Iniziamo a parlare della storia contenuta nell’albo, che presenta la conclusione dell’episodio precedente. Purtroppo siamo di fronte all’ennesima delusione. Sì, la storia finisce, ma come? Come accade spesso ultimamente, cioè come se fosse stata tutta frutto o di un sogno o di una magia… Non si scopre chi sia realmente Hipperkruber Hansen (forse, come ipotizzato in chiusura, una Riccioli – la strega innamorata di Alan – travisata? Boh!), dove abbia preso i suoi poteri / macchinari e perfino se esista realmente. In definitiva, ha ragione Alan Ford quando esclama: “Sono nella mani di un pazzo che si diverte a creare stramberie!”
I disegni di Alfredo Boschini (bravo soprattutto nelle scene di Alan nel vecchio Far West) non riescono a risollevare le sorti dell’episodio.
A chiusura dell’albo troviamo la prima parte di una delle “Storie del Numero Uno” estrapolata da un vecchio albo della collana: quello dedicata a Elisabetta I Tudor, per i disegni di Dario Perucca.
Dopo un’assenza durata nove numeri, ritorna l’editoriale a firma Max Bunker che tratta di Riccardo Finzi, il suo detective letterario, che sarà protagonista di una futura graphic novel mentre, quanto prima, vedrà la luce il ventesimo e ultimo romanzo della serie che sarà intitolato Gli ultimi passi.
