Uscito in edicola con un bel po’ di giorni di ritardo, l’ultimo Alan Ford del 2025 si è rivelato essere, a mio parere, uno degli episodi migliori degli ultimi tempi.
Non che la trama, comunque più lineare del solito, abbia qualcosa di particolarmente originale: il ladro Kilobaid (il cui nome letto al contrario è di per sé significativo), apparso per la prima volta sul n.655, ritorna per vendicarsi della sua ex-aiutante Urka che lo aveva tradito… ma i disegni innovativi di Daniele Tomasi (erroneamente accreditato come “Tommasi”) e i tantissimi camei inseriti nell’episodio, che da sempre in passato avevano caratterizzato questo fumetto, me ne hanno reso oltremodo piacevole la lettura.
Lo stile del disegnatore si allontana da quello classico della serie, è molto più realistico e meno grottesco, ma porta una piacevole ventata di novità (con buona pace di coloro che vorrebbero sempre disegni pedissequamente allineati allo stile “bunkeriano” – inarrivabile per chiunque – o quanto meno “peruccano”).
I piacevolissimi “camei” inseriti (credo più ad opera del disegnatore che dello sceneggiatore), come dicevo, sono davvero tanti e mi piace segnalarveli: un caffè italiano chiamato Max, le ciabatte di Kilobaid con la scritta I Love Clere Ville, un albo di Kriminal, la Banca Fidaty, la cassetta di Limoni della Sicilia che ricorda quelli venduti da Geremia nel n.50, la felpa di Alan con la scritta T.N.T., Magnus seduto al tavolino di un bar servito da un cuoco con le fattezze di… Paolo Piffarerio (?), un manifesto pubblicitario della DC Comics, i manifesti dei film Tempi Moderni, L’uomo invisibile e Frankenstein, Kriminal che strangola una vittima, un manifesto con Ella Fitzgerald, un’edicola con il fumetto di Green Lantern e la rivista “Gente”, il ritratto di Trump nell’ufficio dell’FBI… e chissà quanti altri me ne sono sfuggiti!
Insomma, mi auguro che Daniele Tomasi torni presto sulle pagine di Alan Ford!
Come di consueto, a chiusura dell’albo troviamo una delle “Storie del Numero Uno” estrapolata da un vecchio numero della collana: stavolta si tratta di quella dedicata a George Washington, per i disegni di Dario Perucca.
