“Petro”
di Dante Diamante

Un fumetto non-fumetto

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Si sa, siamo abituati a dare un senso logico alle cose, forse perché il consumismo ci ha plasmato attraverso i suoi canoni estetici, attraverso i suoi bigottismi e le sue narrative fuorvianti. Ma se c’è una cosa a cui non bisogna dar conto, è proprio la visione standardizzata dei prodotti e delle idee.

Il fumetto di cui mi appresto a parlarvi nasce in seno a uno sguardo che esula da tutto ciò. Sono quasi sicuro che, se dovessi chiedere a dieci lettori se questo volume rientrasse nella definizione di fumetto, nove di essi mi risponderebbero di no. Proprio perché il target e il nostro retaggio culturale ci portano a pensare in un modo preciso, anche laddove ci dichiariamo “aperti di mente”. 
Petro vol. 1, dal titolo Scelte, rientra in questa mia considerazione. Questo fumetto non è formato da vignette, disegni o balloon, ma da tutt’altro. È costituito da grafiche graffianti, testi (a prima lettura disconnessi), nessuna apparente consequenzialità delle immagini e della narrazione… forme e strutture che si distaccano dal concretismo della nona arte.
E allora perché parlarne?

Perché opere come questa rendono il mercato del fumetto aperto e variegato, non chiuso in sé stesso, con la buona speranza di attivare nel lettore e nella lettrice una forza espressiva tale da scuotere l’anima.
Così, mentre le nuvole parlanti corrono via in balia di storie e avvenimenti vari, Dante Diamante apre le porte a questo progetto, oggi arrivato al suo terzo volume (per i tipi di Q Press) rafforzando ancor di più il linguaggio non lineare del fumetto, uscendo dal classicismo e dalla comfort zone nella quale spesso ci piace rifugiarci (me compreso).

Questa è un’opera affascinante e straniante. Un fumetto che non rappresenta l’essenza del medium, ma cerca di andare oltre quell’estetica. Petro è una visione, una narrazione che cerca compiutezza attraverso la sperimentazione, navigando con una ricerca folle, visionaria.
Il compito principale di Dante Diamante è quello di creare diverse narrazioni, fondendole in un’unica immagine d’insieme senza mai spezzare il ritmo del racconto. 

Per il lettore, il vero appagamento non nasce tanto dal seguire una singola trama, quanto dal perdersi nello scorrere delle pagine: ogni nuova lettura rivela dettagli inediti, moltiplicando le sorprese e il piacere della scoperta. 
Sicuramente è un fumetto da leggere – probabilmente non per intrattenimento – ma per puro scopo di ricerca visiva e sensoriale.

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