Da un paio di giorni la notizia sta facendo il giro del web: d’ora in avanti, Max Bunker lascerà le sceneggiature del suo personaggio al figlio, Riccardo Secchi.
Questa è la vera novità del n. 680 di Alan Ford, perché – devo essere sincero – per quel che riguarda l’avventura inedita pubblicata sull’albo non ho capito il senso del suo titolo e nemmeno quello della storia in sé, piena zeppa di personaggi (ci sono anche tutti quelli del Gruppo T.N.T.) ma assolutamente senza capo né coda! Non aiutano la leggibilità il lettering eseguito al computer e i – seppur dignitosi – disegni di Luca Esposito (che però in alcune vignette sbaglia l’orientamento dell’oblò di una lavatrice coinvolta in una gag).
A chiusura dell’albo troviamo la seconda parte di una delle “Storie del Numero Uno”, estrapolata da un vecchio numero della collana, dedicata a Elisabetta I Tudor, per i disegni di Dario Perucca. A questa seguirà una terza parte nel prossimo albo, stando a significare che anche la prima storia di Riccardo Secchi sarà di sole 90 pagine… un peccato, perché speravo davvero che con il cambio di timoniere si tornasse alle classiche 120 tavole.
Tornando al “passaggio di mano” al quale accennavo all’inizio, in seconda di copertina Bunker scrive che dopo 680 storie di Alan Ford e compagnia si è un po’ stancato: “L’età incide quel tanto che mi invita a cambiare musica”.
Quindi si dedicherà alla (o alle) graphic novel di Riccardo Finzi, mentre “Alan Ford verrà scritto da una firma robusta, capace e amante del personaggio. Il nome è Riccardo Secchi, mio figlio, con ampia esperienza di alto livello del nostro grande mondo che si chiama: Fantasia”.
Insomma, un’era si chiude. Ora vedremo se Riccardo Secchi riuscirà a risollevare le sorti di questa collana che ormai da troppo tempo era come abbandonata a se stessa… il suo curriculum (che potete facilmente trovare su vari siti Internet) mi fa ben sperare. Così come mi fa ben sperare il titolo del prossimo albo: Ritorno alle origini.
Vi terrò aggiornati con le prossime Short: restate sintonizzati!
