Julia nn.335-336: “Il popolo dell’abisso” e “Nelle pieghe della città”

Recensione della storia in due albi di Berardi, Calza & Bonanno

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Un’indagine che si svolge nei sobborghi di Garden City, Ribes Street – conosciuta anche con il soprannome di “Zombie Avenue”: un nome eloquente per descrivere uno spaccato della periferia più oscura della città, che poi è una rappresentazione realistica dei sobborghi di molte città del mondo, soprattutto americane. Qui si sopravvive, il fentanyl fa vittime ogni giorno tra i senzatetto e altri cittadini allo sbando. Un contesto molto attuale per i nostri tempi, tipico della serie.

È qui che viene trovato il cadavere dell’ex geometra comunale Ewan Whitacker: una morte cruenta, inferta a colpi di martello (almeno così sembra, ma ci fermiamo con gli spoiler).
Stavolta il duo principale che svolge le indagini è composto dalle sorelle Kendall, Julia e Norma, perché – oltre alla trama orizzontale – si sviluppa un colpo di scena forse ancora più importante: nonna Lillian è stata ricoverata per una crisi respiratoria. Ecco che l’impianto della storia, scritto da Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza con un ottimo Francesco Bonanno ai disegni, conduce le sorelle a recarsi nel sobborgo malfamato (appunto Ribes Street) che non dista molto dall’ospedale in cui è ricoverata Lillian.

Norma, continuando il suo difficile lavoro di fotoreporter, contribuisce a dare una mano a Julia pur con tutte le proteste del solito Tenente Webb. Una sorta di consulente bis della Procura, oltre a Julia.

Il primo albo si interrompe con un secco colpo di scena: una telefonata a casa di Julia, in un’atmosfera serena con le due sorelle in compagnia della burbera Emily. Si capisce che non sono ottime notizie e che provengono dall’ospedale e il secondo albo parte proprio da qui: all’improvviso, le condizioni di Lillian si sono aggravate.
La storia procede poi come un’indagine ordinaria, senza particolari picchi. Funziona il colpo di scena che collega i due albi, ma resta poco per un mensile di 78 tavole.

Va sottolineato l’ottimo reparto grafico: Bonanno mette in evidenza la sua capacità di rappresentare i dettagli e la solidità dei personaggi. Lorenzo Bovo alle copertine, da parte sua, eccelle in due affreschi urbani: il primo con le due sorelle e uno sfondo caratterizzato dal caos urbano di Zombie Avenue; il secondo con Julia che salva Norma e i fanali di un’auto che piomba si di loro in corsa. Davvero due prove ben fatte.

Come dicevamo, una storia senza infamia e senza lode. L’elemento forse più interessante è infatti la rubrica della posta del n. 336, che dà spazio ai dubbi di un lettore sul cambio di foliazione introdotto ormai da tempo nella serie: perplessità legittime, condivise da molti. Significativa anche la risposta di Berardi, che definisce l’argomento “un voler mettere il dito nella piaga”: un segnale di una scelta forse forzata, da cui tutti speriamo possano arrivare risultati positivi in termini di vendite.
Va detto però che, visto l’andamento generale del fumetto italiano, il rischio di assistere all’ennesima lenta agonia di un eroe Bonelli è dietro l’angolo.

Per concludere, una curiosità sul numero di ottobre: proporrà una storia singola. Sarà interessante vedere, per la prima volta nella serie regolare, un albo autoconclusivo con questa foliazione.

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