Capitan America, gli anni 2010.
Parte V

2015-2016 - Il nuovissimo Capitan America

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Nell’articolo precedente abbiamo visto come lo sceneggiatore Rick Remender avesse letteralmente “decostruito” Capitan America, privandolo del siero del super-soldato e rendendolo non più un “uomo fuori dal tempo” ma un vero “uomo del suo tempo”, vale a dire un novantenne!

Certo, la sua mente, le sue esperienze e le sue conoscenze erano ancora tali, ma non potendo più combattere come prima, aveva preferito – insieme all’amata Sharon Carter, anch’essa invecchiata nella Dimensione Z – lavorare dietro le quinte offrendo supporto tattico e operativo alle missioni dei Vendicatori e dello S.H.I.E.L.D. Quando si era trattato di scegliere un nuovo Capitan America, Steve aveva offerto il ruolo all’amico Sam Wilson/Falcon, che aveva accettato.

Il fatto che in uno dei ruoli più iconici e simbolici del fumetto mondiale ci fosse Sam Wilson era davvero epocale. Originario di Harlem, figlio di un predicatore ucciso mentre tentava di fermare uno scontro tra gang, ex criminale di strada, ex assistente sociale, ex Falcon, Sam aveva vissuto il pregiudizio razziale sulla propria pelle e conosceva l’importanza che poteva avere un uomo come lui nel ruolo di Capitan America. Lo sapeva anche Remender, come disse in un’intervista dell’epoca quando la notizia di un “Capitan America Nero” aveva fatto il giro del mondo: “Oggi cominciate a vedere personaggi che rispecchiano altre parti della nostra cultura e questo offre ai ragazzini e alle ragazzine qualcuno da ammirare. È bello sapere che ci sono diverse opzioni per diversi tipi di giovani in cui possono rispecchiarsi. È importante rivedersi nei propri eroi”.

Ma veniamo alle storie.

Sam è inizialmente protagonista di una breve serie di sei numeri, uscita tra il gennaio e il giugno del 2015, denominata All-New Captain America – ovvero Il nuovissimo Capitan America (con le ali!), firmata da Rick Remender alle sceneggiature e Stuart Immonen ai disegni, in cui affronta l’organizzazione terroristica Hydra agli ordini del Barone Helmut Zemo, il quale per l’occasione si è anche circondato di una pletora di supercriminali (Batroc, Crossbones, Taskmaster, Re Cobra, Viper, Armadillo, Sin e il Barone Sangue) con l’intento di spargere nel mondo una tossina in grado di sterilizzare gli esseri umani come soluzione radicale al sovrappopolamento della razza umana (sviluppando, però, un antidoto che potesse rendere immuni solo lui stesso e tutti i suoi accoliti). Il piano viene sventato dal nuovissimo Capitan America con l’aiuto del nuovo Nomad (Ian Rogers, il figlio naturale dello scienziato Arnim Zola adottato da Steve Rogers nella Dimensione Z) e da Misty Knight (una ex agente di polizia dotata di un braccio bionico ed esperta di arti marziali).

Lo sceneggiatore, però, lasciò la gestione delle avventure di Cap con il sesto numero e la serie fu chiusa, per venire rilanciata sei mesi dopo (nel dicembre 2015) con un titolo che poneva ancor più l’ex Falcon sotto i riflettori: Captain America: Sam Wilson.

Era scritta da Nick Spencer, ex politico del Partito Democratico che si era fatto le ossa come sceneggiatore presso la Image e la DC, rinomato per i dialoghi realistici e le trame a lunga gittata, e vedeva Daniel Acuna come disegnatore principale con il supporto dei colleghi Paul Renaud e Angel Unzueta.

In questa nuova serie scopriamo che, da quando è diventato Capitan America, Sam Wilson ha cercato di fare del suo meglio, ma scopre che l’opinione pubblica e lo stesso S.H.I.E.L.D. non sono completamente dalla sua parte, non riuscendo ad accettarlo nel ruolo di Sentinella della Libertà.

A differenza di Steve Rogers, che credeva negli ideali del sogno americano ed era convinto che il suo Paese, nei momenti cruciali, facesse sempre la cosa giusta, Sam prende invece la decisione “politica” di difendere gli oppressi e le minoranze, dimostrandosi molto critico con il Governo e con le tante divisioni interne di una società americana condizionata da pulsioni razziste e discriminatorie.

Per sentirsi più vicino al popolo, Sam decide di istituire una linea verde (come negli anni ’80 aveva fatto anche Steve Rogers) in modo da poter ascoltare le esigenze reali dei cittadini americani, che possono chiedere direttamente l’intervento dell’eroe attraverso i social!

Sin dal primo numero della serie, quindi, Sam Wilson – stanco di seguire gli ordini del Governo – prende le distanze dal Comandante Steve Rogers, da poco nominato nuovo Capo della Sorveglianza Civile dello S.H.I.E.L.D., e convoca una conferenza stampa in cui parla di un Paese diviso, di ineguaglianza sociale, di intolleranza e odio, del fatto che non intende più essere super partes.

Il suo discorso viene però frainteso dal pubblico e dai media (forse una scelta dello sceneggiatore, che riecheggiava in maniera metatestuale le reazioni di parte dei lettori più conservatori al cambiamento che riguardava il “Capitan America Nero”) che lo accusano di essere fazioso, arrivando persino a chiedere le sue dimissioni.

Di conseguenza, anche i temi della serie cominciano a trattare dell’attualità contemporanea. E così, nella prima saga (Captain America: Sam Wilson 1/6, da dicembre 2015 ad aprile 2016), Cap sfida i trafficanti di uomini al confine col Messico e accoglie come spalla un nuovo Falcon, il messicano Joaquin Torres. Successivamente, nelle storie di Spencer vengono affrontate altre tematiche importanti, come le violenze della polizia (attraverso la metafora degli Americops, un corpo di polizia privata molto autoritario – Captain America: Sam Wilson 9/12, luglio/ottobre 2016).

Altro tema trattato è quello del pregiudizio razziale negli arresti, con il giovane eroe afroamericano Rage, accusato ingiustamente di rapina che, messo in prigione, viene picchiato brutalmente da altri carcerati al punto da finire in coma (Captain America: Sam Wilson 17/20, marzo/maggio 2017).

Sam, emotivamente provato per quanto accaduto a Rage, attraverso un video fatto circolare in rete dichiara di non credere più in un sistema che schiaccia le minoranze, annunciando pubblicamente di voler abbandonare i panni, il titolo e lo scudo di Capitan America (Captain America: Sam Wilson 21 del giugno 2017, con una copertina che omaggia quella storica di Captain America 176).

Ma prima di arrivare a questo ennesimo colpo di scena, è assolutamente necessario fare un passo indietro e raccontare un evento importantissimo accaduto nella saga conosciuta come Standoff, che nei mesi tra aprile e giugno 2016 coinvolse le collane degli Avengers e Captain America: Sam Wilson 7/8.

Il Comandante Steve Rogers, Sam/Cap, i Vendicatori e Bucky/Soldato d’Inverno scoprono che lo S.H.I.E.L.D. “ospita” alcuni supercriminali a Pleasant Hill, Connecticut. Questa piacevole cittadina è, a dire il vero, un carcere dove l’organizzazione governativa manipola le menti e le personalità dei prigionieri sfruttando i poteri di una bambina di nome Kobik. Essa, in realtà, è la personificazione di un Cubo Cosmico! Tra i criminali ci sono anche figure pericolose come il Barone Zemo, Kraven il Cacciatore e il Teschio Rosso: presto essi prendono il controllo di Pleasant Hill e Steve, Sam e Bucky guidano un esercito di Vendicatori contro un’intera città di supercriminali. Durante l’evento, Kobik soccorre il vecchio Comandante Steve Rogers che sta soccombendo a Crossbones: usando i suoi enormi poteri, la ragazzina ripristina il siero del super-soldato nel suo corpo: Steve Rogers torna nel pieno delle forze! 

Alla fine della saga, tuttavia, Steve dice a Sam di continuare a portare lo scudo ed essere Capitan America. 

Ma… non è tutto come può realmente apparire! È evidente come lo sceneggiatore Nick Spencer avesse un piano a lungo termine e nei mesi successivi cominciò a mostrare le sue carte…

(continua)

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Magazine uBC Fumetti

Captain America è © Marvel Characters, Inc. Questo speciale è un’iniziativa indipendente di uBC Fumetti, non promossa dall’editore.Captain America © Marvel Characters, Inc. · iniziativa indipendente

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