JULIA N.323 – BOMBER

Julia n.323 “Bomber”

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Nel n.323 del mensile Julia, uscito il 2 agosto, la storia si apre con una violenta esplosione che devasta un vagone ferroviario. Fortunatamente nessuna vittima, ma l’ordigno contenente T4 fa subito pensare ad un attacco terroristico.

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Il giornalista Harlan Hoover – come sua consuetudine – se la prende con la Procura, con l’incapacità del tenente Webb e accusa la criminologa Julia Kendall di riuscire quasi sempre a salvar loro la poltrona. Poco dopo Hoover riceve una telefonata inquietante: dall’altro capo del telefono, una voce anonima si attribuisce la responsabilità dell’attacco e lancia un ultimatum: se non verrà pagato un risarcimento da un milione di dollari, altre bombe esploderanno e Garden City sarà costretta a raccattare i propri morti per le strade. È così che le autorità coinvolgono Julia per cercare di individuarne il profilo psicologico.

Nelle prime pagine dell’albo – con soggetto del solito Giancarlo Berardi e sceneggiatura della coppia Berardi & Mantero, con ai disegni uno storico talento del giallo a fumetti targato Bonelli, Federico Antinori – siamo a metà tra i fatti americani di Unabomber e certi rimandi a fatti storici che hanno travolto il nostro paese: le stragi nei treni e nelle stazioni (vedi Bologna e Italicus, ad esempio).

Nel frattempo, Julia e Hoover collaborano insieme: se il giornalista ha sempre sparato a zero sulla criminologa, questa volta Julia ascolta la registrazione della telefonata tra il giornalista e l’anonimo bomber che si fa chiamare semplicemente “Bobby”. I due protagonisti principali sono proprio il bomber “Bobby” e Hoover. Julia è sullo sfondo, anche tra le pagine della storia non appare moltissimo.

Un altro momento di forte impatto si verifica con il secondo attentato del bomber: arriva la sorpresa, smentendo così il precedente ultimatum, in quanto si tratta di un’esplosione mediante un ordigno gettato con un drone a bordo di un traghetto sul fiume Marigold. Gli effetti sono tragici: cinque vittime e scenari resi da Antinori con sfumature che rimandano addirittura all’horror.

1751619651506.jpgFin qui, cioè fino al secondo attentato, la storia è avvincente e segue una sua velocità e intensità narrativa. Poi, qualcosa si inceppa: questo avviene quando viene introdotto un terzo personaggio, Bart Malloy, uno schizofrenico che odia il bombarolo ed è ossessionato da Julia, entrambi – a suo dire – in cerca di protagonismo e visibilità.

Il piano narrativo si sdoppia: da una parte l’indagine della Procura e di Julia per intercettare “Bobby”, dall’altra il progetto di Bart di acciuffare sia Julia che il bomber.

Il momento fatidico dell’incontro tra Julia e “Bobby” arriva, e nello stesso contesto, i destini del bomber e di Bart si incrociano insieme a quello della criminologa. La domanda nasce spontanea: perché introdurre Bart Malloy nel momento in cui la trama scorreva alla grande? Si ha la sensazione che questo terzo personaggio sia “un di più”, giusto per zavorrare l’intreccio e lo sviluppo del finale della storia, che – forse – se fosse rimasta focalizzata solo sul bomber, avrebbe acquistato punti sia in termini di scorrevolezza che di dinamicità.

In copertina, una buona prova di Lorenzo Bovo, che ritrae proprio un frame della storia presente nell’ultimo terzo dell’albo. L’alternanza tra Bovo e Francesco Bonanno ancora deve assestarsi e trovare un maggior equilibrio.

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Julia n.323 “Bomber”

Di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero e Federico Antinori

16×21 cm, 116 pagine, b/n, 6,00 €
Sergio Bonelli editore, agosto 2025

 

 

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