Dinosaurs Sanctuary

Approfondimento sul nuovo manga edito in Italia da Hoshi

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DINO-SAN, abbreviazione per Dinosaurs Sanctuary, è una delle opere più interessanti apparse nel panorama del manga recente (pubblicato originariamente sulla rivista “Monthly Comic Bunch”), capace di unire il rigore scientifico della paleontologia moderna al fascino intramontabile dei “kaiju” reali: i dinosauri. 

Uscito nel gennaio 2026 in Italia per la casa editrice Hoshi, etichetta di LIT Edizioni, la versione nostrana raccoglie i primi due volumi (di otto) usciti tra il 2021 e il 2023 su formato rivista, per poi – a partire dall’aprile 2024 — uscire in formato comic book.
Un’edizione ben fatta, con copertina removibile dotata di alette, un bel n.1 sulla costola e il classico senso di lettura dei manga.
Scritto e illustrato da Itaru Kinoshita con la supervisione scientifica di Shin-Ichi Fujiwara (Professore al Nagoya University Museum, specializzato in paleontologia dei vertebrati), il fumetto si distingue per un approccio “documentaristico” inserito in una cornice narrativa quotidiana.

Jurassic Park incontra il realismo

A differenza di molte opere che trattano dinosauri come mostri cinematografici, DINO-SAN parte da una premessa ucronica: i dinosauri non si sono mai estinti del tutto. Sono stati ritrovati alcuni esemplari nel 1946 su un’isola sperduta e da lì, generazione dopo generazione, vengono riportati in vita con successo, diventando parte integrante della fauna globale. 

Si strizza anche un po’ l’occhio all’originale opera letteraria di Michael Crichton, sull’importanza e i rischi che una creazione genetica di questi animali può avere – anche i dinosauri del Dinoland, il parco descritto nel fumetto, sono frutto di esperimenti genetici – con tutti gli annessi e connessi del caso (come, ad esempio, una vita più breve rispetto alle prime specie ritrovate ecc.).

La storia segue Sumaki Suzume, una giovane appassionata che inizia a lavorare come guardiana all’Enoshima Dinoland.

Il manga non si concentra su fughe spettacolari o disastri, ma sulla gestione quotidiana: cosa mangia un Giganotosauro? Come si pulisce il recinto di un Triceratopo? Quali sono le patologie croniche di animali giganti che vivono in cattività?

La tecnica di Itaru Kinoshita: un rigore paleoartistico

Il punto di forza visivo di DINO-SAN risiede nell’equilibrio tra lo stile dei personaggi (piuttosto pulito e tipico dei seinen moderni) e l’estremo realismo dei rettili preistorici.

Grazie alla collaborazione con il professor Fujiwara, Kinoshita applica le scoperte più recenti della paleontologia. Dimenticate i dinosauri “pelle e ossa” degli anni ’90: l’attenzione dell’autore, infatti, abbraccia le recentissime scoperte scientifiche che di anno in anno aggiornano costantemente ciò che sapevamo, o che credevamo di sapere, su questi giganti del passato.

Ad esempio, qui vediamo masse muscolari realistiche: gli animali hanno il peso e la gravità che ci si aspetterebbe da creature di svariate tonnellate.

Scordiamoci anche i dinosauri che eravamo abituati a vedere (e tutt’ora continuano a presentarceli così) nei classici film o documentari di quando eravamo bambini. Molte specie disegnate da Kinoshita hanno piumaggio e tessuti molli, tutto sulla base delle evidenze fossili ormai note.

Anche il tema della postura è interessante: la biomeccanica dei dinosauri è curata nei minimi dettagli, dal modo in cui poggiano le zampe a come bilanciano la coda.

Kinoshita utilizza un tratteggio manuale estremamente fitto per rendere la texture della pelle. La variazione tra le zone squamate, quelle rugose e quelle piumate conferisce ai dinosauri una “presenza” fisica quasi fotografica. L’uso delle ombre non serve solo a dare volume, ma a sottolineare la maestosità e, a tratti, l’inquietudine che queste creature suscitano.

Regia e senso delle proporzioni

Il realismo di cui sopra lo si può apprezzare ogni volta che Kinoshita dà spazio alla specie di dinosauro: il disegnatore gioca abilmente con le inquadrature dal basso per enfatizzare il contrasto dimensionale tra gli esseri umani e gli animali. In DINO-SAN, il dinosauro non è quasi mai un “personaggio” espressivo in senso antropomorfo: è un animale selvatico, i cui occhi rimangono indecifrabili, aumentando il senso di realismo e rispetto verso la specie.

Sotto la guida di Fujiwara, Kinoshita disegna i dinosauri partendo dallo scheletro. Questo significa che ogni muscolo e ogni piega della pelle si muovono in modo coerente con la struttura ossea sottostante. Le articolazioni non sono “gommose”, bensì rigide e pesanti, trasmettendo al lettore un senso di massa e gravità molto realistico.

Il ruolo di Shin-Ichi Fujiwara

La presenza di Fujiwara eleva il manga da semplice intrattenimento a divulgazione scientifica. Ogni capitolo include spesso approfondimenti tecnici: questo è un aspetto che spiega il grande successo avuto in Giappone da questo prodotto. 

Fujiwara si assicura che il comportamento degli animali nel fumetto sia coerente con la loro struttura ossea. Ad esempio, se un dinosauro attacca o si muove, lo fa seguendo i limiti fisici imposti dalla sua anatomia reale, evitando le esagerazioni tipiche del cinema d’azione.

Rigore scientifico

Alcune scene iconiche mostrano perfettamente il connubio tra narrazione e scienza, ad esempio l’esame della vista del Triceratopo. In una scena memorabile, Suzume (la protagonista) deve appunto interagire con un esemplare di quella specie: invece di una carica furiosa, viene mostrato come l’animale reagisca agli stimoli visivi laterali. La tensione non deriva dal pericolo di essere mangiati, ma dalla fragilità della comunicazione tra uomo e animale.

Oppure il pasto del Giganotosauro. Qui la regia di Kinoshita eccelle: non vediamo una caccia selvaggia, bensì la somministrazione di grandi carcasse di carne (il rimando a Jurassic Park è immediato). L’enfasi è posta sulla forza del morso e sulla meccanica della mascella, con schizzi di sangue che non sono gratuiti (gore), ma descrittivi della potenza biologica della creatura.

DINO-SAN è stato accolto come un eccellente “Workplace Manga”, dove il lettore impara i retroscena di una professione (il keeper di dinosauri) che, sebbene immaginaria, è descritta con una logica burocratica e pratica assolutamente reale. Il pubblico giapponese ha apprezzato anche il sottotesto etico: la critica verso le strutture che sfruttano gli animali per profitto e la riflessione sulla responsabilità dell’uomo verso specie che non appartengono alla sua epoca.

L’edizione giapponese, così come quella inglese, è composta da 8 volumi di 194 pagine ciascuno. Dato che il volume 1 dell’edizione italiana è di oltre 400 pagine (foliazione doppia rispetto a un singolo volume giapponese), dovrebbero venir pubblicati in totale quattro volumi. Ma è un mistero il tipo di periodicità che avrà il proseguimento della serie. 

Un peccato sarebbe non proseguire oltre.

DINOSAURS SANCTUARY (Vol.1)
Data di uscita: 30 gennaio 2026
Formato: 15,2 x 2,5 x 21,1 cm
Pagine: 426
Editore: Hoshi
Prezzo: € 15,00

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