Specie in via di estinzione

La serie di Centol & Garcia Seijas per gli "amanti degli animali"

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Avevo parlato della sceneggiatrice Viviana Centol in una puntata precedente di questa rubrica, dedicata alle avventure del suo Detective Abbeyard disegnate da Carlos Vogt e ristampate nella collana I giganti dell’avventura. Concludevo quell’articolo scrivendo testualmente: “Tirando le somme, una piacevole scoperta che mi ha indotto a recuperare [Specie in via di estinzione e] altre serie apparse nei Giganti, che avevo tralasciato a favore di personaggi che già conoscevo (soprattutto quelli di Wood, of course). Ne parlerò prossimamente in questa rubrica“. Beh, nel frattempo sono passati più di due anni (!), in cui mi sono concentrato soprattutto sugli inserti pubblicati dai settimanali Eura… ma, come si suol dire, ogni promessa è debito: quindi eccomi qua!

Una serie sulle avventure di alcuni animali domestici e sulle divertenti interazioni con i loro padroni umani? Per di più, disegnata dal grande Ernesto Garcia Seijas? Sicuramente un must per chi, come me, ha sempre avuto un debole per i gatti, compreso – da più di quattordici anni – un amorevole, infingardo esemplare che allieta le mie giornate, spesso facendomi compagnia mentre lavoro (anche se, nel frattempo, è diventata una palla di pelo più larga che lunga, dormiente per circa 20 ore al giorno…).
A suo tempo, mi sono quindi procurato i due volumi dei Giganti che ristampavano gli episodi di questa serie apparsi su Skorpio a inizio terzo millennio (ulteriori dettagli sono disponibili nella nota bibliografica finale) e me li sono goduti, come dico in questi casi, “con il cervello scollegato”: un’attività di puro svago, come certe serie TV da guardare senza alcuno sforzo intellettuale e a piccole dosi per volta, per evitare l’effetto di saturazione cui accennavo in questo articolo su un altro fumetto umoristico disegnato da Vogt, Pepe Sanchez. Ho preso qualche appunto per un possibile articolo, poi mi sono dedicato a fumetti Eura ben diversi, che mi sono sembrati molto più “importanti” di questa serie, che hanno raggiunto il culmine con alcune considerazioni sul mio amato Eternauta… e Specie è rimasta in una sorta di limbo fino ad oggi. Perché, chiariamoci subito, NON si tratta di un capolavoro. E tuttavia… parlando di fumetti, dovrei limitarmi – appunto – all’Eternauta? Oppure a Maus o a Persepolis? Anche no.

In questi giorni ho quindi riletto integralmente la serie, apprezzandone ancora una volta i pregi e accettandone i “difetti”. L’idea di base è scoppiettante: la convivenza tra Walt, Nora e il di lei figlio Sebastian, ma soprattutto tra i rispettivi pets (la gatta Catherine, il cane Zacharias e il camaleonte Rivaldinho), dà il via a un fuoco di fila di divertenti strisce – rimontate al ritmo di 3 ogni 2 pagine – con una serie di malintesi che, ben presto, si arricchiscono di altri personaggi spassosi con, al primo posto, l’invadentissima madre di Walt, artefice della prima mini-saga incentrata sulle commedie degli equivoci che caratterizzeranno tutta la serie. E quando le gag e le situazioni iniziano a ripetersi troppo, ecco che l’arrivo – quasi alla fine del primo volume – di un quarto personaggio sulla scena (e di un quarto pet: il ragno Epsilon) scombina le carte in tavola: la “nipotina” Ayelen scatena infatti i turbamenti adolescenziali di Sebastian…

Il secondo volume continua con le stesse caratteristiche, ma ben presto la sceneggiatrice aggiunge un ulteriore cambiamento: Sebastian, infatti, inizia a sentire cosa dicono gli animali (e anche, per alcune strisce, i neonati…), dando il via a un ulteriore filone di situazioni sempre più caotiche, da godersi – come dicevo all’inizio – “con il cervello scollegato” e una robustissima sospensione dell’incredulità, specie di fronte all’ispettore faccia-di-bracco Marlowe.
Una volta accettato questo patto con il lettore, il divertimento è assicurato… e pazienza se non tutte le punchlines sono fulminanti come quelle di un Andy Capp o dei Peanuts. Va detto che la Centol ci prova, soprattutto all’inizio, con battute filosofeggianti che tracciano un parallelo tra i comportamenti degli umani e degli animali (giocando spesso sulle possibilità di estinzione – appunto – delle rispettive specie), per poi ripiegare su gag più comode e scontate, alla ricerca della facile risata: ciò avviene soprattutto con l’arrivo di altri personaggi – il macho-non-macho Cucu, la psicologa Irene (anche lei dotata di gatto), la coppia madre-figlia Lulù-Malena (e la loro cagnetta che si accoppierà con Zacharias) – che contribuiranno a movimentare le mini-saghe fino alla conclusione.

Naturalmente, buona parte del mio gradimento è dovuto ai disegni sempre eccezionali del buon Rudesindo: come già gli era successo per Bruno Bianco o per Flopi di giorno, l’indimenticabile disegnatore mette completamente i suoi pennelli al servizio dei testi umoristici di turno, con gli abituali pregi nella rappresentazione di tutti i personaggi grazie ad una gamma variegatissima di espressioni che assecondano al massimo la lettura. Certo, come nelle due serie citate (ma, in definitiva, in tutti i fumetti che ha disegnato nell’arco della sua carriera – Tex incluso), la possibile obiezione è scontatissima: possibile che TUTTE le protagoniste siano degne pretendenti alla sfilata di Miss Universo? Beh, tutto sommato… perché no? 🙂

I 54 episodi complessivi di Specie in via di estinzione appaiono sulle pagine di Skorpio nel 2001, con brevi “assaggi” nei numeri da 4 a 7 e da 14 a 22, per poi passare a una serrata pubblicazione settimanale che inizia nel numero 44 dello stesso anno e termina nel numero 32 del 2002.
La ristampa integrale, suddivisa in due volumi da 27 episodi ciascuno, viene pubblicata già nel 2003 nei numeri 38 e 40 della collana I giganti dell’avventura, suscitando all’epoca – come ho scoperto a posteriori in alcuni forum online – le “proteste” di alcuni lettori, che avrebbero preferito la riproposizione di altre serie classiche al posto di questa. Ma, come scrivevo all’inizio, non è possibile pubblicare sempre e solo capolavori, magari per l’ennesima volta…

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