Scienza Papera (Corriere della Sera)

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Febbraio 2016. Puntuale come una rata delle tasse in scadenza, prende avvio Scienza Papera, l’ennesimo collaterale che il Gruppo RCS dedica al mondo disneyano secondo un’alternanza che ha visto, nel corso degli anni, collane filologiche dedicate alla produzione integrale di grandi maestri (Barks, Gottfredson, Scarpa) e altre antologiche, spesso rivolte a un pubblico preadolescenziale. Più in dettaglio, si tratta di una nuova collana didattica dagli intenti simili alla Storia Universale pubblicata nel 2011: anche in questo caso, infatti, le storie proposte in ogni volume vengono affiancate da brevi articoli di approfondimento.
Le analogie con la Storia Universale, però, terminano praticamente qui: il formato è infatti molto più contenuto (17×21 cm), le pagine sono venti in meno (176), la carta è patinata. Inoltre, ciascun volume è dedicato ad un argomento scientifico ma, naturalmente, viene a mancare la compattezza della sezione editoriale che, nell’altra collana, era legata alla progressione cronologica delle epoche trattate.

Sarei tentato, per una volta, di saltare un giro dopo decine e decine di acquisti, ma non ho naturalmente fatto i conti con mio figlio che è attratto dagli argomenti proposti nei primi volumi – rispettivamente, le esplorazioni spaziali, l’intelligenza artificiale e le invenzioni del futuro. E, sfogliandoli, mi rendo conto che la collana ha comunque la sua ragion d’essere, nell’àmbito dell’alternanza cui accennavo all’inizio: i volumi sono ben curati, grazie alla consueta supervisione di Gianni Bono; inoltre, le storie sono scelte in modo da evidenziare quanto i personaggi Disney talvolta “anticipino” il futuro, talvolta interpretino il mondo in cui viviamo, come spiegato nella presentazione dell’opera:
“… il traffico, le mode, i media e tanti altri aspetti della quotidianità [di tali personaggi] sono uguali a quelli che conosciamo per esperienza personale. Comprese la scienza e la tecnologia, che sempre più fanno parte della nostra esistenza, ma spesso non sono di facile comprensione!”
Ed è proprio questa, come direbbe un addetto al marketing, la mission della collana: spiegare il progresso scientifico tramite le storie selezionate e gli articoli a corredo di Alessandro Sisti, tarati appunto su un target preadolescenziale e quindi non troppo approfonditi.

Fortunatamente per le mie finanze, mio figlio si rende conto ben presto di non rientrare più in tale target, permettendomi quindi di interrompere ben presto gli acquisti: mi limiterò a recuperare alcuni volumi in séguito, sul mercato dell’usato, basandomi sugli argomenti e/o sui personaggi che appaiono nei titoli. Seguendo tale criterio, nonché la passione che io e mio figlio abbiamo per Indiana Jones (nonostante l’ultimo – per ora – ingiovibile capitolo della saga cinematografica), l’acquisto del 21° volume dedicato a Indiana Pipps e all’archeologia diventa naturalmente obbligato, insieme al 28° volume dedicato alle energie rinnovabili.

Come già successo per altri collaterali Disney di tipo “didattico” pubblicati dal Gruppo RCS, anche questa collana viene riproposta qualche anno dopo – tra aprile e ottobre 2021 – dal Gruppo Editoriale GEDI (Repubblica, L’Espresso ecc.), ma con alcuni cambiamenti a partire dal titolo della collana, che diventa La grande scienza Disney: vengono infatti modificati l’ordine di pubblicazione dei volumi e la grafica delle copertine e, inoltre, vengono accorciati i titoli dei singoli volumi rimuovendo la formula “e altre storie” che contraddistingue questo e altri collaterali Disney-RCS, sia precedenti (tutte le collane filologiche), sia successivi (Paperinik – Le origini del mito, di cui parleremo a tempo debito).

Tirando le somme, una collana da recuperare a patto di avere figli piccoli che possano apprezzarla appieno.

SCIENZA PAPERA
Corriere della Sera in collaborazione con Walt Disney Company Italia
30 uscite settimanali
26 febbraio 2016 – 16 settembre 2016

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