Gli anni d’oro di Topolino (Corriere)

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Come già spiegato in altri articoli dedicati all’universo disneyano, le mie preferenze sono sempre andate alle storie di paperi: anzi, per dirla tutta, tanto apprezzavo Paperino quanto invece “detestavo” Topolino che, soprattutto nelle storie prodotte in Italia, ho sempre trovato un po’ troppo saccente e perfettino.
Invece stravedevo per il Topolino a strisce delle origini, che avevo letto da ragazzino in un fantastico cofanetto Oscar MondadoriTopolinissimo 1930-1931-1932 – che ancora oggi conservo gelosamente insieme a un altro Oscar Mondadori, quello dedicato alle Disavventure di Paperino. A suo tempo ero riuscito a procurarmi alcuni numeri della ristampa di strisce a opera del Messaggero, apparsa oltre trent’anni fa e di cui ho parlato in questo articolo, ma senza riuscire a completare la collana (la cui fruizione e conservazione, inoltre, erano fortemente limitate dalla qualità della carta).

Potete quindi immaginare con quale entusiasmo ho accolto – nel 2010 – l’ennesima, meritoria collana di collaterali Disney proposta dal Gruppo RCS, intitolata Gli anni d’oro di Topolino, dedicata all’intera produzione fumettistica di Floyd Gottfredson: 38 uscite complessive in una veste elegante e raffinata, con albi cartonati in formato orizzontale (27,5 x 21 cm) che presentavano inoltre in allegato una ristampa anastatica dei primi 38 numeri del Topolino settimanale, uno per ogni volume della collana.
Una vera e propria gioia per gli occhi, con storie restaurate accuratamente e una colorazione rispettosa e non invadente, nuove traduzioni e un lettering sopraffino del maestro Diego Ceresa. Molto accurato anche l’apparato critico, opera dello stesso team – Luca Boschi, Alberto Becattini e Lidia Cannatella – già visto all’opera per la Dinastia barksiana dei paperi.

Proprio sulla scia dell’integrale di Carl Barks, i curatori hanno optato anche in questo caso per un ordine cronologico “imperfetto”, partendo dalle strisce del 1936 e procedendo cronologicamente fino alla produzione del 1975, per poi proporre gli anni 1930-1935 nei volumi dal 31° al 37° (il 38° e ultimo volume è dedicato alla cronologia completa dell’autore e contiene anche materiale extra: schizzi, illustrazioni rare e altro materiale iconografico). È una scelta che permette di evitare una sequenza cronologica rigorosa, in base alla quale – dopo le storie del periodo 1930-1955 – la collana avrebbe dovuto proporre una quindicina di volumi con strisce autoconclusive, ristampate per la prima volta in forma organica ma che potevano risultare meno attraenti per il grande pubblico e quindi provocare l’interruzione dell’acquisto dell’intera collana.
Come spiegato nel 16° volume, infatti, “…nel settembre 1955 il King Features Syndicate (che distribuisce ai quotidiani USA i fumetti Disney) obbliga di fatto il Reparto Fumetti dello Studio Disney a interrompere le storie a strisce di Topolino per passare alla struttura gag-a-day, cioè autoconclusiva, con una gag diversa ogni giorno“. Un’imposizione che non influenza certo il tratto grafico dell’autore, ancora impeccabile e ricco di dinamismo, ma limita fortemente le trame che devono giocoforza ridursi a sketch veloci e ben poco epici.

Il mio volume preferito? Naturalmente il 31°, quello da cui la collana “riparte” con le primissime strisce pubblicate nel 1930 e che, in particolar modo, contiene Topolino e il Bel Gagà che tanto mi aveva affascinato da ragazzino. Si tratta della terza storia a strisce per Topolino e segna l’avvento di Gottfredson come autore completo, dopo il suo esordio come disegnatore per alcune strisce della seconda storia – la classica Topolino nella valle infernale: Ub Iwerks, dopo aver praticamente creato Mickey Mouse insieme a Walt Disney, aveva infatti deciso di lasciare gli Studios all’inizio dell’anno (nonostante che la sua “firma” continui ad apparire fino al 1931). Ma non posso fare a meno di segnalare anche la striscia autoconclusiva qui sotto, apparsa nel 23° volume, per motivi affettivi legati al giorno in cui è stata pubblicata.

GLI ANNI D’ORO DI TOPOLINO
Corriere della Sera in collaborazione con Walt Disney Company Italia
38 uscite settimanali
22 marzo 2010 – 6 dicembre 2010

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