Questo sesto numero sceneggiato da Riccardo Secchi e disegnato dal bravo Luca Esposito è anche la seconda parte della storia iniziata il mese scorso che vede al centro della vicenda un nuovo “avversario” per il Gruppo T.N.T.: il Controllore (Stanley Stamp). Un personaggio che lavorava nell’ufficio tecnico della città di New York il quale, umiliato e demansionato per aver dichiarato non conformi i progetti urbanistici della “riqualificazione urbana” voluta dal sindaco Joseph Sòla, ha assunto le vesti di “giustiziere” (il Controllore, appunto) e, armato di un timbro molto particolare, è riuscito a far mettere sotto sequestro diversi nuovi cantieri.
Un albo, questo, di transizione: viene approfondita la vita privata di Stamp (che vive con una madre che non viene mai mostrata e della quale si ode solo la voce), che prosegue nella sua opera di mettere sotto sequestro gli edifici newyorkesi non a norma. Il problema è che il Controllore non parteggia per nessuno: così a farne le spese – tra gli altri – vi sono anche il palazzo che ospita la Lega dei Cittadini contro la Rigenerazione (che sostiene proprio l’attività del Controllore) e il covo segreto del Numero Uno ubicato nella metropolitana. Così il Controllore diventa un problema del quale anche il Gruppo T.N.T. si deve necessariamente occupare!
Però succede che Stanley Stamp deve andare fuori città dalla zia Bettina per il periodo natalizio e così le azioni del Controllore si interrompono (almeno temporaneamente) con un sospiro di sollievo da parte dei famigerati Tre Suini (i Consiglieri Comunali), del sindaco Joseph Sòla e dell’ispettore Brock. Il problema tuttavia rimane: i cantieri chiusi restano tali perché l’ufficio informatico del Comune non è ancora riuscito a risolvere il problema tecnico causato dal Controllore, dato che tutte le richieste di intervento per i sequestri sono arrivate telematicamente (con tutti gli accessi e privilegi per gli atti esecutivi) e non c’è modo di bloccarli.
La storia si conclude con due colpi di scena: Alan Ford, devastato dal dolore, apprende la notizia della morte di Minuette e del Tenente Roland, dato che il loro elicottero è precipitato; però l’ultima pagina mostra Minuette ancora viva in Sudamerica che chiede a un misterioso interlocutore: “E quanto tempo ci vorrà?” “Un anno, un biennio, forse un lustro” è la risposta che riceve… “L’importane è che il piano abbia avuto inizio”!
Una didascalia conclusiva afferma che “un sacco di cose bollono in pentola ma per il momento ci fermiamo qui. Ci vediamo il mese prossimo per una super storia di Natale!”. Dalle dichiarazioni rilasciate in rete dallo stesso Gianni Tacconella sappiamo che il prossimo numero sarà illustrato da lui, compresa la copertina!
A chiusura dell’albo troviamo poi una delle “Storie del Numero Uno”, estrapolata da un vecchio numero della collana, questa volta dedicata ad Alessandro Manzoni, per i disegni di Dario Perucca e le chine di Oskar.
