La coppia più bella del mondo

Il Glamour Book dedicato a Berardi & Milazzo

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Mark Twain diceva che niente è più insopportabile di un buon esempio, ma come sceneggiatore sono felicissimo di avere a disposizione una miniera di buoni esempi come quelli che si ricavano dalle storie di Giancarlo Berardi. Come lettore, sono altrettanto felice di aver potuto godere delle tavole e delle copertine, in bianco e nero o magistralmente acquerellate, di Ivo Milazzo.

Gianni Di Pietro, curando il catalogo della mostra Il respiro e il sogno (Editori del Grifo, 1989), ha scritto un lungo saggio su Milazzo illustratore e su Berardi sceneggiatore, in cui analizza in dettaglio le innovazioni e le caratteristiche dello stile espressivo dei due autori, ovvero il modo in cui utilizzano i codici e le potenzialità del medium fumetto per comunicare emozioni, raccontare storie e veicolare idee. Attraverso una continua variazione di campi e piani di inquadratura, collegamenti arditi e sintetici, zoom, controcampi, dissolvenze e corrispondenze simmetriche nella costruzione delle tavole, Berardi crea una narrazione sincopata, elegante e densissima. È un modo di raccontare che richiede al lettore un’attenzione attiva, un vero atto di cooperazione, molto più di quanto non accada di solito con un fumetto. Dialoghi, soggettive, sguardi in camera, rimandi continui tra oggetti, luoghi e persone: tutto contribuisce a costruire pagine ricche ed elaborate, tutt’altro che banali. Milazzo non si limita ad assecondare lo sceneggiatore, ma partecipa alla narrazione come un attore in stato di grazia che arricchisce il lavoro del regista. Il fumetto, nelle loro mani, dimostra di poter avere una struttura complessa e sofisticata, lontanissima dall’idea di mezzo “facile”.

Ma non è del saggio di Di Pietro che vogliamo occuparci oggi. Tratteremo invece di un volume più raro del catalogo su cui compare, e senza dubbio più particolare: il Glamour Book dedicato a Berardi & Milazzo da un’altra coppia felice, quella formata da Vincenzo Mollica e Antonio Vianovi. Nel panorama dell’editoria italiana degli anni Ottanta, la Glamour International Production occupa un posto singolare. Nata dell’incontro tra Vianovi (nato a Firenze il 6 febbraio 1949 e scomparso il 25 agosto 2018) e Stefano Bartolomei, la Casa editrice poté avvalersi – dopo le prime pubblicazioni – del fondamentale supporto di Gianni Brunoro nella gestione della rivista Glamour, nata con l’intento di esplorare il confine tra illustrazione, fumetto e sensualità artistica. Vianovi curò personalmente direzione artistica, layout raffinati, copertine evocative e qualità di riproduzione. Brunoro, critico specializzato sui fumetto, attivo dalla metà degli anni Sessanta, assunse la direzione editoriale della rivista Glamour International Magazine, contribuendo con i suoi testi a una visione critica profonda. La testata, uscita tra il 1985 e il 2001, si distinse per il grande formato, i testi trilingui (italiano, inglese e francese) e contenuti dedicati alla girl art americana, al fetish, alla lingerie, alla fotografia erotica e soprattutto al fumetto d’autore italiano ed europeo. Dopo una prima serie di numeri più sperimentali, spillati, la pubblicazione si evolse in una seconda serie più curata, con edizioni rilegate. Parallelamente nacque la collana Glamour Book, una serie di volumi monografici di pregio usciti principalmente tra il 1984 e il 1986, destinati a fornire ritratti artistici completi ed esaustivi di grandi autori della Nona Arte, con ampio spazio riservato alle loro opere erotiche, illustrazioni inedite, lavori sconosciuti o dimenticati delle prime fasi delle rispettive carriere e schizzi contestualizzati da saggi critici. Tra i titoli più significativi ricordiamo quelli dedicati ad Andrea Pazienza, Milo Manara, Vittorio Giardino e Tanino Liberatore. Particolarmente apprezzato fu appunto il Glamour Book su Berardi & Milazzo, di cui esiste un’edizione deluxe, a tiratura limitata e autografata  dai due autori di cui, mi sia permesso il vanto, sono uno dei fortunati possessori.

Il libro venne presentato in occasione del Convegno del Fumetto e del Fantastico di Prato del 1985, manifestazione in quegli anni di grande rilievo. La kermesse, organizzata da un comitato comprendente Antonio Vianovi, Stefano Bartolomei e Franco Riccomini (quest’ultimo da poco scomparso), includeva mostra-mercato, dibattiti, esposizioni di tavole originali e un concorso per giovani autori (tra i quali vennero premiati, giovanissimi, Claudio Castellini, Luca Enoch, Massimiliano Frezzato, Fabio Bartolini). Nell’edizione 1984 del Convegno pratese era già stato dedicato spazio espositivo e critico all’opera di Berardi e Milazzo. Il successo ottenuto convinse gli organizzatori a dare loro ancora maggiore risalto nell’edizione 1985, anche in vista del passaggio di Ken Parker dalla collana popolare “formato Tex” alla rivista Orient Express. Il 1° febbraio 1985, presso la Libreria del Palazzo, fu presentato quello che si può – a giusta ragione – considerare il primo volume monografico sull’opera dei due autori genovesi. La copertina, realizzata interamente ad acquerello da Milazzo, rappresenta una figura femminile sensuale e audace, senza contorni a china, che non nasconde quasi nulla di un pelo pubico di un delizioso color carota. Del resto, la Casa editrice era la stessa della rivista specializzata in erotismo d’autore, che aveva già pubblicato nel novembre 1983 (numero 11) la storia “Jane Sweet Jane” di Berardi & Milazzo e una celebre copertina di Milazzo con Ken Parker nudo circondato da dive del cinema svestite.

In apertura di volume si trova una saggio di Vincenzo Mollica. Singolarmente, quello che sembra stare più a cuore al giornalista è qualcosa che, a distanza di oltre quarant’anni, ai lettori sembra scontato, e che magari invece allora non era: l’importanza cioè del rapporto tra sceneggiatore e disegnatore, un aspetto a suo dire troppo spesso trascurato dal pubblico, che tendeva a valorizzare soprattutto l’aspetto grafico. Mollica mette in luce il sostanziale apporto di Berardi (grazie tante, diremmo oggi), che valorizza e porta a piena maturità il talento di Milazzo, creando insieme opere di altissima qualità. Paragona infine i due autori alla coppia Mogol e Battisti: un’alchimia rara e perfetta.

Sfogliando la prima sezione, dedicata alle opere inedite della preistoria di Berardi & Milazzo, scopriamo (o riscopriamo) la genesi umoristica della collaborazione tra i due. Si comincia con “Plinio”, striscia umoristica del 1971 firmata “Giavo” (crasi di Giancarlo e Ivo). Del 1972 è la strip “Tarzanello”. Nel 1973 i due realizzano il racconto comico “Odino, cavaliere di sventura”, rimasto inedito (salvo smentite). Seguono tavole di “La grande porta”, storia metafisica, e prove per i personaggi più seriosi “Maurice”, “James Cooper” e “Mike Renda”. Il volume presenta poi schizzi di prova per L’Intrepido, tavole di storie incompiute come “Un alito di gloria” (ambientata nel mondo del pugilato a New York) e “Anno 2058 DC” di genere fantascientifico. Il Milazzo che conosciamo emerge chiaramente nelle tavole inedite del 1974-1975 di ambientazione western e bellica (“Il portafortuna”), nei model sheet per Luca De Angelis e negli schizzi per Tiki e Ken Parker. L’impressione che si ricava è quella di due autori innamorati del fumetto, desiderosi di esprimersi attraverso questo medium esplorando generi diversi, senza preclusioni, senza atteggiamenti snob e senza scoraggiarsi, provando e riprovando con umiltà.

La prima storia vera e propria pubblicata di Berardi & Milazzo di cui si abbia notizia è costituita da quattro tavole di Tarzan realizzate per la Sagédition nel 1972. In Italia esordiscono nel marzo 1972 su Horror con “Il cieco”. Seguono le strisce del “Palafita” su Sorry, varie storie su SuperVip e quattro storie disneyane scritte da Berardi (matite di Milazzo, chine di Rebuffi e Bottaro). Il volume documenta anche le storie per Ediperiodici e Edifumetto (Lo Scheletro, Il Vampiro, Oltretomba), le collaborazioni con Il Giornalino (serie Tiki), Skorpio, Lanciostory e La Bancarella (“Tom’s Bar”).

Berardi scrive inoltre storie del Piccolo Ranger e della Collana Rodeo per Sergio Bonelli. Con l’arrivo di Ken Parker i due raggiungono standard espressivi di alto livello. Il Glamour Book offre riproduzioni di tavole significative di Milazzo, sceneggiature originali manoscritte di Berardi, lo spartito e il testo della “Ballata di Pat O’Shane”, schizzi per “Tracce nel Vento”, tavole di Marvin il Detective, illustrazioni varie, una sezione a colori con le copertine più belle e la storia “Strip Blues” pubblicata per la prima volta. Chiude il volume una cronologia aggiornata al dicembre 1984.

Riguardo alla cronologia va segnalato che lo schema, pensato per volumi dedicati a un solo autore, risulta meno funzionale con due autori: non sempre, infatti, distingue chiaramente le storie realizzate in coppia da quelle scritte da Berardi con altri disegnatori. Con un po’ di pazienza, però, quasi tutti i dubbi si risolvono. Nessun dubbio, invece, sull’arte di Giancarlo e Ivo. “Giavo” per gli amici.


BERARDI & MILAZZO GLAMOUR BOOK
A cura di Vincenzo Mollica e Antonio Vianovi
Glamour International Production
1985, brossurato con sovracoperta trasparente
164 pagine

 

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