettano e Boselli pian piano fa crescere il secondo arco narrativo, con il destino dei fratelli Dickart, rispetto alla lotta politica di Montales per la libertà del Messico.

La fine di Mefisto 2.0

La villa stregata, n.90, conclude – temporaneamente – questa trilogia. Quasi due terzi dell’albo sono dedicati al racconto dell’agguato teso ai danni di Tex e a Montales a Hermadina: Tex, ovviamente, scopre le intenzioni della spia introdotta tra i suoi compagni messicani e si ricongiunge a Montales. Sembra una storia normale, un’avventura tipica del giovane Tex. Ma è nell’ultimo terzo di storia che arriva la ciliegina sulla torta, ben riprodotta anche dalla copertina di Maurizio Dotti dedicata a Mefisto.

Il ritmo dell’avventura va spedito fino alla liberazione della nobile prigioniera, promessa sposa assai recalcitrante a Steve Dickart in persona, poi il ritmo rallenta e il lettore può quasi immedesimarsi nei silenzi di Mefisto; un ritmo che riproduce la lentezza delle giornate in solitudine che vivono i due fratelli nella loro lussuosa villa sperduta. È proprio qui a Villa Rica che si svolge la fine di questo albo e siamo davanti ad un momento irripetibile nella lunga saga texiana.

La fine di Mefisto fu un albetto a strisce, il n.46, che uscì nell’agosto 1949: una storia breve dove GLB descrisse le sorti dei fratelli Dickart e chiuse la prima parte dello scontro tra Tex e la sua nemesi. Infatti, sarà solo dopo moltissimi anni, con un Tex già sopra i quarant’anni, che i due avversari torneranno a scontrarsi: Mefisto non sarà più un solo illusionista provetto, ma qualcosa di molto più spaventoso.

Boselli chiude con questo numero lo scontro tra i due avversari, poiché la serie narra le avventure di Tex da giovane e non quelle dell’eroe di casa Bonelli in versione più matura. Boselli stesso, nel redazionale del n.90, lo sottolinea: è quasi sicuramente – con l’eccezione di qualche speciale ad hoc forse previsto in futuro – l’ultima apparizione di Steve Dickart alias Mefisto. Una perfetta chiusura del cerchio. Una sorta di commiato del futuro avversario più temibile e più spaventoso di Tex, i cui tratti principali sono già ben approfonditi in questa versione 2.0: tant’è che il primo Steve Dickart di GLB è un semplice illusionista, mentre questo di Boselli è già un mago alla ricerca di quelle arti oscure che lo renderanno quasi invincibile.

La serie proseguirà dal mese di maggio 2026 con una seconda trilogia, dove ritroveremo Tex al fianco di Montales nelle loro scorrerie messicane, con i disegni di Pasquale Del Vecchio.

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