In Italia, di storici esperti del fumetto a 360 gradi ce ne sono e ce ne sono stati tanti. Pochi tra questi, però, sono stati in grado di svelare e chiarire aneddoti, ricostruire storiograficamente, contestualizzare diversi personaggi del passato lontano, mettendo a disposizione delle giovani generazioni fatti e contesti che sarebbero caduti nell’oblio.
Uno di questi è stato, senza ombra di dubbio, il compianto Luca Boschi. Fra le sue tantissime competenze nel mondo della nona arte figurava sicuramente quella di saper tirare le fila e mantenere viva l’attenzione in Italia su Braccio di Ferro.
I lettori più giovani potrebbero fraintendere queste prime righe e pensare alla bellissima, ricca ed esaustiva ristampa delle strisce della King Features Syndicate ad opera di Segar (comprensive dei suoi successori) uscita per La Gazzetta dello Sport a partire dal 2017. Magari ne riparleremo, ma non si tratta di questo.
In realtà, un primo tentativo in Italia di mettere un punto fermo sulla produzione del Braccio di Ferro di Segar risale a molti anni fa, per la precisione verso la fine del 1994.
La casa editrice Comic Art decide, con la cura redazionale di Boschi, di dare alle stampe – in formato pocket – alcune tra le migliori storie del marinaio realizzate dal suo creatore Elzie Crisler Segar uscite tra il 1928 e il 1938. Prezzo iniziale: 3.000 lire. Altri tempi.
L’ottavo mare e l’esordio di Bluto
Esteticamente questi albi in formato pocket fanno ancora la loro figura, anche a distanza di trentadue anni.
Tra ottobre e novembre del 1994, con l’avvio della pubblicazione mensile, esce il primo numero di questa collana. La scelta della storia di apertura ricade su L’ottavo mare, vicenda che dà il titolo all’albo: un divertente episodio a strisce che Segar pubblicò dal 13 giugno al 12 novembre 1932 nel quale Braccio di Ferro muove insieme a Re Blozo alla volta di un misterioso tesoro rintracciabile grazie alle indicazioni di un pappagallo cinese nero. Numerosi sono gli inconvenienti durante la traversata, tra cui il primo incontro / scontro con Bluto, l’avversario di Braccio di Ferro più celebre.
Fermiamoci un attimo.
La cura editoriale già in questo primo numero è chiara: si torna alle origini, discostandosi dalla serialità fortunatissima, tutta italiana, del Braccio di Ferro della Bianconi, la cui corsa in edicola si era conclusa proprio nel giugno 1994, sotto l’etichetta Edizioni Metro, con il n. 594, in attesa di un nuovo progetto che vedrà la luce nel 1996. Per approfondire, si rimanda alla prima puntata di questa serie di approfondimenti.
Anche l’adattamento italiano dei nomi dei personaggi rimane fedele alle denominazioni originali adottate da Segar.
Abbiamo detto di Bluto. È curioso notare che questo personaggio compaia per la prima volta proprio in questa storia, L’ottavo mare, per poi essere abbandonato da Segar. Rispunterà soltanto occasionalmente e servirà da modello per i vari rivali incontrati da Braccio di Ferro nel suo cammino avventuroso-umoristico, vuoi nel deserto dell’Ovest americano, vuoi sul ring di un incontro di pugilato.
Bluto viene invece portato al grande successo dai cartoni animati cinematografici dello studio di Max Fleischer, dall’animatore Dave Fleischer (fratello di Max) diventando un comprimario fisso di Popeye.
Sempre a proposito di Bluto, occorre precisare che sarà soltanto Bud Sagendorf, successore di Segar, a introdurre il personaggio anche nei fumetti e, in particolare, nella storia in Italia tradotta in Mistero a Bordo.
Proprio Sagendorf stabilirà in questa avventura un legame filiale tra Bluto e la strega Bagheca. Tutto ciò verrà ripreso anche dagli autori italiani della Bianconi a partire dal 1963, quando Bluto – diventato Timoteo, diviene il figlio della strega di mare – ribattezzata Bacheca (si vedano gli approfondimenti precedenti).
Questo primo numero della serie Comic Art presenta anche le tavole domenicali de L’invenzione, un marchingegno capace di infilare i pannolini ai neonati. Altre tavole domenicali vedono come protagonista lo scroccone Poldo Sbaffini. Infine, viene pubblicato il breve episodio Il caso Wiltson, strisce che coprono il periodo compreso fra il 10 novembre e il 13 dicembre 1930.
Lunga vita al Re
A dicembre del 1994, il secondo numero della testata presenta come storia di apertura Lunga vita al Re, pubblicata a strisce quotidiane tra il 1932 e il 1933. Un vero e proprio mix di battute e situazioni comiche tra Braccio di Ferro e Re Blozo.
È significativo che il nome del sovrano riprenda la traduzione originale, anziché il nostrano Re Pinco.
Tra il materiale scelto per l’albo compare anche una chicca del 1931, Nel Far West: si tratta infatti della prima esperienza di Popeye in quell’ambientazione.
La selezione di questo materiale, ben curata nei minimi particolari dai redazionali di Boschi, ci permette anche di osservare quella che è stata l’evoluzione di Braccio di Ferro negli anni. Il primo Popeye è un personaggio che sforna pugni con grande foga , ma non si sogna minimamente di ricorrere a un barattolo di spinaci come “propellente”. In queste prime storie, spesso e volentieri, il marinaio se ne sta addirittura calmo e tranquillo, distribuendo battute e interpretando gag con l’estro di un comico consumato.
Ciò ci aiuta a capire anche come quell’enfasi intorno agli spinaci non sia inizialmente farina di Segar, bensì un elemento ideato nei cartoni animati di Max Fleischer che a loro volta influenzeranno i fumetti degli anni successivi.
La serie nel 1995
Mese dopo mese inizia anche a instaurarsi un timido scambio di opinioni con i lettori, con i primi pareri pubblicati nei numeri 3 e 4. Ed è curioso notare come questo ritorno al passato sia gradito (almeno dai commenti che vengono selezionati) anche da quei lettori che avevano scoperto il personaggio nell’era Bianconi, che in pratica era un marinaio completamente differente.
Anche gli identikit dei comprimari nel redazionale “Galleria dei personaggi” permettono ai giovani di quell’epoca di conoscere aneddoti totalmente nuovi.
Particolarmente utile è, per esempio, la scheda dedicata alle caratteristiche di Pisellino.
Proprio su di lui, nel n.5 del marzo 1995, viene pubblicata per intero e per la prima volta in Italia La madre di Pisellino, una serie di tavole domenicali apparse dal 13 settembre al 5 dicembre 1937.
In terza di copertina del n.5 compare l’elenco completo delle strisce giornaliere di Popeye ad opera di Segar, elencate in ordine cronologico dal 1928 al 1938, con accanto il numero dell’albo Comic Art che contiene ciascun ciclo. Il segnale è chiarissimo: pubblicarle tutte.
Nel n.6 , Selvaggi bianchi, prosegue la netta distinzione tra i materiali proposti: da un lato la produzione delle strisce giornaliere e dall’altro quella delle tavole domenicali.
Le chicche non mancano e, mano a mano che la collana procede, arriva anche il momento di proporre una delle storie seminali del Popeye di Segar, Popeye nella valle nera, pubblicata in strisce giornaliere tra il 5 novembre 1934 e il 12 gennaio 1935.
L’arca di Popeye è un altro capolavoro di Segar, pubblicato tra il marzo e il giugno 1935.
Leggendo tra le righe l’approfondimento a cura del solito Boschi riguardante la celeberrima Alice (una Goon dall’aspetto davvero aberrante, rimasta però nel cuore degli appassionati del Popeye di Segar), si nota come vi sia l’intenzione di pubblicare l’avventura The valley of Goons nel numero pocket n.14. Tutto sembra rose e fiori.
Ma qualcosa va storto.
Nuvole di guerra
L’estate del 1995 vede l’uscita di un numero doppio (luglio-agosto), numerato come 9/10, che porta il titolo principale Nuvole di guerra, uno dei massimi picchi artistici di Segar.
Nel redazionale Boschi promette che, dopo l’estate, si continuerà a pubblicare altre chicche del maestro Segar. Addirittura Boschi coglie l’occasione per invitare i lettori a sfruttare il tempo libero della pausa estiva per inviare lettere alla redazione. L’obiettivo post-estate è quello di intensificare il rapporto con i lettori.
Purtroppo, però, dopo il numero 9/10, il progetto Comic Art si interrompe ad un passo dall’aver coperto quasi per intero il decennio di pubblicazione delle tavole di Segar.
La serie Braccio di Ferro a cura di Comic Art resta tuttavia il primo tentativo di pubblicazione del personaggio originario e una delle iniziative italiane più interessanti dedicate a Braccio di Ferro. Per un’iniziativa simile bisognerà attendere il collaterale del 2017 targato Gazzetta dello Sport, con ben 60 uscite settimanali.
