La finestra sul retro di casa Desmond si affaccia sugli edifici intorno, che hanno come proprietario l’avido Victor Lester. Un uomo che non sta simpatico praticamente a nessuno degli inquilini degli edifici circostanti. Secondo quanto ritiene Tyler Desmond, il signor Lester ha ucciso un inquilino, tale Andy Brolin. Il tutto è ovviamente frutto della sua impressione, ma comunque è il modo che ha per avvisare chi ritiene esperto in materia: Julia Kendall. Osservando la sua finestra Desmond ritiene che ci siano diversi elementi per creare il sospetto di un delitto: litigi continui tra Lester e Brolin, il fatto che poi Lester abbia recentemente estratto da una scatola in suo possesso una pistola (anche questo fatto è stato visto con chiarezza da Tyler), infine mettiamoci la scomparsa del signor Brolin subito dopo l’entrata in scena della pistola. L’unico modo che ha Julia per accertarsi che questo sia solo frutto di impressioni, suggestioni o altro è quello di andare a far visita a casa Desmond. Ecco che improvvisamente, pochi giorni dopo il colloquio tra i due, Tyler chiama Julia perché sospetta che a casa Lester ci sia qualcosa di strano.
Nel momento in cui Julia arriva ecco che in diretta si va a consumare il colpo di scena della storia: Lester torna nell’inquadratura e insieme a lui appare un tipo sospetto (lo stesso che aveva fatto temere a Tyler che ci fosse qualcosa di strano a casa di Victor quel mattino, tanto da fargli telefonare urgentemente alla Kendall). Tipico dei film alla Hitchcock, come, appunto, La finestra sul cortile, ecco che il tipo sospetto – cappello tenuto in modo da oscurare il volto, occhiali, una giacca comune – uccide Lester con una pugnalata.
Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero ci presentano così le prime trenta pagine di avventura: siamo nella più classica delle vicende gialle. Julia per la prima volta assume il ruolo di testimone oculare di un omicidio: è lei, infatti, che all’arrivo di Webb ed Irving dirà loro ciò che ha visto in diretta.
Lorenzo Bovo, disegnatore dell’albo e anche autore della copertina, ci mostra che miglior tratto non poteva servire per una storia che si alterna tra uffici ed esterni urbani: basta dare un’occhiata al modo preciso e dettagliato con cui ci mostra la visuale dalla finestra sul retro di casa Desmond.
Fin qui la prima parte di una storia che sembra piuttosto lineare, forse troppo. Berardi & Mantero strizzano l’occhio alle indagini di maestri del passato: da Agata Christie ad Arthur Conan Doyle, passando per Edgar Allan Poe.
Il ritmo della narrazione rallenta nel momento in cui Julia inizia, su incarico ormai anche della Procura, ad indagare sul passato di Victor Lester andando a far domande in giro. A rallentare un po’ sono i numerosi racconti della signora Prentice, un’inquilina casalinga che in pratica conosce tutto di tutti. Una macchietta che forse poteva essere utilizzata, sul piano della storia, come uno dei tanti testimoni e non l’unico oracolo cui fare affidamento.
Ormai nelle storie di Julia ci sono alcuni aspetti nella modalità di narrazione che sono cambiati: pensiamo, ad esempio, alla Kendall come narratrice esterna, aspetto ben codificato sul piano visivo con un testo didascalico in corsivo. In passato questo espediente – una sorta di diario/libro che Julia scrive ripercorrendo le sue vicende – occupava due-tre pagine di storia in alcuni momenti ben precisi: all’inizio, in un passaggio al centro dell’intreccio (spesso identificato in un’esperienza onirica di Julia) e infine nella conclusione. Adesso, dal cambio di foliazione in avanti, la narrazione esterna di Julia ci viene mostrata anche nella descrizione – con frasi sintetiche – di tavole con azione in diretta. A parere di chi scrive, forse era più efficace il vecchio sistema codificato: il lettore di Julia ormai sapeva quando interveniva la narrazione esterna ed era diventata un marchio di fabbrica. Colpa della riduzione di pagine che molti problemi sta creando a certe dinamiche narrative della serie.
Può mancare l’esperienza onirica che solitamente va ad approfondire alcuni aspetti o addirittura va ad aiutare Julia nel risolvere le indagini? No che non può: stavolta troviamo un sogno con molti “esperti” del settore della letteratura gialla, personaggi come Sherlock Holmes, Nero Wolfe e Auguste Dupin. Lorenzo Bovo dà un’ulteriore prova di talento anche nella rappresentazione di questi personaggi letterari: un tocco che ricorda certe tavole del Giorgio Trevisan dei bei vecchi tempi andati.
Senza rivelare troppo al lettore, alla fine tutto è molto più complesso rispetto a ciò che abbiamo letto all’inizio. L’elenco dei sospettati sarà molto più breve rispetto alle apparenze e qui ci fermiamo per non andare oltre.
Resta una buona storia, arricchita soprattutto da degli ottimi disegni. Un’avventura che però, nel complesso, non va ad aggiungere granché sull’economia dell’evoluzione di Julia Kendall come personaggio. Che poi è ciò che i lettori di lungo corso si aspettano di trovare ogni mese in edicola.
JULIA N.324 – LA FINESTRA SUL RETRO
Soggetto: Giancarlo Berardi / Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero
Disegni e copertina: Lorenzo Bovo
16×21 cm, 116 pagine, b/n, 6,00 €
Sergio Bonelli editore, settembre 2025


