“Requiem per Casablanca”
di Selva, Macchi & Boukhbiza

Un viaggio tra memoria storica e urbicidio a Casablanca

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Le città non sono più luoghi da abitare, ma loghi da comunicare.

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I fumetti d’inchiesta che raccontano di storie, luoghi e persone che vogliono cambiare il mondo.

In questo nuovo appuntamento con la rubrica Graphic Journalism, andremo ad affrontare una tematica importante che, per molti, parrebbe non esistere, ma che invece c’è ed è più grave di quanto ci si immagini. Per farlo partiamo dal fumetto Requiem per Casablanca, realizzato da Antonella Selva, Monica Macchi e Mohamed Rafia Boukhbiza per la casa editrice pisana Astarte. L’opera indaga e analizza uno spaccato importante della riqualificazione urbana contemporanea, attraverso un viaggio tra Marocco e Italia. 

Dopo trent’anni in Italia, Rahal torna a Casablanca con la moglie Maria e scopre che la sua storica medina (dall’arabo madīna, che significa semplicemente “città”) sta per essere demolita. Un imponente piano di rigenerazione urbana promette modernità, ma rischia di cancellare l’identità e la storia di oltre centomila persone.
Qui, forte del modernismo urbano, si inserisce il concetto di rent gap, ovvero la differenza tra quanto un immobile rende oggi di affitto e quanto potrebbe rendere se venisse sistemato o valorizzato. Su questa idea basilare si fonda il nuovo pensiero delle grandi aziende che – attraverso l’acquisto di pacchetti di lotti di edificazione – vogliono “riqualificare” interi quartieri come quello a Casablanca. Ma anche a Milano, e in qualsiasi altra città che abbia un minimo di appiglio turistico o “instagrammabile”, per citare la scrittura del fumetto in questione.

Questo processo di nuova urbanizzazione non bada a spese né (chiaramente) al passato o alle tradizioni di un determinato quartiere, figuriamoci alle famiglie – per cercare di reinventarsi nuovi metodi abitativi che spesso nascono dopo o in concomitanza di grandi eventi globali.

Di recente, pensiamo (uno su tutti) a Milano-Cortina 2026: l’evento olimpico è uno dei più nitidi esempi di come i grandi eventi sportivi vengano usati come acceleratori di rigenerazione urbana, guidati e finanziati proprio dalle logiche del rent gap. L’evento ha fornito la giustificazione politica, amministrativa e temporale (scadenze stringenti) per attrarre grandi capitali privati su aree urbane a lungo svalutate, estraendone il valore potenziale.
Tornando alle pagine del fumetto, tra un’incredulità e l’altra, Rahal si scontra con la burocrazia locale. L’arrivo di alcuni amici milanesi mette in luce inattesi paralleli tra i cantieri del Mondiale 2030 a Casablanca (di cui il Marocco è uno dei paesi ospitanti), sollevando gli stessi interrogativi su sviluppo ed esclusione.
Un drammatico evento costringe poi la coppia ad abbandonare il quartiere, iniziando un viaggio tra le periferie e le montagne dell’Atlante, alla scoperta di come il senso di comunità riesca a resistere anche quando i luoghi scompaiono.

La scrittura dell’opera, oltre a parlarci delle vicissitudini dei protagonisti, approfondisce anche molti aspetti tipici del Marocco, rendendo la lettura una sorta di esplorazione turistica nei meandri delle tradizioni locali. Dagli storici quartieri fino al centro città, tra storia e contemporaneità non tralasciando cibo, amori, fede e costumi.

L’apparato grafico ci restituisce una leggerezza nel tratto che si contrappone alla durezza e alla spietatezza dei temi, alla quasi impossibilità di rendersi utili e dichiara un intento semplice ma carico di passione. È un disegno che mescola diverse influenze e lo si può notare da piccoli dettagli nelle varie vignette, come del resto molto peculiari sono le diverse splash pages disseminate nell’opera.

Requiem per Casablanca è un ottimo esempio di fumetto d’informazione, che pone la sua tesi ad approfondire e far conoscere l’annosa questione dell’urbicidio, ovvero: la distruzione deliberata e sistematica dello spazio urbano, dei suoi edifici, delle sue infrastrutture e del suo patrimonio storico-culturale, con l’obiettivo di cancellare l’identità, la memoria e la vita sociale della comunità che vi abita.

Requiem per Casablanca
di Antonella Selva, Monica Macchi, Mohamed Rafia Boukhbiza
Astarte Edizioni (2026)

b/n, 122 pp – 18,00€

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