Nuovo recupero targato manga, segnalato a suo tempo nella sezione uBC Monitor da un altro aspirante recensore che commentò in questo modo (all’inizio del nuovo millennio) la pubblicazione di un vero e proprio classico da parte di Planet Manga.
Gen di Hiroshima
by Alessio Olivero
Ditemi voi: come vi aspettereste la fine di un racconto sugli orrori della seconda guerra mondiale? Abituati come siamo al cinema d’oltre oceano, ai vari soldati Ryan e alle vigliaccherie di Pearl Harbour, il minimo sarebbe un felice ritorno a casa, un bacio sulla fronte della sorellina più piccola e il tanto atteso rendez-vous con l’amore della nostra vita.
Ma nelle memorie di Nakazawa il destino è beffardo e la casa bruciata, la sorellina morta, l’oroscopo del giorno non predice incontri fortunati o “sviluppi interessanti”.
Gen vive, Gen canta. nonostante tutti i drammi e le perdite a cui è andato incontro, Gen/Keiji cresce. È dipinto nell’ultima tavola mentre cammina verso l’orizzonte, con decisione e non più innocente spensieratezza. La storia si conclude ma rimane aperta; segna sì la fine, ma solo di quello che Nakazawa ha voluto raccontarci: i lutti, i dolori e le speranze continueranno; la memoria, auguriamoci, resterà immortale.
Raramente si incontrano fumetti così. Un’opera che meriterebbe molto di più: partorita con la rabbia e la sofferenza di un uomo mai scampato agli orrori della Bomba, diviene voce e inno (come Gen stesso ci suggerisce) di tutti coloro che non hanno perso la speranza e ardono nello sforzo di fronteggiare il proprio destino.
Buono il lavoro di Planet Manga, che propone quattro brossurati semplici ed eleganti e dimostra ancora una volta di saper ben confezionare le sue pubblicazioni.
