Le nuove avventure di Jonny Logan n.1 “L’origine dei C.T.”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

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Da tempo sentivo parlare da alcuni compagni di scuola di un fumetto intitolato Jonny Logan, descritto volta dopo volta come “un surrogato di Alan Ford”, “un Alan Ford dei poveri” o anche “un Alan Ford de noartri” – toscanizzazione del romanesco “noantri”.
I punti di contatto sembravano in effetti numerosi, a iniziare dal titolo della serie dedicato a uno dei personaggi, che però faceva parte di un gruppo (là T.N.T. e qui C.T. – Cacciatori di Taglie) piuttosto sgangherato, variegato e squattrinato di “agenti”, con un “nano” (là Bob Rock, qui Benito Talponi), un nobile spiantato (là il Conte Oliver, qui il Professore) ecc. ecc.

Siccome gli albi dell’Editoriale Dardo non rientravano mai negli scambi forsennati di giornalini che coinvolgevano me e mio fratello (e anche di Alan Ford ne leggevo ben pochi, come ho spiegato in altre Short), restai con la curiosità di saperne di più fino a che non vidi questo albo in edicola, ad aprile 1977. E visto che il titolo prometteva di svelare le origini dei C.T. decisi di acquistarlo…

Forse questo primo albo nel nuovo formato a colori (scoprii in séguito che la prima serie era composta da 56 albetti tascabili in bianco e nero) non era esattamente il modo migliore con cui scoprire questo fumetto: sì, veniva spiegata l’origine dei Cacciatori di Taglie… ma con una scelta decisamente metafumettistica che, naturalmente, mi lasciò perplesso, con i due squinternati autori* che approdavano alla casa editrice Dardo e incontravano – anzi, reclutavano – i personaggi che poi sarebbero diventati i CT… Un doppio livello di lettura che, nella mia ingenuità, non avevo colto e, soprattutto, non mi aveva convinto. Fu così che quell’albo restò – per molti anni – l’unico che avessi letto della serie.

Mi persi quindi quelle che erano le caratteristiche innovative di Jonny Logan, cioè il fatto di ambientarne le storie in Italia e di affrontare – con l’arma della satira – tematiche delicate (la mafia, il divorzio, le tasse, l’emigrazione…) che trasformarono questo fumetto, nel suo piccolo, in un cult.

*I due squinternati di cui sopra erano lo sceneggiatore Romano Garofalo e il disegnatore Leone Cimpellin, che qui si firmava Ghilbert. Questa seconda serie si interruppe al 21° numero, uscito a dicembre 1978.

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