I 30 anni dalla scomparsa di Hugo Pratt, avvenuta nel 1995, non possono che essere l’occasione per recuperare la scheda enciclopedica a lui dedicata, in quello che è il progetto uBC Story, la rubrica dedicata al recupero di articoli interessanti pubblicati nel corso degli anni dal nostro sito (includiamo i link agli articoli originali, purtroppo talvolta non fruibili perfettamente – soprattutto da dispositivo mobile – a causa dell’evolversi della tecnologia), cercando di integrarli e aggiornarli come già successo in precedenza.
Scansionando i nostri archivi, ripercorreremo in ordine cronologico la vita del Maestro di Malamocco, legata indissolubilmente a quella cartacea di Corto Maltese e a quelle di tanti altri personaggi, reali e di fantasia, che hanno fatto la Storia del Fumetto mondiale insieme a lui. L’articolo da cui siamo partiti è la scheda biografica di Hugo Pratt.
NOTA BENE! Per approfondire la conoscenza di Corto Maltese consigliamo vivamente la lettura dell’articolo a lui dedicato (Corto Maltese: viaggi, amici e storie) e l’accurata analisi della sua opera più famosa, Una Ballata del Mare Salato, leggendo questo articolo in cui viene sviscerata la più bella tavola d’amore del fumetto italiano. Coloro che vogliono testare le proprie conoscenze su Corto Maltese possono mettersi alla prova con il nostro quiz.
Hugo Pratt
Nato a: Rimini 15 giugno 1927 Morto a: Grandvaux 20 agosto 1995
Hugo Pratt visto da Ivo Milazzo omaggio per la scomparsa dell’autore, da Ken Parker Magazine n.33 (c) 1995 Sergio Bonelli Editore
Biografia
Uno dei più famosi autori di fumetti del mondo, italiano d’origine ma di indole cosmopolita, vive e lavora in Argentina, Inghilterra, Italia, Francia, Svizzera. Autore molto prolifico, è diretto erede della tradizione fumettistica statunitense, di Milton Caniff e di Will Eisner, capace di unire una grande resa grafica a temi avventurosi e letterari. Le sue serie più note sono L’Asso di Picche, Sgt. Kirk, Ticonderoga, Ernie Pike, Anna nella giungla, Wheeling, Corto Maltese, Gli Scorpioni del Deserto, Cato Zulu.
Vita e Opere: 1927-1995
1927. Hugo Pratt, nome d’arte di Ugo Eugenio Prat, nasce il 15 giugno a Rimini presso la spiaggia del Lido di Ravenna, dove la famiglia trascorre le vacanze, dai coniugi Rolando Prat ed Evelina Genero e trascorre la sua infanzia a Venezia. La sua è una famiglia cosmopolita: il nonno paterno, Joseph Prat, insegnante di francese in una scuola ebraica a Venezia, è originario di Lione, ma i suoi antenati scapparono dall’Inghilterra nel 1745; la nonna paterna è Ernesta Quadrelli de’ Barbanti di Urbino. Il nonno materno è il poeta Eugenio Genero, discendente illegittimo della famiglia Zeno-Toledano, gioiellieri di Toledo convertitisi al cattolicesimo a Venezia, da bambino affidato ai Genero, ebrei marrani; la nonna materna è una veneziana appartenente alla famiglia Azim-Greggyo, che arrivò a Murano nel 1390 dalla Turchia.
1937. Hugo e la madre raggiungono Rolando in Etiopia, dove lavora come capo cantiere in qualità di sergente maggiore del Genio per l’edilizia e la costruzione di strade, a Entotto, a 20 km da Addis Abeba. Al Villaggio Littorio frequenta il ginnasio “Vittorio Emanuele III”. Durante questo periodo scopre il romanzo d’avventura e comincia a leggere avidamente autori come James Oliver Curwood, Zane Gray e Kenneth Roberts. Altri suoi compagni di letture sono i fumetti americani di Terry e i pirati di Milton Caniff (in originale Terry and the Pirates) e Cino e Franco di Lyman Young (in Italia conosciuti anche come Tim e Tom, in originale Tim Tyler’s Luck) che gli lasciano addosso un altro segno indelebile, non solo del genere avventuroso ma anche del primo stile grafico che adotterà nei fumetti da lui stesso disegnati.
1940. Hugo si arruola al séguito del padre nella polizia coloniale che ha incarico di reprimere gli Sciftà, guerrieri abissini indipendentisti. Fa amicizia e frequenta i ragazzi indigeni della sua età.
1941. A marzo rientra ad Addis Abeba in tempo per assistere all’arrivo delle truppe britanniche. In Africa conosce l’ufficiale inglese Koinsky, che trasformerà poi nel protagonista della serie Gli Scorpioni del Deserto.
1942. A 15 anni, il padre gli regala il libro L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson e gli raccomanda di scoprire la sua isola del tesoro. Questo è l’ultimo ricordo che ha del genitore, che muore in un campo di concentramento francese, mentre Hugo si trova con la madre a Dire Daua, un campo di internamento per civili. Anni dopo, Pratt dirà di aver scoperto la sua isola del tesoro: la sua immaginazione. Ai suoi compagni racconta le storie per immagini e, accortosi del forte interesse suscitato, intuisce l’importanza dell’impatto del fumetto. Hugo vagabonda a lungo con dei cammellieri danakil.
1943. Rientra in Italia dalla Somalia Britannica grazie all’intermediazione del Vaticano e della Croce Rossa. Dall’Africa porta con sé vari giornali americani con le storie di Milton Caniff regalati dagli amici e capisce fin da giovane che avrebbe fatto il disegnatore di fumetti come professione. Frequenta un collegio militare a Città di Castello, fino alla chiusura a settembre. In ottobre si arruola nel battaglione Lupo, un gruppo indipendente della Repubblica fascista, ma la nonna lo riporta a casa. Già in questi anni rimane affascinato dalle opere illustrate da Paolo Caccia Dominioni, architetto, ufficiale militare in Africa, scrittore e illustratore che – con le sue cronache e i suoi diari di guerra – influenza Pratt nella raffigurazione delle uniformi e di alcune ambientazioni e scenari che ritroveremo poi per lo più nella futura serie Gli Scorpioni del Deserto.
1944. Arruolato a forza nella polizia marittima tedesca, scappa dopo 3 settimane, ritornando a Venezia. Rivede Koinsky in Italia durante la guerra.
1945. A febbraio oltrepassa le linee tedesche per raggiungere le forze alleate, alle quali si unisce come interprete nell’8ª armata, prima con le truppe scozzesi, poi con i canadesi, e alla fine con i neozelandesi. A Venezia incontra nuovamente Koinsky con Peniakoff a capo del Popski’s Private Army. Alla fine della guerra è segretario all’hotel Danieli, poi si unisce alla 5ª armata dell’esercito americano, con l’incarico di organizzare gli spettacoli per i soldati. Recita a fianco di Rossano Brazzi e Cesco Baseggio in Le baruffe chiozzotte tratto dalla commedia di Goldoni. A dicembre fonda con Mario Faustinelli e Alberto Ongaro (questi cugini tra loro) la rivista a fumetti “Albi Uragano” (dal 1947 “Asso di Picche-Comics”), ideata da questi ultimi mentre sono reclusi in un carcere veneziano, su cui esegue le matite dei 19 episodi dell’Asso di Picche, primo eroe mascherato del fumetto italiano, una sorta di Uomo Mascherato (The Phantom) che s’ispira a Spirit di Will Eisner, con la sceneggiatura di Ongaro e le chine di Faustinelli. Si forma il cosiddetto Gruppo di Venezia (o Scuola di Venezia) composto da Hugo Pratt, Alberto Ongaro, Mario Faustinelli, Ivo Pavone e poi altri, tra cui Dino Battaglia.
Asso di Picche l’esordio di Hugo Pratt (c) 1945 Ivaldi
1946. Collabora alla serie Ray e Roy eseguendo le matite e collaborando alla sceneggiatura di Faustinelli. Esegue la sceneggiatura e le matite della storia Sloogan e i piani scomparsi, una vicenda gangster all’americana, per la rivista per studenti “Fuori Cattedra”. Gioca a rugby in serie A nel Venezia, come terza linea nella mischia.
1947. A febbraio esce il numero unico di Indian Lore, un western di cui esegue disegni e sceneggiatura. Disegna a matita Silver-Pan su sceneggiatura di Faustinelli.
1948. Collabora a serie come April e il fantasma, esegue le matite di Alan delle Stelle per le chine di Giorgio “Geo” Ussardi e la sceneggiatura di Ongaro, Indian River per la sceneggiatura di Pratt e Faustinelli, e Un allegro Natale, disegni e sceneggiatura di Pratt, Ongaro, Faustinelli, Battaglia.
Hugo Pratt
1949. Inizia la serie di guerra Junglemen sull’ “Asso di Picche” per la sceneggiatura di Ongaro, che proseguirà anche in Argentina sulla rivista “Salgari” fino al 1952. A novembre parte insieme a Faustinelli per l’Argentina, dove lo aspetta un contratto con il direttore editoriale Cesare Civita per le edizioni Abril. Il Gruppo di Venezia si divide, con alcuni che restano in Italia e la maggioranza che si trasferisce in Sud America (Pratt, Faustinelli, Ongaro, raggiunti poi da Pavone) dove Asso di Picche si trasforma in “As de Espadas” riscuotendo un grande successo.
1951. Il suo primo lavoro eseguito in Argentina è in collaborazione con Héctor Oesterheld, con cui realizza Ray Kitt, un detective alla Marlowe protagonista di due brevi storie di genere poliziesco nello stile del racconto illustrato con vignette, sulla rivista “Cinemisterio”. Su sceneggiatura di Alberto Ongaro disegna la serie El cacique blanco, per la rivista “Misterix”.
1952. Inizia ad esibirsi come cantante con piccoli complessi musicali. Esegue 17 tavole per una storia su Gengis Khan non terminata e non pubblicata.
1953. Inizia, con le sceneggiature di Oesterheld, la serie western Sgt. Kirk sulla rivista “Misterix”, che proseguirà fino al 1959. Si sposa a Venezia con la jugoslava Maria “Gucky” Wögerer, da cui ha due figli, Luca (1954) e Marina (1955), e da cui divorzia nel 1957.
1954. Su sceneggiatura di Alberto Ongaro disegna la serie Legion extranjera per la rivista “Misterix”.
1957. Tiene dei corsi di disegno presso la Escuela Panamericana de Arte, fondata da Enrique Lipszyc nel 1951 con il precedente nome di Escuela Nortamericana de Arte, poi cambiato nel 1956. Tra i colleghi docenti è presente Alberto Breccia e, tra i tanti allievi a cui insegnano, c’è un giovane José Muñoz, iscritto alla scuola già all’età di dodici anni. Inizia la serie Ticonderoga, ambientata nell’America settentrionale del XVIII secolo, su testi di Oesterheld e con l’assistenza ai disegni di Gisela Dester (con cui stringe una relazione), che prosegue fino al 1959 sulla rivista “Frontera” delle edizioni Frontera, e la serie di guerra Ernie Pike sempre su testi di Oesterheld, cui Pratt collabora in maniera sempre più significativa, per il settimanale “Hora Cero” fino al 1959 (cfr. l’articolo su Ernie Pike e le radici di Corto Maltese).
1958. Recita in alcuni fotoromanzi in Argentina ed espone come pittore, insieme a Leopoldo Torres Aguero e Kasuya Sakai, alla Galleria Bonino a Buenos Aires. Su testi di Oesterheld e sul settimanale “Hora Cero” pubblica Lord Crack e Lobo Conrad.
1959. Scrive da solo Anna nella giungla (Ann y Dan in originale, cfr. l’articolo su Anna nella giungla), serie di 4 episodi fortemente ispirata a Caniff e Young che disegna con l’assistenza a volte di Gisela Dester, per la rivista “Supertotem” delle edizioni Fascination. La protagonista è ispirata alla belga Anne Frognier, sua giovane vicina di casa ad Acassuso, Buenos Aires, di cui si innamora anche se già sposato e che in séguito diventerà la sua seconda moglie. Il personaggio di Luca Zane, invece, è a tutti gli effetti il prototipo di Corto Maltese. Problemi di coesistenza lavorativa con Oesterheld e la crisi economica argentina, con conseguente razionamento della carta, lo spingono a trasferirsi in Inghilterra fino al 1962, dove collabora con la Fleetway publications tramite Roy D’Amy per dodici racconti di guerra pubblicati su “War Picture Library” (in alcune pagine è possibile vederlo autoraffigurato), e con il Sunday Pictorial, il supplemento domenicale del Sunday Mirror. Nel suo periodo britannico, va a trovare Koinsky, tornato in Inghilterra.
Anna nella Giungla la serie avventurosa ambientata nell’Africa Nera (c) 1959 Hugo Pratt
Hugo Pratt e Dizzy Gillespie
1962. Pratt ritorna brevemente in Argentina e inizia sulla rivista “Supermisterix” delle edizioni Yago la serie avventurosa Capitan Cormorant, portata poi a termine da Stelio Fenzo, e Wheeling, ambientata negli Stati Uniti del XVIII secolo e ispirata ai romanzi dei già citati Gray e Roberts. La crisi economica spinge Pratt ad abbandonare definitivamente l’Argentina per ritornare a Venezia ed iniziare una collaborazione con il “Corriere dei Piccoli” per illustrare la serie Le avventure di Billy James (sulle guerre franco-americane del diciottesimo secolo, testi di Mino Milani) e Le leggende indiane su Pecos Bill delle edizioni Angelo Fasani. Nei 13 anni passati in Argentina, durante i quali non mancano i viaggi in Cile, Caraibi e Guatemala, le scalate alle vette della Patagonia e la caccia di cinghiali, incontra molti disegnatori come José Luis Salinas e i fratelli Abel e Enrique Del Castillo, frequenta i locali dove si balla il tango, fa amicizia con il jazzista Dizzy Gillespie e fa la conoscenza della grande letteratura sudamericana, da Jorge Luis Borges a Leopoldo Lugones, da Roberto Arlt a Octavio Paz, oltre a John Dos Passos conosciuto in Brasile.
Wheeling la serie storica realizzata con Oesterheld (c) 1962 Ivaldi
1963. Il giorno di San Marco a Venezia si sposa con Anne Frognier, sua colorista, ma il matrimonio è solo simbolico perché lo Stato Italiano lo considera ancora sposato con la Wögerer. Da Anne ha due figli, Silvina (1964) e Jonas (1965), ma alla fine si separano nel 1981. Sul “Corriere dei Piccoli” compaiono: L’epopea dell’America e Le avventure di Simbad su testi di Milani, L’Odissea su testo di Franco Basaglia, e Kiwi il figlio della giungla su “Radar” per la sceneggiatura di Giancarlo Ottani, storia conclusa nuovamente da Stelio Fenzo.
1964. Per il “Corriere dei Piccoli” e su testi di Ongaro disegna L’Ombra, e I Giganti Burloni su testi di Vezio Melegari. Durante un viaggio in Brasile la sua permanenza tra gli indios Xavantes è coronata dalla nascita del figlio Tebocua, che rimane in Amazzonia (al conteggio dei figli si aggiungerebbe anche un’altra figlia avuta con una meticcia di Bahia). Su questi figli non ufficiali le fonti sono incerte e talvolta indicano che il figlio che ha con l’indigena brasiliana non sarebbe di Pratt ma si tratterebbe di un escamotage legale per farle avere dei contributi.
Hugo Pratt / Simon Girty
1965. Sul “Corriere dei Piccoli” appaiono Le avventure di Ercole e la storia L’isola del tesoro dello scrittore inglese Robert Louis Stevenson, sceneggiata da Mino Milani. Si trasferisce a Venezia, più precisamente a Malamocco, e sull’elenco telefonico compare con il nome di Simon Girty. Girty, di origine irlandese, era vissuto in America alla fine del XVIII secolo e si era messo contro gli indipendentisti per fare da intermediario tra gli inglesi e i nativi, tanto da trasformarsi in un indiano. Di questi, ne aveva fatto uno dei protagonisti di Wheeling, raffigurato con le sue stesse fattezze.
La storia dell’incontro tra Pratt e Ivaldi
1967. Sempre sul “Corriere dei Piccoli” appaiono Le Avventure di Fanfulla e Il Ragazzo Rapito, nuovamente tratto dall’opera di Stevenson, ancora su sceneggiatura di Milani. A settembre, in un caratteristico locale del Lido di Venezia, Stelio Fenzo presenta a Pratt l’impresario edile genovese Florenzo Ivaldi, che subito diventa suo editore e mecenate. Anni più tardi, lo stesso Fenzo racconterà questo straordinario incontro in un fumetto di 4 tavole, commissionato dall’allora Capo della Massoneria Veneziana per un giornale massonico da distribuire a un convegno a Livorno. Per le edizioni Ivaldi ripubblica sulla rivista “Sgt. Kirk” molto materiale argentino e realizza un racconto inedito, per il primo numero, dal titolo Una Ballata del Mare Salato. In questa storia corale fa la sua prima apparizione Corto Maltese, introdotto crocifisso e abbandonato in mare come il personaggio interpretato da John Wayne nel film La strega rossa (Wake of the Red Witch, 1948). Per l’aspetto e i vestiti si ispira al personaggio di Burt Lancaster in Il trono nero (His Majesty O’Keefe, 1954), mentre l’anello all’orecchio sinistro è un segno tipico della marina mercantile. Per il personaggio, Pratt, stanco dell’eroe anglosassone tipico della gran parte del fumetto d’avventura dell’epoca, decide di dargli origini mediterranee e di farne un antieroe romantico, osservatore più che protagonista. Nasce, infatti, a Malta il 10 luglio del 1887 da una gitana di Siviglia detta Niña de Gibraltar, talmente bella che il pittore Ingres se ne innamorò follemente, e da un ignoto marinaio inglese di Tintagel in Cornovaglia, posto pieno di fate e maghi di cui sosteneva di essere nipote di una strega di Man. Pare, inoltre, che la data di nascita scelta per Corto (il 10 luglio) sia un omaggio a Ivaldi, il cui figlio compiva gli anni in quel giorno. Corto Maltese si presenta come un personaggio indomito e libero ma anche ironico, colto e malinconico. Il nome “Corto” è ripreso dal personaggio di Jimmy Lea della serie Sgt. Kirk, oltre al significato spagnolo della parola per “svelto di mano”. Sceglie “Maltese” per il richiamo al romanzo di Dashiell Hammett, Il Falcone Maltese, e all’isola di Malta, porto franco tra Oriente e Occidente dove risiedevano marinai, avventure, crociati e pirati, che aveva raggiunto l’indipendenza dal Regno Unito il 21 settembre 1964. Disegna Luck Star O’Hara, una storia gangster all’americana.
Una Ballata del Mare Salato la prima volta di Corto Maltese (c) 1967 Cong Sa
1968. Nella libreria di Nini Rosa, che avrebbe ispirato l’Esmeralda di Corto Maltese, Hugo conosce Guido Fuga, studente di architettura, e Mariolina Pasqualini, sua fidanzata, con cui stringe una collaborazione: da questo momento Guido disegna tutti i cosiddetti “effetti speciali” (architetture, fondi e veicoli come auto, autoblindo, barche, treni, aerei, navi, giunche, armature varie etc.) che Pratt non ha piacere di disegnare, e Mariolina fa la colorista per Favola di Venezia (Sirat al Bunduqiyyah) del 1977, oltre ad ispirare il personaggio di Venexiana Stevenson.
1969. Su “Sgt. Kirk” compare la serie Gli Scorpioni del Deserto. Per il “Corriere dei Piccoli” con Mino Milani ai testi comincia a disegnare l’adattamento dei romanzi Le tigri di Mompracem e La riconquista di Mompracem di Emilio Salgari ma, travolto da altri impegni, se ne disinteressa, rimane incompleto, non viene pubblicato e di quest’opera se ne perdono le tracce. In queste tavole si riconoscono subito tanti elementi della sua vita e dei suoi personaggi: la poltrona di vimini col largo schienale tondo su cui siede Sandokan è la stessa che poi userà Corto, tolti i baffi a Yanez questi assomiglia a Corto Maltese e allo stesso Pratt di dieci anni prima, e Marianna è una Anna nella giungla più adulta, ovvero Anne Frognier. Al Salone Internazionale dei Comics di Lucca gli viene assegnato il Premio Gran Guinigi per il disegnatore italiano.
1970. Complice l’interruzione delle pubblicazioni della rivista Sgt. Kirk a dicembre 1969 e contattato dal capo-redattore George Rieu, Pratt si stabilisce a Parigi per meglio collaborare con le edizioni Casterman, che pubblicano sulla rivista “Pif Gadget” le avventure serializzate di Corto Maltese, un personaggio che l’autore veneziano riprende da Una Ballata del Mare Salato. Con Il segreto di Tristan Bantam inizia una serie di ventuno storie corte di venti pagine ciascuna, spesso raccolte in cicli dai nomi basati sulle ambientazioni (Suite caribeana, Le celtiche, Le etiopiche…). Alberto Ongaro pubblica per la MondadoriUn romanzo d’avventura con protagonista Hugo Pratt.
Gli Scorpioni del Deserto (c) Cong Sa 1969
1971. Al Festival del cinema di Venezia è presentato un documentario di Ernesto Laura, I mari della fantasia, con Hugo Pratt protagonista. L’autore pubblica un libro di memorie, Le pulci penetranti, poi riedito nel 1987 con il titolo Aspettando Corto e riceve il Gran Premio Phénix per il fumetto d’avventura.
Dedica di Milton Caniff
1972. In occasione del Primo Congresso del Fumetto è presentato a New York un cartone animato in semi-animazione di Corto Maltese ad opera di Secondo Bignardi, che nel 1975 sarà trasmesso da Supergulp! In questa occasione incontra finalmente Milton Caniff che lo ritrae come un bambino che lo guarda. Sul Corriere dei Ragazzi n°49 del 3 dicembre 1972, Bonvi e Guido De Maria rappresentano scherzosamente Corto Maltese in una storia di Nick Carter, Il marito rapito. Al suo interno, la rivista contiene anche una storia breve del famoso marinaio pubblicata originariamente in Francia su “Pif Gadget” (Vudù per il presidente, conosciuta in francese anche come Une étrange affaire) e la copertina riporta a tutta pagina una caricatura di Franco Bruna che ritrae Hugo Pratt nei panni del Sgt. Kirk mentre stringe la mano a Corto Maltese.
1973. Pratt riprende la serie Wheeling, mentre Una Ballata del Mare Salato viene pubblicata sul quotidiano France-Soir.
1974. Realizza il manifesto per il 1° Salon International de la Bande Dessinée di Angoulême. Pratt riprende Gli Scorpioni del Deserto sulla rivista “Tintin”, serie che gli vale il Premio Saint-Michel per la sceneggiatura. Dalle pagine di Pif Gadget, Corto Maltese si trasferisce su quelle della rivista italiana Linus dove viene pubblicata per la prima volta Corte Sconta detta Arcana, riprendendo la tradizione della storia lunga dai tempi di Una Ballata del Mare Salato. Il tratto di Pratt si evolve alla ricerca di una sintesi da lui cercata nel voler arrivare a dire tutto con una sola linea. Viene nominato cittadino onorario della città di Wheeling, West Virginia.
Manifesto del 1° Salon International de la Bande Dessinée di Angoulême, 1974
1975. In Argentina esce il primo numero della rivista Corto Maltés per le edizioni Record. A metà anni ’70 Pratt conosce Lele Vianello, a cui inizialmente dà utili consigli per crescere artisticamente e, successivamente, lo arruola come assistente per ritocchi ad alcune tavole, poi qualche sfondo, fino ad aiutare il Maestro nel realizzare intere pagine. Vianello e Fuga sono i più stretti collaboratori di Pratt ai disegni.
1976. Pratt recita in Canada nel film La notte dell’alta marea di Luigi Scattini con Anthony Steele. Al 3° salone di Angoulême riceve il Premio “Miglior Fumetto Realista straniero” per Una Ballata del Mare Salato. A Trento debutta la mostra “Il mito dei mari del Sud nelle storie a fumetti di Caprioli e Pratt”. Come il padre e il nonno, entra nella massoneria e viene iniziato apprendista massone nella loggia Hermes all’Oriente di Venezia della Gran Loggia d’Italia di Palazzo Vitelleschi. Pratt tratta il mondo delle logge e della massoneria in Favola di Venezia, nella sceneggiatura di El Gaucho e nelle ultime tavole di Wheeling realizzate poco prima della morte, oltre che di esoterismo e magia in altre sue opere. Realizza Sven, una storia unica di 48 pagine in formato orizzontale per la collana “Pif album édition du Kangourou” del settembre 1976, una pubblicazione fuori serie delle Editions Vallant. Aiuta l’amico Michel Pierre, storico francese specializzato in storia coloniale e storia penale, a scrivere il volume La Bande dessinée (Larousse, Paris).
1977. L’Editoriale Cepim pubblica L’Uomo dei Caraibi (scheda nel database storico di uBC), il primo di quattro albi da lui interamente realizzati per la storica collana Un Uomo un’Avventura (cfr. l’articolo su Alla riscoperta della collana Un Uomo un’Avventura). In realtà, L’Uomo dei Caraibi non è altro che il riadattamento nel formato di Sven, storia pubblicata in Francia l’anno precedente. Nella massoneria passa al grado di compagno e poi maestro massone. Riceve il Premio Prix Saint-Michel per la “Migliore Sceneggiatura Realistica” per Sogno di un mattino di mezzo inverno (Corto Maltese).
1978. Recita nel film commedia di Giancarlo SantiCaro lei quando c’era lui e in Blue nude. Pubblica per la CepimL’Uomo del Sertao (scheda nel database storico di uBC) nella collana Un Uomo un’Avventura. Per le edizioni Pilote esce il volume A l’ouest de l’eden. A ottobre sulla rivista “(A suivre)” inizia la pubblicazione della storia a fumetti di Milo ManaraHP e Giuseppe Bergman, che vede Hugo Pratt protagonista. Viene eletto presidente dell’Aiac, l’Associazione Internazionale degli Autori di Cartoni Animati e Fumetti, incarico che ricopre fino al 1980.
HP e Giuseppe Bergman
1979. Sempre nella collana “Un Uomo un’Avventura” esce L’Uomo della Somalia (scheda nel database storico di uBC). A Milano, mentre è in compagnia di Giuliano Giovetti, amico illustratore di Spilamberto e autore di vignette per la Gazzetta dello Sport, Hugo incontra la diciassettenne Patrizia Zanotti, in un ristorante dei genitori di lei sui Navigli. Da questo incontro, Patrizia diventa sua colorista, compagna di viaggio e poi manager ed editrice. Il primo lavoro affidatole è la colorazione di Vanghe Dancale, terzo episodio de Gli Scorpioni del Deserto.
1980. Esce per la CepimL’Uomo del Grande Nord (scheda nel database storico di uBC), e – sulla rivista “Alter Alter” – la storia Avvocati in Dancalia.
1981. Michèle Tournier e Jean-Claude Guilbert, con La Ballade Plus Loin, illustrano un viaggio di Hugo nel Corno d’Africa, nel quale ritrova la tomba del padre. Riceve il “Premio dei lettori di Elle” all’8° Festival di Angoulême. Su richiesta del direttore del quotidiano francese “Le Matin”, Claude Perdriel, comincia una striscia giornaliera su Corto Maltese ma, siccome è già in preparazione La casa dorata di Samarcanda, sceglie un altro periodo per ambientare le storie del personaggio in un’epoca che gli è più congeniale: nasce “La Giovinezza” di Corto Maltese.
Hugo Pratt e I Giancattivi nella primavera del 1983
1982. Debutta al Teatro Manzoni di Pistoia lo spettacolo teatraleCorto Maltese scritto da Alberto Ongaro, Hugo Pratt e Marco Mattolini che ne cura anche la regia, con Gerardo Amato nel ruolo di Corto Maltese, Alessandro Benvenuti, Athina Cenci e Daniele Trambusti (rispettivamente Rasputin, Bocca Dorata e Jeremiah Steiner), e le musiche di Paolo Conte; sarà replicato 140 volte in altri teatri italiani, tra cui il Teatro Fenice di Venezia e anche Roma, Napoli, Torino, Genova, Firenze e Milano. Sul quotidiano Repubblica è pubblicato Sogno di una Biennale di fine estate, breve racconto a fumetti con Corto Maltese e Rasputin, per la sceneggiatura di Ongaro e le matite di Pratt (unica storia a fumetti di Corto Maltese disegnata ma non scritta da Pratt, cfr. l’articolo Corto Maltese alla Biennale di Venezia). Per l’album Mari del Sud di Sergio Endrigo realizza la copertina e scrive il testo del brano Pandora.
1983. Viene pubblicato Tutto ricominciò con un’estate indiana, sceneggiatura di Pratt e disegni di Milo Manara, ulteriore escursione nella storia nordamericana del XVIII secolo di Pratt che, nel frattempo, si stabilisce in Svizzera a Grandvaux, vicino a Losanna, riunendo per la prima volta i 30.000 libri che ha acquistato nel corso di tutta la vita. Esordisce nelle edicole italiane la rivista Corto Maltese. Nell’ottobre di quest’anno, a Losanna crea la società Cong SA che gestisce tutto il patrimonio artistico di Hugo Pratt e ne promuove l’intera produzione artistica.
1984. Sulla rivista “Corto Maltese” appare il primo episodio di Cato Zulù, serie ambientata in Sudafrica nel 1879, cui seguirà un secondo episodio nel 1988. Pratt è nominato a Montreal in Canada Cartoonist dell’anno. Per l’azienda Puma realizza una striscia con Corto Maltese dal titolo “Puma il camminatore celeste” per pubblicizzare un modello di scarpe, il cui claim finale è “Puma solo per piedi avventurosi”.
Cato Zulù (c) Cong Sa 1987
1985. A Venezia viene inaugurata una mostra su Corto Maltese. Il 25 aprile nasce “Corto”, rivista edita da Casterman in Francia che uscirà fino al 1989.
1986. In virtù dell’interessamento del ministro della cultura francese Jack Lang, a Pratt viene dedicata un’importante esposizione al Grand Palais a Parigi. Recita nel film francese di fantascienza Rosso Sangue, di Léos Carax. “Extra’s News”, il supplemento della rivista semestrale di moda “Mamma&Baby” pubblica fino al 1988 un curioso fumetto per ragazzi di Hugo Pratt, George e Arabella, in cui i due ragazzi protagonisti viaggiano nel passato grazie ad uno specchio magico. Nella miniserie a fumetti Batman – Il ritorno del Cavaliere Oscuro (in originale The Dark Knight Returns), l’autore Frank Miller dà il nome di Corto Maltese a un’isola al largo del Sud America, in omaggio al personaggio di Hugo Pratt. Quest’isola viene poi citata anche nel film Batman diretto da Tim Burton nel 1989, entrando poi di diritto nell’universo DC in tanti fumetti e anche nel film The Suicide Squad – Missione suicida (2021, in originale The Suicide Squad) di James Gunn. Il Presidente della Repubblica Francese François Mitterrand regala al pilota di Formula 1 Jacques Laffite, ricoverato in ospedale dopo un grave incidente, la serie completa delle avventure di Corto Maltese. Esce in Italia il film Hannah e le sue sorelle di Woody Allen che, nel suo adattamento italiano al doppiaggio, cita Corto Maltese (nell’originale era Ichabod Crane, il personaggio della leggenda di Sleepy Hollow).
1987. Ad Angoulême il premio per il miglior albo straniero va a Tutto ricominciò con un’estate indiana. Il 24 aprile, Pratt cede a CONG SA la proprietà e l’esclusiva dell’esercizio dei suoi diritti d’autore di tutta la sua produzione, passata e futura. Conosce Gianluigi Gasparini, suo dentista, appassionato di letteratura e viaggi come lui che, inizialmente ribattezzato Zane Grey, diventa suo collaboratore per le ricerche geografiche, bibliografiche, letterarie e musicali, e a cui crea lo pseudonimo di Marco Steiner (da Marlowe e Corto, e da Steinbeck e un suffisso friulano). Alla Mostra d’Oltremare di Napoli si tiene la mostra “Corto Maltese a Napoli”. Nello stesso periodo, la squadra di calcio del Napoli festeggia il primo scudetto e non è insolito, nei manifesti vicini allo stadio e al luogo dell’esposizione, vedere alternate le immagini di Corto e di Maradona, inconsapevolmente accomunati da quel grande Paese che li aveva formati, l’Argentina, e ora insieme nella città partenopea. Con Pratt, Michel Pierre redige Corto Maltese, Mémoires (Éditions Casterman, Paris, in it. Corto Maltese. Memorie, Rizzoli, 1989), un saggio narrativo che funge da biografia del marinaio, intrecciando le sue avventure con eventi e personaggi reali.
1988. Jack Lang consegna a Pratt il Grand Prix nazionale francese per le arti grafiche. Ad Angoulême riceve il Premio speciale per il 15° anniversario del Salone Internazionale del Fumetto. A maggio esce in Spagna la rivista “Corto Maltés” per le edizioni New Comic.
1989. Entra negli alti gradi del “Rito Scozzese Antico e Accettato” nella Loggia di perfezione “La Serenissima” del Supremo Consiglio d’Italia come maestro segreto.
Hugo Pratt
1990. Il Museo di Tauromachia di Cordoba ospita la mostra “Corto a Cordoba”. Per gli editori del Grifo esce a giugno Il romanzo di Criss Kenton, pubblicato nel 1989 in Francia. Realizza la copertina dell’album Parole d’amore scritte a macchina del cantautore Paolo Conte.
1991. In concomitanza con l’adattamento cinematografico firmato dal regista Olivier Austen esce il romanzo Jesuit Joe che riprende la storia a fumetti L’Uomo del Grande Nord. Illustra le “Lettere dall’Africa” di Arthur Rimbaud per le edizioni Nuages.
1992. Pratt realizza il racconto a fumetti Un cuore garibaldino commissionatogli per il centenario del partito socialista, e Baldwin 622 che compare nel volume fuori commercio delle Ferrovie dello Stato “Quel fantastico Treno”, al fianco di storie di Crepax, Cinzia Leone, Mattotti, Muñoz e Sampayo. Recita nel film giallo di Marco SoldiNero. tratto dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi. Durante uno dei suoi viaggi più importanti – quello nell’Oceano Pacifico – si ferma appositamente nelle isole Samoa per rendere omaggio alla tomba di Robert Louis Stevenson.
1993. Esce per Rizzoli-Milano Libri il libro intervista di Dominique PetitfauxAll’ombra di Corto. Pratt esegue degli acquerelli a commento delle poesie di Rudyard Kipling nel volume di Nuages, Poesie. Escono il volume In un cielo lontano. 70 anni di aeronautica militare italiana, con una storia di volo ambientata nell’infanzia coloniale di Pratt, e il romanzo Vento di terre lontane. Disegna la livrea della Ligier guidata da Martin Brundle, macchina di Formula 1, commissionata dallo sponsor principale della vettura, la compagnia di tabacco francese Gitanes.
1994. Pratt fonda insieme alla colorista Patrizia Zanotti la casa editrice Lizard, che edita l’opera omnia del Maestro di Malamocco (come lo definì Oreste del Buono). Il logo della casa editrice, rappresentante una lucertola stilizzata (da cui il nome), viene disegnato dallo stesso Pratt. Esce il volume Saint-Exupéry. L’ultimo volo, dedicato all’aviatore-scrittore francese in occasione del 50° anniversario dalla morte, di cui Pratt racconta gli ultimi momenti prima dell’abbattimento da parte dei tedeschi. Esegue delle illustrazioni per il romanzo di Robert Luis Stevenson L’isola del tesoro. Illustra i Sonetti Erotici di Giorgio Baffo per Nuages. Riceve il “Premio U Giancu” come disegnatore di genere verista. Esce Les Femmes de Corto Maltese (Éditions Casterman, in it. Donne d’avventura, Rizzoli Lizard), in cui Michel Pierre rende omaggio alle donne che hanno incrociato il cammino di Corto Maltese.
1995. Ad Angoulême viene presentata la mostra “Les legendaires de Hugo Pratt”. Escono El Gaucho (storia con sceneggiatura di Pratt e matite di Milo Manara) e, per Einaudi, la versione in romanzo di Una Ballata del Mare Salato. Finalmente viene terminata la saga di Wheeling. Esce la storia Morgan, un’avventura romantica ambientata durante la seconda guerra mondiale. Rimane incompiuta la serie “Storie di Uomini a Sei Zampe”, dedicata alla storia dell’Agip e ispirata alle avventure vissute in settanta anni di attività del gruppo Eni in giro per il mondo. Hugo Pratt si spegne il 20 agosto 1995 a Grandvaux, in Svizzera. Alla notizia, molti artisti del fumetto – e non solo – lo ricordano, come ad esempio Frank Miller che dedica l’episodio di Sin City intitolato Notte Silenziosa alla memoria di Hugo Pratt.
El Gaucho di Hugo Pratt e Milo Manara (c) 2004 Cong Sa
1996. A meno di un anno dalla morte, Venezia celebra lo stile e il viaggio artistico di Pratt con la mostra “Hugo Pratt. Viaggiatore incantato”, con catalogo e testi critici curati da Patrizia Zanotti e Umberto Eco. Esce per Einaudi il romanzo Corto Maltese. Corte Sconta detta Arcana, trasposizione della seconda storia lunga a fumetti di Corto Maltese, datata 1974, di cui Pratt – prima di morire – ha scritto la prima stesura, completata da Marco Steiner, suo stretto collaboratore. Viene assegnato postumo il Premio Max & Moritz Prizes a Erlangen come Miglior Fumetto straniero per Saint-Exupéry. L’ultimo volo.
1997. Il regista francese Pascal Morelli inizia a lavorare ad un film animato basato sulla storia di Corto Maltese Corte Sconta detta Arcana, cui seguirà una serie di 10 episodi per la televisione (cfr. l’articolo Corto Maltese dal fumetto all’animazione e “Una ballata del mare salato” – Tra disegno e animazione). Gli illustratori Guido Fuga e Lele Vianello, assistenti di Pratt, realizzano Corto Sconto. Itinerari fantastici e nascosti di Corto Maltese a Venezia, una sorta di quaderno di viaggio con il celebre marinaio come guida immaginaria di sette itinerari segreti della Serenissima, raccontati con tono narrativo e poetico, con loro illustrazioni e disegni del Maestro di Malamocco; sarà ampliata, riveduta e corretta negli anni in una guida turistica illustrata più strutturata ed elegante dal titolo Corto Sconto – La guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta.
1999. Il quotidiano francese Le Monde stila una lista dei 100 libri del secolo, selezionati tra prosa, poesia, teatro, fumetto e saggistica, e Una Ballata del Mare Salato si piazza al 62° posto, uno tra i pochi altri fumetti presenti nella lista come Il loto blu di Hergé e Asterix il gallico di René Goscinny e Albert Uderzo.
2004. Nell’albo Ai Margini del Grande Nulla e seguenti della serie Valerian e Laureline di Pierre Christin e Jean-Claude Mézières viene introdotto il personaggio del tenente Molto Cortese, dal nome e con i vestiti del noto marinaio. Questo è solo uno dei tanti omaggi degli autori di fumetti nel mondo alla figura di Hugo Pratt e delle sue opere, così come in modo simile viene fatto da Michel Plessix ne Il vento tra le sabbie. Michel Pierre e Jacques Ferrandez pubblicano Armoriques, Balades de Corto Maltese en Bretagne (ed. Casterman, in it. Armorica – itinerari magici di Corto Maltese in Bretagna il “paese del mare”, anche rieditato), una guida sulla Bretagna vista nella prospettiva di Hugo Pratt e sulle tracce di Corto Maltese.
2005. Siena ospita la mostra antologica “HUGO PRATT. Periplo Immaginario”, una grande retrospettiva su Pratt a dieci anni dalla morte, con un catalogo curato da Patrizia Zanotti e dallo scrittore Thierry Thomas; la mostra prosegue poi al Museo della Marina a Parigi. La Lizard pubblica un nuovo episodio degli Scorpioni del Deserto, Appuntamento a Dire Daua, realizzato dallo svizzero Wazem. In occasione del decennale della morte, entra nella Hall of Fame degli Eisner Award, uno dei più prestigiosi premi statunitensi legati al mondo dei fumetti.
2007. Esce per la Lizard un nuovo episodio degli Scorpioni del Deserto, Quattro sassi nel fuoco, illustrato questa volta dagli italiani Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli (cfr. l’articolo Il Ritorno degli Scorpioni). Esce Carnets de Cambuse (les recettes de Corto Maltese à travers le monde) per Casterman (in it. Carnet della cambusa. Le ricette di Corto Maltese, rieditato anche come Cucinare con Corto Maltese), libro di ricette nato dal gioco con cui Pratt e l’amico Michel Pierre si erano divertiti a mettere nero su bianco i cibi che il marinaio assaporava nelle sue storie, in giro per il mondo o a bordo di un veliero. A Grandvaux, nel comune di Bourg-en-Lavaux (Canton Vaud, Svizzera) dove Pratt è sepolto, viene installata una statua di Corto Maltese. L’opera in bronzo, alta 2,5 metri e del peso di 300 kg, è realizzata da Livio Benedetti e suo figlio Luc, e raffigura il marinaio in piedi, con le mani giunte dietro la schiena e lo sguardo rivolto verso l’orizzonte sul lago di Ginevra.
Gli Scorpioni del Deserto: Cush l’interpretazione di Camuncoli (c) 2007 Cong Sa
2008. Un’altra riproduzione della statua di Corto Maltese di Livio e Luc Benedetti viene posta al centro del ponte pedonale “Passerelle Hugo Pratt” che attraversa il fiume Charente nella città di Angoulême, in Francia, famosa per il suo festival internazionale annuale e per il museo dedicato alla Bande dessinée. Da una fusione tra il gruppo RCS e la Lizard, nasce la casa editrice Rizzoli Lizard.
2009. Dopo quattro decadi, Alfredo Castelli ritrova il Sandokan di Milani e Pratt del 1969, che viene pubblicato in volume anche se incompleto. A Bruxelles, al Quai des Péniches (il molo delle chiatte), viene realizzata una serie di quattro murali dedicati a Corto Maltese, lunghi ottanta metri per una superficie totale di circa 850 mq, le cui immagini sono tratte dalle storie Le Etiopiche, Corto Maltese in Siberia, La Casa Dorata di Samarcanda e Le Celtiche. L’opera si inserisce all’interno dell’ “Itinerario dei fumetti di Bruxelles”, una serie di affreschi urbani ispirati ai personaggi dei fumetti principalmente belgi, ma anche francesi, italiani e svizzeri, che ricoprono le pareti di numerosi bastioni nel centro della capitale belga. Il fumettista di Pordenone Paolo Cossio inizia a pubblicare per la casa editrice Hazard la biografia a fumetti di Hugo Pratt, Un gentiluomo di fortuna, che completa in tre volumi. Esce Hugo in Africa (Hugo en Afrique) di Stefano Knuchel, primo di una serie di docufilm su Pratt, incentrato in questo caso sull’infanzia del fumettista in Etiopia durante la Seconda Guerra Mondiale, contenente le interviste tra Hugo e Dominique Petitfaux, combinate con le immagini realizzate in Africa nel 1981 con l’amico Jean Claude Guilbert.
2011. La Pinacothèque de Paris ospita la mostra “Le voyage imaginaire de Hugo Pratt”, che poi prosegue a Lugano ed infine approda a Scicli (RG).
2012. Tutto ricominciò con un’estate indiana riceve il Premio Eisner per la “Migliore Edizione americana di un’opera internazionale” al San Diego Comic-Con. Al Musée de la Franc-Maçonnerie, sede del Grande Oriente di Francia, viene organizzata la mostra “Corto Maltese e i segreti dell’iniziazione” che espone tavole e acquerelli oltre a oggetti dall’aspetto esoterico come il grembiule e il collare massonico di Pratt, e la spada massonica detta “fiammeggiante”, rubata dal padre e poi restituita dal figlio. Il Musée des Suisses dans le monde vicino a Ginevra ospita “Le marin et le photographe”, una mostra di opere di Hugo Pratt accompagnate dalle foto realizzate da Marco D’Anna in sette anni di viaggi, nei luoghi che hanno ispirato le ambientazioni della saga di Corto Maltese.
2014. Marco Steiner pubblica per Sellerio il romanzo di narrativa Il Corvo di Pietra, che narra di un’avventura giovanile di Corto Maltese, cui seguirà, nel 2015 sempre per la stessa casa editrice, Oltremare. Per la prima volta viene allestita a Rimini, città natale di Pratt, una mostra con 90 opere che percorrono la sua carriera, dal titolo “Hugo Pratt, il segno dell’avventura”.
2015. Con il volume Sotto il sole di mezzanotte Lizard-Rizzoli inizia a pubblicare le nuove avventure di Corto Maltese, realizzate dagli autori spagnoli Juan Diaz Canalès (sceneggiatore di Blacksad) e Ruben Pellejero (disegnatore) e ambientate nel suo passato. Fino ad ora ne sono stati pubblicati 5 volumi. Per celebrare il ritorno di Corto Maltese in libreria, il Museo Hergé di Louvain-la-Neuve, in collaborazione con Patrizia Zanotti, presenta la mostra “HUGO PRATT. Rencontres et passages”, dedicata alla scoperta delle tante influenze letterarie che hanno plasmato le opere di Pratt. Questa esposizione prosegue nel 2016 spostandosi al 43° Festival di Angoulême e poi a Roma con il titolo “HUGO PRATT. Incontri e passaggi”.
2016. A Bologna viene allestita la maestosa mostra “HUGO PRATT e CORTO MALTESE – 50 anni di viaggi nel mito” (4 novembre 2016 – 19 marzo 2017) per celebrare Hugo Pratt e i 50 anni di Corto Maltese, apparso per la prima volta nel 1967, con oltre 400 opere disegni, acquerelli, chine, riviste e rarità e addirittura tutte le 164 tavole originali di Una Ballata del Mare Salato (cfr. l’articolo 50 anni di Corto Maltese). A Città di Castello, dove Pratt frequentò il Collegio premilitare, viene allestita la mostra “Pratt & Corto a Venezia”. Il ciclo di storie di Corto Maltese “Sempre un po’ più lontano” riceve il Premio Harvey come “Migliore Edizione americana di un’opera straniera” al Baltimore Comic-Con.
2017. In occasione dei 50 anni dalla pubblicazione di Una Ballata del Mare Salato, su Topolino nn.3197-3198 esce Topo Maltese – Una ballata del topo salato, parodia di 80 pagine ispirata alla prima avventura di Corto Maltese, sceneggiata da Bruno Enna e disegnata da Giorgio Cavazzano, veneziano come Pratt, che così gli rende omaggio. Esce Equatoria, seconda storia di Corto Maltese della coppia Canalès / Pellejero (cfr. l’articolo Il nuovo ritorno di Corto Maltese).
2018. Il Musée des Confluences di Lione (museo storico-antropologico) ospita l’esposizione “Hugo Pratt. Lignes d’horizons” dedicata ai luoghi e agli oggetti etnografici richiamati nelle sue storie, in un viaggio attraverso i disegni e la geografia.
2019. Esce Il giorno di Tarowean, la nuova avventura di Corto Maltese realizzata da Canalès e Pellejero. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita la mostra “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, organizzata da COMICON in sinergia con Patrizia Zanotti di CONG SA.
2021. Esce Oceano Nero pubblicata da Cong, storia di Corto Maltese realizzata dai francesi Martin Quenehen e Bastien Vivès. Serie non canonica, ambientata nel XXI secolo, ha avuto due séguiti per ora. Per la casa editrice Lo Scarabeo esce La ballata di Hugo, biografia a fumetti di Hugo Pratt realizzata da Bepi Vigna e Mauro De Luca. A Genova, la città dell’editore Florenzo Ivaldi che ha contribuito alla nascita di Corto Maltese con Una Ballata del Mare Salato sulle pagine della neonata rivista Sgt. Kirk, il Palazzo Ducale ospita la mostra “Hugo Pratt – Da Genova ai mari del sud”. Al Festival Internazionale del Cinema di Venezia viene presentato Hugo in Argentina, secondo docufilm di Stefano Knuchel, scritto insieme a Marco Steiner, che racconta gli anni trascorsi da Pratt in Sud America dal 1949 al 1962, con la voce narrante di Pratt (in francese) di Giancarlo Giannini e numerosi interventi di chi l’ha conosciuto come la figlia Marina, Gisela Dester, Martin Oesterheld (nipote di Héctor), il disegnatore Gianni Dalfiume, il decoratore Gustavo Ferrari e tanti altri artisti e amici argentini.
2022. Esce il nuovo albo di Corto Maltese, Notturno berlinese, di Canalès e Pellejero. Sette sale dedicate dell’hotel Villars Palace a Villars sur Ollon (Svizzera) ospitano una mostra permanente della biblioteca personale di Pratt di oltre 17.000 volumi. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Cong SA organizzano il progetto “Hugo Pratt. L’eredità, l’opera e la biografia” per promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo attraverso uno dei più importanti artisti italiani del fumetto, con un concorso rivolto ai ragazzi della scuole italiane nel mondo per scrivere una storia con protagonista Corto Maltese (vince la storia “In Persia, la Primavera di Corto Maltese” che viene disegnata da Giuseppe Camuncoli) e una mostra itinerante che negli anni tocca molte città sparse nel mondo: Pola (Croazia), Valona, (Albania), Oslo (Norvegia), Québec City (Canada), Atene e Volos (Grecia), Lione (Francia), Amman (Giordania) e Ginevra (Svizzera). Knuchel annuncia la messa in lavorazione sul terzo film su Pratt, dal titolo Hugo in Venice.
2023. Esce La regina di Babilonia realizzata dalla coppia Quenehen / Vivès. Estplora, l’edizione speciale del Festival della Letteratura di Viaggio, promosso dalla Società Geografica Italiana, ospita in Puglia, tra Brindisi e Ostuni, una serie di incontri dedicati a Hugo Pratt e Corto Maltese, oltre alla mostra “In viaggio con Hugo Pratt – Corto Maltese, Ulisse e gli altri”.
2024. Marco Steiner pubblica il libro Corto Maltese e Irene di Boston, dialogo surreale tra il marinaio e il relitto di un veliero dal passato glorioso. Il numero 709 di Linus è dedicato a Hugo Pratt e Corto Maltese, in occasione dei 50 anni della prima pubblicazione di Corte Sconta detta Arcana proprio su questa rivista (cfr. l’articolo Linus Giugno 2024: 50 anni di Corte Sconta detta Arcana). Al Centre Pompidou di Parigi, tra i tanti autori e personaggi della cultura del Fumetto mondiale, la mostra “Bande dessinée, 1964 – 2024” celebra Hugo Pratt con una esposizione temporanea dedicata a Corto Maltese (cfr. gli articoli La BD à tous les étages: 60 anni di fumetti a Parigi e “Bande Dessinée 1964-2024”, il Catalogo). A Roma viene presentata la mostra “La Biblioteca letteraria di Hugo Pratt” (cfr. l’articolo La biblioteca geografica di Hugo Pratt – La mostra). Nuova avventura di Corto Maltese intitolata La linea della vita, sempre del duo Canalès / Pellejero. A Recanati si svolge la mostra “Da Ulisse a Corto Maltese, viaggio dell’immaginario di Hugo Pratt” per ripercorrere attraverso le opere di Pratt i suoi riferimenti letterari, da Omero a Stevenson.
2025. Esce l’albo L’isola di ieri di Quenehen e Vivès. Si apre il Trienno prattiano, un periodo compreso tra il 2025 e il 2027 dedicato alla celebrazione della figura e dell’opera di Hugo Pratt, in occasione del trentennale della sua morte (1995) e in vista del centenario della sua nascita (1927), che prevede mostre in diversi Paesi europei, seminari di studi, pubblicazioni, documentari, incontri commemorativi e perfino una serie tv su Corto Maltese. Palazzo delle Papesse a Siena ospita la mostra “Hugo Pratt. Geografie immaginarie” con oltre 300 opere originali tra tavole, disegni a china e acquerelli, e pure materiali inediti come schizzi, bozzetti e documenti personali, oltre a sculture di legno e manufatti delle popolazioni rappresentate nelle storie di Pratt (cfr. l’articolo sul report della mostra). L’esposizione “Corto Maltese, sulle rotte dell’avventura”, sorta di spin-off della mostra di Siena, apre la prima edizione della Biennale dell’Acqua e del Mare a Livorno. A settembre, a Roma, le celebrazioni a Pratt proseguono con omaggi nell’ambito del Festival delle Letterature di Viaggio e con la mostra “La Grande Avventura. Da Ulisse a Corto Maltese, in viaggio con Hugo Pratt”, articolata tra la Biblioteca Nazionale Centrale, il Museo delle Civiltà, Palazzetto Mattei e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale alla Farnesina. La Saline Royale in Borgogna ospita la mostra “Corto Maltese, un monde en aventures”. Sul Molo di Levante a Senigallia viene inaugurata l’installazione urbana “Il porto racconta Corto in 100 blocchi”, composta da cento blocchi frangiflutti che riportano altrettante vignette tratte da Corte Sconta detta Arcana, al termine dei quali è presente una statua di Penelope, moglie di Ulisse, primo marinaio disegnato da Hugo Pratt ne L’Odissea. L’evento precede la mostra “Dalla leggendaria libreria di Pratt alle fantastiche avventure di Corto”, allestita nei sotterranei della Rocca Roveresca, e la prima edizione degli Hugo Pratt Comics Awards, un riconoscimento dedicato alle scuole di fumetto europee.
Se le opere di Hugo Pratt sono praticamente tutte catalogate ed elencabili, è invece impossibile anche solo riassumere sommariamente la sua vita. Cittadino del mondo e affascinante affabulatore di storie immaginarie, il suo immenso bagaglio culturale, le mille esperienze vissute e la miriade di persone conosciute possono essere rintracciati nei suoi lavori, infarciti non solo di questi elementi, ma arricchiti da quel genio visionario che lo contraddistingueva. Un notevole peso di ciò che ha contribuito alla sua formazione lo si può quindi ritrovare nella lettura dei romanzi e fumetti di avventura, l’adolescenza passata in Africa, la conoscenza della sfera militare, l’incontro con Mario Faustinelli e Alberto Ongaro, gli anni in Argentina e i lavori con Héctor Oesterheld, le molte donne della sua vita tra cui le più importanti Gucky Wögerer, Gisela Dester e Anne Frognier (queste ultime anche assistenti), la collaborazione con Mino Milani, la fruttuosa conoscenza di Florenzo Ivaldi, i fidati collaboratori e compagni Guido Fuga, Mariolina Pasqualini, Lele Vianello, Marco Steiner e Patrizia Zanotti in particolare, e soprattutto la sua Venezia, testimone di buona parte di queste vicende. Da semplice fumettaro – come scherzosamente si autodefiniva – è stato in grado di realizzare alcuni dei più importanti capitoli della Letteratura Disegnata (altro termine da lui usato per definire il Fumetto). I suoi titoli sono stati tradotti in molte lingue dall’Europa all’America Latina, dagli Stati Uniti all’Asia, e continuano ad essere ristampati tutt’oggi, in formati lussuosi oppure economici, fedeli agli originali o rimontati in maniera fruibile per il grande pubblico (al riguardo consigliamo la lettura dell’articolo Hugo Pratt by Lizard che, anche se non aggiornato alle recenti ristampe, offre spunti di riflessione al riguardo). Progetti editoriali come “Tutto Pratt” del 2014 e “L’Arte di Hugo Pratt” del 2017 propongono la quasi totalità dell’opera prattiana, anche se con alcune differenze. In Italia, in Francia ma anche nel resto del mondo, tanti sono stati gli artisti, gli autori e gli intellettuali che sono rimasti influenzati dall’arte di Hugo Pratt e che hanno omaggiato la sua figura, le sue opere e i suoi personaggi, tra cui, in primis, Corto Maltese.
La Frase
Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni
Hugo Pratt, parafrasando Jean Cocteau
Il mio sogno è disegnare, un giorno, qualcosa che abbia una linea, che sia una successione di punti, e con questa linea raccontare tutto. Penso spesso che non sia necessario aggiungere altro: la linea contiene già la memoria, il tempo e il viaggio
Hugo Pratt
Sì, fumettaro. Ma fumettaro, perché fumettaro? Perché è una brutta parola, fumettaro. Ecco, io ho scelto fumettaro, voglio essere fumettaro perché fumettaro forse è un’offesa. I miei colleghi preferiscono essere illustratori, disegnatori, grafici, altre cose, ma io penso che invece al giorno d’oggi essere un operatore nel mondo della fantasia, come lo può essere un fumettaro, veramente è ancora una cosa importante
Hugo Pratt, 1977
Prima di essere un disegnatore, prima di essere stato un disegnatore, forse avevo già qualche cosa dentro, quella necessità di raccontare. Che poi io abbia scelto il disegno per raccontarla è stato un mezzo che era più consono alla mia maniera di essere, cioè di raccontare con la dinamica di immagine. Perciò conciliare una cosa con l’altra è quasi necessario in questo tipo di discipline. Direi che è un po’ il cinema dei poveri. Non avendo tutti quanti i mezzi del cinema uno finisce per avere una cosa più intimista che però può anche essere più esaltante qualche volta. Perché il fatto di lavorare, di raccontarsi una cosa e vederla, aver la possibilità di tramutarla o di continuarla con il disegno diventa un fatto importante. Direi che a questo punto possiamo anche parlare, se vogliamo così per dare un bel titolo: è una letteratura disegnata, è una nuova maniera di scrivere
Hugo Pratt, 1986
Hugo Pratt e Hergé
Sono coglionate! Cioè, ripeto questa frase, lei mi domanda come mai c’è qualcuno, c’è una cultura ufficiale che ha deciso che il fumetto sia riduttivo, sia una maniera povera di raccontare o di dire qualcosa. Io non credo che sia una maniera povera, ma mi sembra tutto il contrario: è una maniera ricca perché ci sono colori, ci sono disegni, si possono raccontare moltissime cose. Se questo fumetto venisse impiegato con dei mezzi, dei media importanti, potrebbe essere un veicolo non indifferente per suggerire, per dire o per essere come una specie di pubblicità nascosta che senza volere si può arrivare a immettere nella testa o nella mente del lettore qualche cosa. Anche per la politica potrebbe essere importante come veicolo. Perciò io non vedo assolutamente che sia una maniera povera di raccontare. È una maniera che fa paura! Fa paura quando si pensa che il signor Hergé poteva vendere 180 milioni di libri. Hai capito? Chi è lo scrittore accettato dalla cultura ufficiale che vende 180 milioni di libri? La Bibbia vende 180 milioni di libri. Ed Hergé, con il suo Tintin! Perciò è quello che fa paura
Hugo Pratt, 1986
[…] Finalmente arrivò anche la pace e con quella una nuova generazione revisionista. È nell’ordine delle cose. Ne ho viste passare sei di generazioni e l’ultima ha sempre contestato la precedente. Con la nuova generazione arrivò dunque l’obbligatorio impegno per l’impegno. Da quello politico a quello culturale, da quello economico a quello sociale e così via. La parola avventura fu messa al bando; non poteva andare d’accordo con l’impegno strutturale. Bisognava rispolverare Marx ed Engels, autori che dovetti frequentare e che mi annoiarono immediatamente. Visitai Marcuse, Rostand e qualche altro e ritornai ai classici dell’avventura. Venni subito accusato di infantilismo, di fascismo e di edonismo. Un po’ di tutto, ma soprattutto evasivo, inutile come inutili erano ormai divenuti quegli scrittori che mi piacevano e che avrei dovuto dimenticare. Non ci riuscii e mi accorsi che c’erano parecchi altri che leggevano solitamente i narratori contestati. Alla fine ci riconoscemmo come una élite desiderosa di essere inutile. Ecco… non il piacere di essere inutile, ma il desiderio di esserlo.
Hugo Pratt, 1990
La guerra ha distrutto la mia famiglia: come potrei amarla? Ho visto il dolore di mia madre, ho perso amici, come Sandro Gerardi, un buon amico che si era messo con i fascisti ed è stato ucciso dai partigiani. La guerra è stata una grande esperienza. Mi ha fatto maturare, comprendere cosa c’è dietro la politica e le ideologie, l’assurdità dei nazionalismi e dell’imperialismo, la fragilità e la brevità della vita. E quando parlo della guerra, quando la disegno, so di cosa parlo: l’ho fatta. A tredici anni, indossando la divisa militare, ho preso la guerra come un gioco, fino al momento in cui, prendendo parte a degli scontri, ho visto morti e feriti. In nessun momento ho provato dell’esaltazione…
Hugo Pratt, 1992
Hanno detto di lui…
Ci sono autori che diventano un mito. Per quello che hanno scritto, ma in una certa misura anche indipendentemente da quello che hanno scritto.
Umberto Eco
So che c’è un grande fumettista nel vostro Paese che mi onora, riferendo costantemente a me come un maestro, e che afferma che, senza di me, non avrebbe mai intrapreso questa professione. È falso, perché egli possiede l’intelligenza nelle dita.
Milton Caniff, 1972
Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese.
Umberto Eco, 1979
Hugo Pratt racconta bene anche le barzellette. Hugo Pratt crea personaggi favolosi e struggenti. Bene. Ma al di là di tutto, Hugo Pratt è il più grande disegnatore del mondo. La sua capacità evocativa è talmente coinvolgente che il suo continuo avvicinarsi all’essenzialità grafica riesce addirittura ad aggiungere nuove suggestioni al disegno, invece di toglierne. Paradossalmente, diminuendo i segni, aumenta la descrizione. In un disegno di Pratt si può stabilire l’ora in cui si svolge l’azione, l’intensità della luce, la violenza del sole, se c’è fresco, se c’è caldo. Spesso ci divertiamo a immaginare dove lo porterà questo suo inseguimento dell’essenziale. Lui dice che arriverà a raccontare una storia intera con un solo gesto, un ammiccamento impercettibile. E io ci credo.
Milo Manara, 1980
Credo di aver un debole per Corto Maltese, non tanto perché io assomigli all’eroe di Hugo Pratt, quanto perché sono certo che non mi annoierei mai nei panni di questo avventuriero laconico, solitario, dallo spirito libero e impregnato di culture diverse.
François Mitterand, 1989
Hugo Pratt
Ho sempre sostenuto che i disegnatori si disegnano nei loro protagonisti, di Hugo Pratt non lo sospettavo. Ma un giorno l’ho presentato a mia figlia, allora molto piccola ma già lettrice delle sue storie, e lei mi ha sussurrato che Pratt era Corto Maltese. Che il re sia nudo, lo può dire solo un bambino. Pratt non ha la statura, la longilineità di Corto, ma guardandolo meglio, di profilo, ho dovuto convenire che in qualche modo era vero: la linea del naso, il taglio della bocca, non so, certo Pratt non è il Corto della Ballata, ma diciamo il Corto più magico delle ultime storie, quelle che allora Pratt non conosceva ancora… Pratt si stava cercando, e cercandosi inseguiva alcuni sogni errabondi.
Umberto Eco, 1991
Era autunno quando ci siamo conosciuti in una libreria. Tu presentavi un libro, o forse un musical su Corto. Io degli occhi così non li avevo mai visti. Occhi abituati a guardare l’infinito, come quelli di Ulisse, forse. “Per favore mi disegni una luna?” Mi hai fatto Venezia, una gondola, la luna. Romanticamente scontato come tutto ciò che è assoluto.
Ornella Vanoni, 1995
Era il Salgari del nostro secolo… c’è una strana differenza fra grandi scrittori e creatori di miti, che possono scrivere anche malissimo. A differenza di Salgari, Pratt scriveva anche bene… la “Ballata del mare salato” può essere riletta e riguardata godendo sempre del modo in cui è stata concepita, immagini e parole…
Umberto Eco, 1995
Si capiva subito che Hugo Pratt era diverso. Era di un altro pianeta. Io ne ero rimasto folgorato. Per lo stile e la qualità del disegno, sicuramente. Ma anche, forse soprattutto, perché si trattava di storie adulte [..] Hugo Pratt a volte poteva sembrare – e pure essere – solitario, scostante, addirittura aggressivo. Eppure molto spesso era l’anima e il motore della festa. E, quando voleva, riusciva a entrare subito in sintonia con qualsiasi tipo di persona.
Milo Manara, 2018
[alla domanda se Corto Maltese è stato davvero l’alter ego di Hugo Pratt] Erano sovrapponibili. Liberi, indipendenti, curiosi. All’inseguimento di un sogno. A loro agio in ogni luogo e in ogni storia.
Patrizia Zanotti, 2021
Ho scoperto Corto per la prima volta leggendo i libri al Forbidden Planet di New York da ragazzo. Poi, durante i miei viaggi, ho studiato e scoperto un’edizione in un’edicola a Roma. Erano piccoli opuscoli di giornale. Le illustrazioni erano così espressive e audaci che saltavano fuori dalla carta di giornale. Mi hanno travolto. Erano pieni di magia e avventure romantiche. Per me, mostravano il potere del fumetto, dove la lingua non rappresenta una grande barriera. Da allora sono un fan di Corto.
Frank Miller, 2022
Di Pratt mi ha sempre colpito la sua smisurata biblioteca e il suo ostinato bisogno di conoscere. Viaggiava nei luoghi del mondo ma viaggiava – e tanto – tra i suoi libri. Leggeva e rileggeva la pagina di un romanzo, si fermava ad entrare dentro una poesia, annotava il capoverso di un saggio di storia. La letteratura, insieme al cinema, alla musica e ad ogni altra forma d’arte, era la sua linea dell’orizzonte.
Patrizia Zanotti, 2024
Si può mancarsi, sfiorarsi per tutta la vita e, allo stesso tempo, sentirsi sempre vicini, impegnati senza promessa in un legame stretto e resistente? Sì, si può. Con Hugo Pratt era così. Non direi un amore mancato, non renderei giustizia alla commozione che ancora provo quando dentro lo incontro, lo rivedo. Un amore mai consumato, nel senso che è fatto di materiale indistruttibile: non si fa consumare.
Ornella Vanoni, 2025
Ero un fan di Jacovitti, Krazy Kat e Al Capp… agli inizi non ero un grande estimatore di Pratt, mi sembrava quasi un autore di fotoromanzi. Poi ho iniziato a lavorare con lui e sono stato travolto da questo suo modo incantatore di raccontare. Mi ha insegnato tanto. Era un affabulatore meraviglioso; un genio per come inventava e sviluppava le storie, magnetico e ammaliatore. Non ne ho incontrato mai un altro uguale a lui.
Guido Fuga, 2025
Una volta Hugo mi suggerì di nascondermi dietro un portone e di ritrarre i passanti prima che sparissero dalla vista. Era difficilissimo, ma è stato utile a capire tutte le piccole differenze tra i personaggi di una storia. Fu proprio Hugo a darmi i consigli migliori per Capitan Rogers: Pratt era un maestro in tutto, è andato oltre la lezione di Milton Caniff, riuscendo a infondere nel suo tratto, con una sintesi perfetta del segno, la vera emozione. Quel coraggioso segno del pennello è poesia, trasmette armonia: è perfetto.
Giorgio Cavazzano, 2025
Fonti
Luigi BERNARDI, Luca BOSCHI, Graziano FREDIANI, “Destinazione Utopia. Corto Maltese, Ken Parker, Mister No”, Eléuthera, Milano 1988 Hugo PRATT, “Corto Maltese memorie”, Rizzoli-Milano Libri, Milano 1989 Hugo PRATT, “All’ombra di Corto. Conversazioni con Dominique Petifaux”, Rizzoli-Milano Libri, Milano 1992 Hugo PRATT, “Avevo un appuntamento”, Edizioni Socrates, Roma 1994 Hugo PRATT, “Il desiderio di essere inutile. Ricordi e riflessioni”, Lizard, Roma 1996 Hugo PRATT, “Viaggiatore incantato”, Electa, Milano 1996 “L’ultima Ballata. Dedicated to Hugo Pratt”, International Comics club, Genova 1996 Guido FUGA, Lele VIANELLO, “Corto sconto. Itinerari fantastici e nascosti di Corto Maltese a Venezia”, Lizard, Roma 1997
Torna a Pisa la consueta rassegna annuale dedicata a Tuono Pettinato…
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