Tra i tanti stand presenti al Napoli Comicon 2026 è emerso quello di Taiwan Comics, che presentava una schiera particolare di numerosi fumetti, tra cui Il diario di Mobu che, edito da Toshokan, è riuscito a spiccare per lo stile e la copertina.
Il diario di Mobu è scritto e disegnato da Kathy Lam, un’autrice di Hong Kong che, con la sua simpatica gatta, ci parla un po’ di noi attraverso simpatiche avventure, strappando anche qualche sorriso.
La storia prende il via quando Mobu inizia ad essere un po’ annoiata dalla solita routine sedentaria e casalinga, accudita dalla sua padrona. Dopo che il vicino porta il suo gatto Jackie – viziato e voglioso di coccole – a stare lì qualche giorno, Mobu perde i suoi spazi e capisce di aver bisogno di trovare un lavoro, stanca della ripetitività delle giornate. L’impiego lo trova in un neko cafè, locali famosi in Giappone dove, oltre a offrire il servizio di un normale bar, ci sono tanti gattini da accarezzare per intrattenere il pubblico.
La storia si svolge attraverso il susseguirsi di episodi non strettamente legati l’uno con l’altro. L’evoluzione di Mobu è coerente e interessante: da personaggio molto schivo e refrattario inizia ad aprirsi con gli altri gatti, diventando sempre più importante nel posto di lavoro. Tanti saranno i personaggi che incontrerà e ognuno di essi le lascerà una lezione che non dimenticherà.
Attraverso questa gatta si parla di insicurezze, problemi sociali, ansia e lavoro. Le difficoltà che la attanagliano sin da subito sono superate senza incorrere in banalità o forzature.
Ho molto apprezzato la scelta dell’edizione Toshokan, che ha aggiunto alla fine dei due volumi un’intervista fatta all’autrice, in cui vengono esaminate alcune curiosità sulla creazione del fumetto e del suo processo creativo, passando anche per le difficoltà affrontate da Lam. Un altro lato positivo è la presenza abbastanza equilibrata tra le pagine a colori e quelle in bianco e nero, con addirittura la presenza di interi capitoli colorati che aiutano a godere meglio l’opera.
Il punto forte di questo fumetto è l’aspetto grafico: Kathy Lam ha svolto un lavoro veramente interessante, mischiando lo stile del fumetto asiatico con quello del fumetto europeo. La costruzione delle tavole, soprattutto quelle a colori, rende perfettamente l’idea dell’abilità dell’autrice: i gatti sono molto simpatici e carini, più espressivi degli esseri umani in quanto veri protagonisti della narrazione. È come se ogni personaggio felino avesse uno stile e una composizione diversi rispetto agli altri suoi simili: il più affascinante tra tutti è Franz, un Maine Coon davvero imponente, di colore nero.
Il diario di Mobu è un fumetto interessante e gradevole, una volta accettata la suspension of disbelief: spassoso il passaggio in cui la padrona, dopo essersi disperata (“Vuoi trovarti un lavoro? […] Dove ho sbagliato?”) aiuta la gatta nella sua ricerca. Parlando di gatti, l’autrice tratta di disagi sociali in modo leggero ma calcolato e, in soli due numeri, riesce a intrattenere il lettore, riscaldandogli inoltre il cuore attraverso la dolcezza e l’ingenuità dei suoi protagonisti felini, valorizzati dal tratto particolare utilizzato.
Un fumetto che non può mancare nella collezione di chi ama i gatti.
A questo link è disponibile un’ampia anteprima del fumetto (senso di lettura all’orientale)
