Le serie parallele di fumetti di successo inducono una naturale ritrosia: sovente le motivazioni commerciali primeggiano su quelle artistiche. Juan Díaz Canalès, poi, non è autore poco indaffarato: la pressione sulle nuove avventure di Corto Maltese, benché giunte al quinto volume, dev’essere notevole. L’annuncio del collaterale del personaggio che gli ha dato gloria, Blacksad – Blacksad Stories – solleva legittimo sospetto. E invece.
Il primo spin-off, centrato su Weekly, la donnola reporter che accompagna Blacksad dal secondo tomo, Artic Nation (a detta di chi scrive, uno dei migliori) non si allontana dalle intenzioni del suo autore – la rilettura noir delle contraddizioni che hanno modellato la società americana negli anni Cinquanta – e non delude. Se la spiegazione finale appare lambiccata, con un sovrapporsi di tematiche (pogrom d’inizio secolo, servizi segreti deviati, degradazione urbana) che distolgono da quello principale (la crociata contro i fumetti che portò Oltreoceano alla creazione del Comics Code Authority), la maestria dello sceneggiare è intatta: le sequenze non terminano all’ultima vignetta della pagina ma nella prima della successiva, alimentando la suspense, e basta un guizzo degli occhi (o la sua assenza) per delineare un carattere.
Alle matite Giovanni Rigano, ennesimo talento emigrato Oltralpe, della cui ventennale produzione sono almeno disponibili dall’anno scorso grazie a Tunué i tre volumi della serie Green Wood (ma è tutto). Se non possiede il dinamismo di Juanjo Guarnido, non lo fa rimpiangere: stessa morbidezza, stessa luce, stesso retroterra disneyano.
Chissà quale Musa li ispira. Che sia loro ancora propizia: rara è una tale, costante qualità.
