Alan Ford Original n.682 “Un giorno senza ritorno”

Prosegue il “ritorno alle origini” di Riccardo Secchi

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In questa sua seconda storia, il nuovo sceneggiatore Riccardo Secchi (figlio di Max Bunker Luciano Secchi) prosegue nel presentarci il suo go back to basics del Gruppo T.N.T.

Nel numero scorso avevamo assistito al ritorno di Alan Ford allo storico negozio di fiori tra la Quinta e la Sesta Strada di New York, dopo essere stato colpito da una serie di sventure (la scomparsa della moglie Minuette, partita in missione per conto dell’F.B.I.; il blocco totale dei suoi conti correnti bancari; l’abitazione e l’autovettura poste sotto sequestro; la licenza di investigatore privato revocata); anche il Conte Oliver, per una macchinazione, aveva perso la sua carica di ambasciatore del Regno Unito ed era stato costretto a sua volta a tornare alla base.

In questo numero il pappagallo Clodoveo lascia il gruppo per seguire la pappagallina di un circo della quale si è innamorato; tornano la Cariatide e Geremia (dopo l’esperienza fallimentare nell’apertura di una pasticceria – altra frecciata di Secchi, come nell’episodio precedente, rivolta agli ingranaggi stritolanti della burocrazia); inoltre, dopo una serie di spiacevoli e fortuite circostanze, Alan e Bob Rock ritrovano il cane Cirano.

Ecco quindi che, riuniti attorno al Numero Uno e al suo fedele Grunf, abbiamo nuovamente tutti i membri del Gruppo T.N.T.! Il ritorno alle origini sembrerebbe essersi completato (ad eccezione della cavietta Squitty): ora attendiamo di vedere cosa ci riserverà il prossimo episodio.

Le 90 pagine della storia sono disegnate da Daniele Tomasi, qui al suo secondo lavoro dopo il n.676. Come avevo già commentato in quell’occasione, lo stile di Tomasi è parecchio lontano da quello classico della serie, ma a mio parere porta una piacevole ventata di novità (con buona pace di tutti quei lettori – e sembrano parecchi, dai commenti raccolti in rete – che vorrebbero vedere sempre dei disegni “bunkeriani” o quanto meno “peruccani”). Certo, i volti e le figure di alcuni personaggi sono da migliorare…

Anche in questo episodio, il disegnatore inserisce una serie di piacevoli “camei” che è sempre divertente ricercare nelle sue tavole: i fumetti di Eureka e Maxmagnus esposti in una vetrina; la scritta Charles Xavier High School for the Gifted Youngsters (base operativa e luogo di addestramento degli X-Men) sulla fiancata di un autobus; un albo di Satanik letto da un postino; la pubblicità del libro Virus di Max Bunker appesa a una parete; sulla prima pagina di un quotidiano, le pubblicità della Graphic Novel di Riccardo Finzi e della 1000VolteMeglio, oltre alla notizia “Scompare il Cap. Trent di Scotland Yard” (avversario di Satanik); all’obitorio, uno dei cadaveri porta la targhetta “Riccardo Secchi” mentre un altro sembra essere la Mummia Vivente della Marvel; un manifesto appeso a un muro ha il titolo del n.20 della serie, “Frit Frut”; in un vicolo si vede un bidone della spazzatura che contiene il costume dell’Uomo Ragno (come nel celebre n.50 di The Amazing Spider-Man); a pagina 66 compaiono i personaggi di The Mask e dell’imperatore Ming, mentre a pagina 90 vediamo Satanik in persona… e chissà quanti altri me ne possono essere sfuggiti!

A chiusura dell’albo troviamo una delle “Storie del Numero Uno”, estrapolata da un vecchio numero della collana, dedicata a Giovanna D’Arco, per i disegni di Dario Perucca e le chine di Oskar.

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