Michael Jackson en bandes dessinées

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Vi avevo parlato in questo articolo – dedicato ai miei amati Pink Floyd – della casa editrice francese petit à petit, che pubblica “Docu-BD” in vari settori (teatro, storia, sport ecc.), tra i quali spicca quello dedicato al pop-rock e in cui non potevano mancare, naturalmente, alcuni volumi dedicati a Michael Jackson reimmessi sul mercato in concomitanza con la recente uscita del biopic dedicato a questo artista.
Devo confessare che, in realtà, non ho mai subìto particolarmente il fascino di “Jacko” durante gli anni Ottanta, forse anche a causa dei miei gusti musicali: a quei tempi – prima di “recuperare” vari cantautori italiani e complessi prog stranieri – stravedevo soltanto per una sorta di “sacra triade” composta da Pink Floyd (appunto), Beatles e Alan Parsons Project e, soprattutto, andavo in discoteca una volta a ogni morte di Papa… Le vicissitudini giudiziarie in cui questo cantante è incappato nei decenni successivi, poi, non mi hanno invogliato a una riscoperta, nemmeno dopo la sua tragica e prematura morte avvenuta nel 2009.

Potete quindi immaginarvi il mio stupore quando, alcuni giorni fa, il corriere mi ha recapitato un pacco proveniente da un collega parigino che conosco da anni: sapendo che avevo già recensito il volume sui Pink Floyd e che mi sarebbe piaciuto procurarmi altri volumi simili, mi ha inviato quello su Michael Jackson pensando di farmi una bella sorpresa, aggiungendo “Magari potresti recensirlo…” Potevo tirarmi indietro? Beh, no: e così, eccomi qua.

Ben poco si può rimproverare allo sceneggiatore, il francese Céka (pseudonimo di Erick Lasnel). Questo corposo e coloratissimo volume, infatti, mantiene quello che promette nelle note di copertina: “Chi è stato davvero Michael Jackson? Un uomo dalla carriera tanto precoce quanto eccezionale […] a cui è stata rubata la giovinezza? Una personalità conosciuta per i suoi successi interplanetari ma anche per le sue stravaganze? [Lo presentiamo] attraverso 26 storie a fumetti e una biografia dettagliata”.
E il sommario qui sopra, anche per chi non conosce il francese, dice già tutto: l’infanzia “rubata” dal padre che voleva spingere i figli al successo, l’importanza di Diana Ross e James Brown, il successo planetario di Thriller dopo i fasti dei Jackson 5, l’iniziativa “We are the world”… e anche (pur se in modalità molto low profile) le trasformazioni estetiche e gli scandali a Neverland. La storia “ufficiale”, i fatti certificati e quelli veri – anche se un po’ romanzati – ci sono tutti, come d’altronde si conviene a un libro da annoverarsi d’ufficio nella categoria “instant book”: la prima edizione risale infatti all’autunno 2009, il tempo strettamente necessario per assemblare i disegni degli artisti coinvolti nell’opera.

Questo fumetto, infatti, presenta alcune caratteristiche di cui avevo già parlato nel volume dedicato ai Pink Floyd: numero simile di capitoli (26 qui, 28 là) in ordine cronologico, struttura simile di tali capitoli (nota biografica abbinata alle immagini, ogni volta di un artista diverso), piena “libertà” concessa ai disegnatori, con – recupero quanto scrissi a suo tempo – “un’inevitabile, seppur stimolante, diversificazione grafica da un capitolo all’altro [che privilegia] un’interpretazione astratta (eufemismo) rispetto a una minimamente realistica”… e i pochi esempi che ho inserito qui sopra dovrebbero bastare a rendere l’idea.
Le differenze rispetto all’altro volume sono legate alle caratteristiche da “instant book” di cui parlavo in precedenza: la lunghezza degli inserti a fumetti varia da un capitolo all’altro (non più sempre 5 pagine, bensì 4 oppure 6 – ma in alcuni casi anche 8); viene inoltre inserita, a chiudere ogni capitolo, una “domanda” che stuzzica le conoscenze del lettore (peccato che la risposta sia inserita subito sotto, seppur capovolta…); in alcuni casi, inoltre, lo sbilanciamento sul fan service è eccessivo, ad esempio nella carrellata dal titolo “Che fan sei?” (con 15 “tipi”: la feticista, il sosia, la groupie, il paparazzi, il monomaniaco…) ma ancora di più nel superquiz finale, che contiene addirittura 50 domande a risposta multipla.
Sono davvero rari i momenti in cui il lettore poco documentato su Jacko viene “sorpreso” da qualcosa che esuli dalla semplice biografia: per me, ad esempio, è accaduto con un attonito Fred Astaire nel capitolo dedicato all’invenzione del celebre “moonwalk”… ma può darsi che ciò sia semplicemente dovuto alla mia ammirazione per il celebre ballerino hollywoodiano, di cui non perdevo un film in TV quand’ero ragazzino.

Detto tutto questo, la lettura è stata comunque piacevole nel complesso: certo, avrei preferito che il mio collega parigino mi avesse inviato il volume dedicato ai Queen oppure quello sui Led Zeppelin ma, come si suol dire, a caval donato…
PS: la lettura di questa biografia a fumetti mi ha invogliato a recuperare il biopic su Michael Jackson, programmato in molti cinema all’aperto, anche se le recensioni che avevo letto appena uscito erano piuttosto contrastanti tra loro (ma tutte esaltavano la grande prova attoriale del protagonista, Jaafar Jackson, nipote di Jacko). Metterò in conto al mio collega il prezzo del biglietto, se restassi deluso 🙂

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