Julia nn.333-334: “Un volto dal passato” e “In nome della legge”

Recensione della storia in due albi di Berardi, Calza & Michelazzo

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A pagina 38 del n.333, Un volto dal passato (prima parte di una nuova storia doppia), i lettori di Julia possono capire perfettamente lo stato di caos interiore della loro beniamina.
Giancarlo Berardi, coadiuvato ai testi da Lorenzo Calza e con Ernesto Michelazzo ai disegni, impiatta un nuovo momento onirico davvero cruciale per la criminologa. Durante una telefonata con Ettore, dove la lontananza fra i due comincia a lasciare i primi segni di sofferenza nell’economia della loro relazione, Julia si addormenta e il suo inconscio va ad esplorare tutte le figure fondamentali nella sua crescita sentimentale e verso le quali il subconscio prova ancora qualcosa: si va da Jiro – apparso sull’Almanacco del Giallo 2008 – a Jeffrey Noah (primo fidanzato ufficiale durante la serie), esplorando anche la figura storica di George Valadier (e qui un tuffo al cuore ci rimanda al n.8 della serie, disegnato dal compianto Trevisan), fino ad arrivare al neo-prof con due nomi, Simon e Demon.

Tutto questo avviene in tre tavole, con Julia a bordo di una Vespa, la sua Maggie che i lettori conoscono per le avventure che narrano della criminologa da giovane.

Il sogno avviene con un taglio narrativo interessante: non ci sono balloons tondeggiati, bensì la normale squadratura. Si entra e si esce dal sogno come un flusso continuo, tant’è che pagina 42 Julia è già all’università, stanca e incupita per la notte burrascosa a causa della psicanalisi di Jung giuntale in sogno.

Quanto alla storia, ritroviamo la coppia Julia e Leo fianco a fianco.
Il ritmo di questa prima parte è normale. Il volto che ti cambia la vita non lo dimentichi: Phillis McCord lo sa fin troppo bene, da quando una pallottola lo ha condannato a una sedia a rotelle durante una rapina. Oggi, quell’uomo è un medico stimato e un idolo dei media. Convinto di aver trovato il suo carnefice, McCord si affida all’intuito della criminologa. Quella che sembrava la caccia a un fantasma si trasforma però in un enigma vertiginoso quando Julia scopre una verità agghiacciante: il passato del dottor Dylan Gloury è stato cancellato. Non ci sono documenti, non ci sono vecchi amici: c’è solo un uomo senza passato che oggi gioca a fare il salvatore. Le indagini di Julia per scoprire la vera identità di Dylan Gloury, medico rispettato con una vita apparentemente irreprensibile, si intrecciano con quelle sull’omicidio di Victor Elden e conducono a un istituto per orfani, dove entrambi avevano trascorso l’infanzia.

Da qui inizia il n.334, In nome della legge.
Nel complesso, una buona storia con un finale atipico rispetto al solito. L’ultimo quarto dell’albo è infatti concentrato sul processo al falso medico e sulla sua volontà di assumersi la responsabilità delle sue colpe passate.
I disegni di Michelazzo rappresentano al meglio una storia dai toni cupi e permettono di creare uno spessore intorno alla figura di Gloury, alla sua nuova identità, al taglio con il passato.

Occorre soffermarci infine sulle copertine di Francesco Bonanno. Entrambe sono adatte per il n.334: infatti, la cover del n.333 è una classica rappresentazione di una figura di spalle di quinta che osserva Julia fuori da casa sua, in camicia da notte sotto una pioggia torrenziale. I due di guardano in silenzio. Ebbene, questa scena avviene durante il n.334, albo che vede anche il tentato incidente ai danni di Leo Baxter, il quale finisce in ospedale un po’ acciaccato ma vivo – e giustamente la scena viene rappresentata da Bonanno nella copertina di tale albo.
Rimane un dilemma del perché, sull’albo di giugno, sia stata scelta la “cover sbagliata”.

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