“Il senso delle nuvole” di Giuseppe Peruzzo

Un saggio illuminante

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Non capita spesso di addentrarsi nei meandri della saggistica “fumettosa” ma, quando capita, spesso escono fuori degli sguardi che ti illuminano la via. Non a caso, sul nostro Magazine – da qualche tempo – abbiamo una rubrica ad essi dedicata e curata da Moreno Burattini, dal titolo Saggiamente.
Piccola premessa per introdurvi il nuovo lavoro di Giuseppe Peruzzo, che scrive Il senso delle nuvole (Q Press, 2026) e, in un certo senso, anch’esso nasce da una rubrica; cosa ancora più importante, lo stesso Burattini aveva già approfondito un altro suo lavoro, Sataniche e incantate (Q Press, 2017).

Eccoci qui, quindi, a parlare del saggio i cui singolari personaggi sono IperCrito l’iper-critico e IperCrita l’iper-ipocrita, avulsi messaggeri di strane forme che contaminano non solo il nostro senso quotidiano ma ne danno una visione lungimirante sul medium del fumetto.
Accennavo prima alla rubrica, termine che Peruzzo utilizza per indicarci la nascita del saggio: deriva da una serie di brevi scritti che uscivano regolarmente sulla rivista Fumo di China e poi, appunto, racchiusi in questo libro con una parte grafica che ne accompagna ogni singolo capitolo.

La cadenza, come anche la lettura, è una diretta conseguenza del linguaggio stesso del fumetto. La sua struttura è infatti interconnessa: capitolo testuale e tavola a fumetti subito dopo. Una costruzione che vale la pena approfondire e leggere, perché non solo porta con sé un tocco originale (almeno per il sottoscritto) ma diventa illuminante, giocosa, critica.
Ed è forse questa la strada che (in linea generale) i saggi dovrebbero avere: stuzzicare la mente dei lettori e delle lettrici, svincolarli dai pigri pensieri e gettarli in pasto alla società.
Peruzzo, con il suo modo viscerale ma ordinato, ci parla dei motivi e delle direzioni del fumetto, come un attraversamento trasversale di questa bellissima arte e lo fa, tra l’altro, con cognizione di causa e mettendo nero su bianco aneddoti, visioni, idee e criticità sui diversi settori delle nuvole parlanti. 

Il medium fumetto è qui visto come atto comunitario, come struttura portante di un sistema, ma anche come documento, storia, capitalismo e ossessione feticista. L’autore è anche editore e, come tale, conosce non solo i segreti ma anche le barricate di un lavoro tosto e certosino, laddove però ci sono anche i lati ameni, come la conquista della speranza: «Quello dell’editore è il mestiere più speranzoso che esista, lo dico da sempre». Tanto per rimarcare un concetto chiaro a Peruzzo. 

Il saggio si legge con grande voglia di scoperta, pagina dopo pagina, con la stessa voracità con cui è stato pensato e costruito.

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