Dinosaurs Sanctuary Vol.2

Approfondimento sul nuovo volume di Dinosaurs Sanctuary edito da Hoshi

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È uscito da poche settimane in Italia il secondo volume di Dino-San, manga giapponese creato da Itaru Kinoshita con la consulenza di Shin-Ichi Fujiwara.

Hoshi dà così alle stampe il prosieguo delle avventure di Suzume Suma, nuova custode del parco Enoshima Dinoland.
Questo secondo volume contiene dodici capitoli, più due extra e nella sua edizione italiana contiene i volumi 3 e 4 dell’edizione giapponese.

In questo articolo abbiamo già parlato, in generale, dei punti di forza dei primi undici capitoli.

Le avventure a Dinoland rendono questo manga una versione moderna e riadattata dell’universo dell’inventore del tecno-thriller Michael Crichton. L’approccio narrativo e divulgativo di Kinoshita rende questo fumetto una delle novità più interessanti per gli amanti del genere, coloro che nel 1990 prima (attraverso il libro) e nel 1993 dopo (con il film) rimasero folgorati da Jurassic Park.

Il goffo Hachebei

Se le riunioni periodiche tra lo staff del parco, di cui Suzume è parte integrante e fondamentale, proseguono anche con interessanti sviluppi (come la volontà, nelle primissime pagine, di investire maggiori risorse nel reparto social di Dinoland per attirare nuovi giovani visitatori), sono i problemi quotidiani della cura dei dinosauri a rendere sempre realistica la narrazione. Suzume Suma, in tutto questo, ha terminato i suoi tre mesi di prova ed è ormai, a tutti gli effetti, parte dello staff di Dinoland.

Il rimando a Jurassic Park è continuo: se, nella storia di Crichton, gli animali sono letteralmente creati da zero attraverso la ricerca genetica con l’espediente del DNA di dinosauro conservato nell’ambra fossilizzata, nella storia di Kinoshita i dinosauri del parco sono sì frutto di studi ottenuti con la manipolazione genetica, ma sono anche gli eredi di alcune specie di rettili sopravvissute e ritrovate nel 1946 su un’isola giapponese.

Il realismo grafico raggiunge altissimi livelli quando si va a conoscere un nuovo personaggio tra la schiera dei rettili preistorici: Hachebei, un esemplare di pachicefalosauro, uno dei dinosauri più strani e unici con la sua testa gigantesca utilizzata sia come elemento di corteggiamento, sia come strumento di combattimento.

Qui, le spiegazioni accademiche del professor Fujiwara – consulente di Kinoshita – si fanno preziose alla fine di ciascun capitolo. L’accuratezza della divulgazione accademica stupisce quando si legge come, molto probabilmente (a differenza di ciò che si pensava in passato), esistesse una sola specie di pachicefalosauro: ciò che faceva diventare matti gli studiosi erano le tre diverse forme del cranio che venivano costantemente ritrovate durante gli scavi. Gli studi attuali sembrano confermare che a rendere così diverso il cranio di questi dinosauri siano semplicemente i differenti stadi di crescita (giovane, adulto, anziano) 

Nozioni che sorprende ritrovare all’interno di un albo a fumetti anziché in una rivista accademica sulla preistoria.

Le sequenze dedicate ai problemi fisici del pachy Hachebei racchiudono l’essenza del manga: si passa da vignette racchiuse in uno schema di gabbia libero a intere sequenze mute dove sono le immagini disegnate da Kinoshita a parlare.

Anche le vicende di Hachebei trovano una spiegazione narrativamente credibile, fondata su elementi scientifici e di ricerca molto dettagliati. Insomma, come già visto per i capitoli precedenti, anche in questi primi capitoli del secondo volume i dinosauri di Kinoshita non sono semplici creature gigantesche del passato che fungono da attrazioni, bensì animali con le loro rispettive personalità e dinamiche comportamentali.

Narrazione verticale all’ombra di uno Stegosauro

Il manga, come genere della nona arte, punta tantissimo sul conflitto interiore dei personaggi. Il brillante Kinoshita qui lo fa anche attraverso personaggi che non incidono minimamente nell’economia della narrazione orizzontale dell’opera. L’autore infatti dedica un intero capitolo (il n.15) a due giovani amiche a fan sfegatate dei dinosauri di Dinoland, concentrandosi sul loro rapporto di amicizia fatto di alti e bassi, di distacchi, di crescita individuale. In tutto questo continuano le attività prettamente pratiche del parco, come il trasferimento dei giganteschi Momiji – esemplari di Stegosauri — disegnati, come sempre nei minimi particolari.

Blue World: il passato di Iganashi

Dino-San arriva a esplorare il mondo marino preistorico e lo fa attraverso un‘ottima spiegazione sulla differenza tra dinosauri e rettili acquatici. Kinoshita, attraverso la tecnica del flashback, introduce il passato di un nuovo personaggio della serie: il buon Iganashi, nuovo compagno nei turni del parco insieme a Suma. Ne racconta il passato e l’inizio del lavoro come custode nel parco marino di Blue World. Qui prende forma l’approfondimento psicologico di questo ragazzo biondo, tranquillo e amante dei dinosauri del Dinoland che da ragazzo – dieci anni prima — si era fatto le ossa in un parco acquatico, scontrandosi anche con il direttore dell’epoca. Empatico e amante dei rettili marini, vorrebbe che anche i visitatori di Blue World scoprissero il più possibile possibile di queste splendide creature. Una visione opposta a quella del direttore Kanzaki che, al contrario, predilige la forza collettiva dello staff piuttosto che le aspirazioni empatiche dei singoli. Oltre a questo, compaiono due specie gigantesche di Mosasauridae: il Tylosaurus e il Globidens. Stessa famiglia di rettili marini, ma con differenze nel loro apparato dentario.

Uno dei momenti più intensi, nei capitoli 17 e 18, riguarda il doppio flashback narrativo che scava nel passato del direttore Kanzaki: si tratta di una soluzione narrativa tipica del manga che Kinoshita padroneggia da autore completo qual è. La doppia splash page alternata a vignette in verticale crea la cornice di un passato dentro il passato, che in fondo altro non è se non il racconto che Iganashi sta facendo a Suzume. In questo modo, oltre a svelare i dettagli sul nuovo compagno di lavoro di Suzume Suma, Kinoshita comincia a far interagire i due custodi in coppia.

Suzume: tra social network e la caccia al raptor

L’evoluzione di Suzume procede anche attraverso il suo nuovo ruolo di responsabile social del parco di Dinoland. È curiosa questa alternanza tra problematiche realistiche di gestione del parco (dallo spostamento dei giganteschi rettili alla cura dei loro problemi fisici, passando per la quantità di cibo da somministrare loro nel passaggio dalla stagione secca a quella delle piogge) a dinamiche prettamente attuali, come quella di rendere un post social il più virale possibile. Tutto serve a Enoshima Dinoland per ripartire dopo l’incidente del 2021: e, nell’epoca attuale, i social rappresentano un settore verso il quale Suzume intende fare del suo meglio.

Altro aspetto nevralgico del volume è rappresentato dai due capitoli (i n.20 e 21) dedicati alla caccia ad un esemplare di Velociraptor scappato dal parco e fuggito in città.

Sempre a sottolineare l’estrema cura tra rappresentazione a fumetti e realtà scientifica, occorre dire due parole sulla rappresentazione grafica del Velociraptor. Kinoshita utilizza tutte le recenti scoperte dei paleontologi: dimentichiamoci i Velociraptor di Jurassic Park, belli e iconici ma del tutto inattendibili sul piano della ricostruzione storica. Il raptor di Dinoland è un dinosauro poco più grande di un condor, interamente ricoperto di piume. Ed è proprio il piumaggio a  caratterizzarlo, anche sulla coda e sotto gli arti superiori, dove va a formare quasi una copertura alare.

La consulenza di Fujiwara è utilissima nell’intermezzo scritto in cui ci racconta come, dalle ultime scoperte scientifiche, sembrerebbe che questo carnivoro avesse anche una buona capacità di visione notturna. Un elemento che viene sfruttato da Kinoshita all’interno della storia.

Lotta all’ultimo sangue

L’ultima chicca del secondo volume di Dinosaurs Sanctuary – dopo l’avventura dedicata ad un gruppo di giovani esemplari di Anchilosauro — è un capitolo extra dal titolo “Lotta all’ultimo sangue”.

Kinoshita, con le sue doti di abile narratore di sequenze d’azione, ci mostra una serie di vignette completamente mute in cui torna protagonista il Velociraptor. Questi se la prende con un cucciolo di Protoceratopo, finendo per arrivare ad una lotta senza esclusione di colpi.

Una delle ultime scene riproduce il combattimento tra i due ed è un omaggio al ritrovamento fossile più importante della storia della paleontologia dei dinosauri: la celebre coppia di fossili di un Velociraptor e di un Protoceratopo, immortalati nel pieno di un combattimento.

Il tutto cristallizzato, in quanto svoltosi in una vecchia pianura di sabbie mobili: il Velociraptor tiene il Protoceratopo (con gli artigli conficcati ai lati del volto) e sprofondano insieme. Il ritrovamento del 1971 in Mongolia ha fatto la storia per gli appassionati: uno scatto di un combattimento della preistoria. Anche il nome dato alla coppia di fossili è emblematico: Fighting Dinosaurs.

Insomma, anche da queste ultime pagine Dino-San si conferma un ottimo strumento di divulgazione scientifica attraverso il fumetto.

DINOSAURS SANCTUARY (Vol.2)
Data di uscita: luglio 2026
Formato: 15,2 x 2,5 x 21,1 cm
Pagine: 426
Editore: Hoshi
Prezzo: € 15,00

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