Il sodalizio artistico tra Eduardo Mazzitelli ed Enrique “Quique” Alcatena è tra i più longevi nel fumetto sudamericano e, nell’ambito delle historietas, tra i più famosi a livello globale.
La storia in questione – una cupa e profonda epica fanta-mitologica – condivide un destino editoriale analogo a quello di molte opere della scuola argentina, vale a dire l’essere stata creata da autori sudamericani, ma pubblicata prima in Italia e solo molti anni dopo nella propria terra d’origine. Nello specifico, la prima pubblicazione è avvenuta nel 2002 sulle pagine della storica rivista settimanale Lanciostory dell’Eura Editoriale; solo nel luglio 2019 le case editrici argentine Historieteca Editorial e Puro Comic hanno unito le forze per pubblicare per la prima volta l’opera in lingua originale in un volume cartonato.
La trama è presto detta: nell’antica e misteriosa terra di Sumer, il tetra-alato demone Pazuzu (di friedkiniana memoria, tra le altre cose), essere tra i più potenti nel pantheon mesopotamico, si risveglia con l’intento – manco a dirlo – di tentare la scalata definitiva al reame degli dèi celesti per diventare il padrone assoluto della creazione. Le sue diaboliche arti manipolatorie si abbattono sottilmente sull’umile giardiniere Shukalituda, divenuto suo malgrado una sorta di re travicello, ma che il demone spinge ad esercitare un ruolo da tiranno, al fine di asservire i propri piani.
Dall’altra parte del ring figura il leggendario e tormentato re esorcista Lugal–Kan, flagello dei demoni, ma costretto ad assumere anch’egli la medesima natura bestiale al fine di salvare la sua terra – e la sua amata, la sacerdotessa Inanna.
Tra i due, la mastodontica Ziggurat che dà il titolo all’opera, il cui scopo è di fungere da vero e proprio portale mistico e asse di potere, punto focale in cui il destino dell’umanità verrà deciso – a metà strada quindi tra Babilonia (mai citata apertamente) e il Central Park.
La lunghezza dell’opera – 70 tavole suddivise in 5 episodi da 14 pagine ciascuno – non vincola il talento narrativo di Mazzitelli, il quale unisce con sapienza il mito sumero a dinamiche tipiche della dark fantasy –queste ultime d’altronde già quota riconoscibile della sua cifra stilistica e narrativa.
Il respiro epico del racconto viene quindi esaltato se possibile ancora di più dalla prova superba di Alcatena, che ne arricchisce le atmosfere con ambientazioni labirintiche, mostri dai dettagli grotteschi e un forte impatto evocativo. L’opera è anche un esplicito omaggio a Lucho Olivera, maestro di Alcatena, storico fumettista argentino e co-creatore del celebre Nippur di Lagash. La potenza delle tavole si manifesta infatti anche grazie ad uno stile ricchissimo di dettagli, influenzato dalle miniature orientali, dal surrealismo e dall’arte mitologica.
Il duo Mazzitelli/Alcatena lega il suo nome ad opere di grande impatto e risalto, tanto in patria quanto all’estero: basti pensare a titoli come Il Mago, Attraverso il labirinto o L’asceta, pubblicate dall’Eura Editoriale sui suoi settimanali e poi ristampate nella collana “I giganti dell’avventura“, che ha dedicato ben tre volumi alle opere della coppia.
Lo Ziggurat (ristampato nel volume 60 di tale collana) si pone in questo stesso solco, a riprova della statuaria sintonia tra i due autori, e testimoniando ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, la caratura del contributo sudamericano all’affermazione della nona arte quale espressione di punta dell’ingegno umano.






