Attratto dal “prossimamente” alla fine del n.14 I mercanti di schiavi e dall’iconica copertina, cercai di procurarmi anche il n.15 di Zagor: in questo modo, inoltre, avrei saputo come sarebbe avvenuto il salvataggio dall’attacco degli indiani Cayuga, che non riconoscevano l’autorità del Re di Darkwood… Quando finalmente riuscii a trovare l’albo, scoprii che Guido Nolitta (coadiuvato, come al solito, da Gallieno Ferri ai disegni) aveva sfruttato Cico in maniera magistrale, dopo che il pancione messicano era stato protagonista di una spassosissima gag iniziale proprio a causa della sua estemporanea passione per la tromba 🙂
Quella che sembrava una breve storia autonoma (corrispondente all’albetto in formato striscia n.34 della II Serie, ma questo lo scoprii eoni dopo) era invece l’introduzione a una storia drammatica, in cui Zagor veniva sconfitto da un nuovo avversario, apparentemente invincibile: Iron-Man. Sconfitto con un trucco, certo: ma senza l’intervento di Cico (sempre più fondamentale nello sviluppo della trama) la sorte dello Spirito con la Scure sarebbe stata segnata…
Certo, cinquant’anni dopo – e soprattutto dopo tonnellate di libri e fumetti letti nel frattempo – sarei più distaccato nella valutazione della storia nel suo complesso, contraddistinta da una certa “ingenuità” (un semplice fabbro che scopre una lega indistruttibile?!? Zagor e Cico travestiti da Apache e non riconosciuti?!?): ma all’epoca mi entusiasmai per il modo in cui il nostro eroe riusciva a prendersi la sua rivincita, aiutato anche da Tonka che faceva qui la sua prima apparizione, anche se non ancora caratterizzato graficamente in modo definitivo.
E non fui il solo, visto l’esito del “sondaggio dimenticato” di cui ho parlato in questo articolo: nel 1972 – e quindi a 8 anni dalla pubblicazione originaria a strisce e a 6 dalla ristampa nell’albo mensile – i lettori zagoriani avevano indicato proprio Iron-Man come la loro storia preferita… Segno evidente che Nolitta&Ferri avevano colpito la loro fantasia in modo duraturo.
