Siamo giunti al quinto numero sceneggiato da Riccardo Secchi e sembra davvero che il progettato “ritorno alle origini” si stia pian piano concretizzando. Una serie di elementi mi ha portato a questa considerazione.
Innanzitutto, il tono satirico della storia: al sindaco di New York Joseph Sòla (evidentissima parodia del sindaco di Milano, al quale il personaggio è anche graficamente ispirato) viene imposto di approvare una serie di progetti di rigenerazione urbana in totale spregio alle norme edilizie vigenti.
C’è da dire che Sòla si pone anche degli scrupoli morali su questa operazione, che tra l’altro comporta conseguentemente un aumento dei canoni di locazione da parte degli speculatori con minaccia di sfratti esecutivi. Ma, essendo Sòla totalmente succube dei “tre suini” (i consiglieri comunali che da sempre sugli albi di Alan Ford fanno il bello e cattivo tempo in ambito politico-amministrativo), finisce per adeguarsi. Chi invece non lo fa è l’impiegato dell’ufficio tecnico Stanley Stamp che, umiliato e demansionato per aver dichiarato non conformi i progetti, assume le vesti di un nuovo “giustiziere” (il Controllore) e, armato di timbri dai poteri quasi “magici”, riesce a far mettere sotto sequestro il cantiere del palazzo denominato “la giungla verticale” (identico a quelli del centro direzionale di Milano).
Un altro elemento, poi, è il fatto che non si tratta di una storia autoconclusiva, bensì articolata in più parti (quante, si vedrà), circostanza che permette di dare un più ampio respiro alla sceneggiatura e di approfondire meglio i vari personaggi, compresi i componenti del Gruppo T.N.T., impegnati a riportare in vita il vecchio negozio di fiori.
Ultimo elemento, gli eccellenti disegni di Gianni Tacconella che rendono questo albo un vero gioiellino. Il disegnatore torinese aveva già lavorato su Alan Ford alla fine degli anni ’80 (ricordo i numeri 242, 245 e 248) e – dopo una pausa durata più di trent’anni – è tornato a collaborare con la testata proprio su questo albo, dove omaggia esplicitamente lo stile originario di Magnus.
Insomma, il rilancio di Alan Ford sta andando per il meglio. L’unico elemento che davvero adesso manca è il ritorno alle storie di 120 tavole (anziché le attuali 90). Chissà che un probabile aumento delle vendite possa condurre la casa editrice a ripristinare il vecchio formato…
A chiusura dell’albo troviamo poi una delle “Storie del Numero Uno”, estrapolata da un vecchio numero della collana, questa volta dedicata a Dante Alighieri, per i disegni di Dario Perucca e le chine di Oskar.
