Si continua a narrare la storia delle Teenage Mutant Ninja Turtles nella città di New York e attraverso i personaggi principali, consolidando le strutture portanti che fino ad ora abbiamo visto.
Con questo numero 16, dal titolo Ujigami – Parte tre (con gli stessi autori delle parti precedenti) si apriranno strade che porteranno i lettori a conoscere nuovi personaggi e non solo. Già nel numero 15 avevamo notato come il Maestro Splinter fosse ritornato in grande stile e sotto mentite spoglie per aiutare i propri figli e qui – chiaramente – si svelerà il mistero tanto atteso.
È importante sottolineare questo passaggio ai fini narrativi ma, soprattutto, nel modo in cui avviene. Si dà il caso (non così scontato) che la famiglia Hamato abbia un passato, una storia ben consolidata alle spalle e con tanti piccoli grattacapi. Una di quelle storie che sarebbe bello e interessante raccontare attraverso un approfondimento mirato.
Saranno proprio due tavole in questo spillato (seppur in modo fugace) a narrare questa finestra sul passato e sulla storia d’amore tra Splinter e la sua amata. E sarà qui che i quattro fratelli capiranno la scelta fatta dal loro padre per diventare il potente ed enigmatico Ujigami che porta vendetta nelle strade della Grande Mela.
Non solo: sarà sempre lui a voler raccontare il segreto ed uscire allo scoperto, affrontando la scomoda verità e (forse) la non accettazione da parte dei figli.
Anche qui, come già nella run precedente, si entra in una condizione narratologica dove la psicologia dei personaggi viene sbattuta fuori e messa alla mercé dei lettori, rafforzando l’idea che le TMNT non sono semplicemente quattro tartarughe che mangiano pizza e sventano crimini nelle strade di New York. C’è una profondità d’animo maturata grazie anche alle nuove generazioni di lettori che acquisiscono sempre più consapevolezza di apprendimento e maturità dei contenuti.
E poi, Oruku Karai che diventa altro (ma preferirei parlarne con il prossimo numero), svelando pian piano la trasformazione che ne vien fuori, facendo sì che il carattere e quanto detto sino ad ora trovi la sua naturale connotazione dei fatti.
Team creativo (testi e disegni) si confermano all’altezza del lavoro. Non aggiungono nulla di nuovo ma portano a casa un degno comparto molto equilibrato che rende il tutto altamente godibile, con l’unica eccezione delle due tavole sopra citate. Quel breve flashback, incastonato nella storia, rende l’albo molto emotivo, soprattutto per i modo in cui i disegnatori hanno dato forma alle immagini.
