“Teenage Mutant Ninja Turtles” #18 di Yang, Williams II & Dalhouse

La mamma, il varco e la pizza

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Valutazione 7.5 su 10

Le aspettative di cui parlavamo nel numero precedente sono state rispettate. Questo nuovo albo (dal titolo Ujigami – Parte cinque) è più esplosivo e incisivo rispetto agli altri dell’ultima run. 
La narrazione si apre molto, come un ventaglio finora lasciato chiuso: ma ora abbraccia nuove visioni, personaggi e situazioni. Oroku Karai e la sua fidata amica Shinigami hanno aperto – grazie alla presenza dell’Ujigami/Splinter e della paura che lo nutre rispetto alla possibile “fine” dei suoi figli – un varco nel tempo (multiverso, eccoci!) che porta nel mondo dei morti, chiamato Yomi-no Kuni. All’interno di esso finirà uno dei quattro fratelli e, nel bene o nel male della situazione, incontrerà sua madre e un nuovo spettro/mostro che irrompe nella scena d’intermezzo tra quel mondo e il presente, dal nome Gashadokuro (un’entità scheletrica attraversata da una fluorescenza magnetica); inoltre, se questo non dovesse bastare, abbiamo anche un’altra sorpresa, ma riguardo ad essa mi tacerò e ne riparleremo nella prossima puntata che si prevede altamente interessante, anche per via del fatto che chiuderà il ciclo dell’Ujigami.
Questo numero 18, fatte le dovute premesse, è ben realizzato. Si presenta come una chiosa precisa e fondamentale della run partita mesi fa e senza nulla da invidiare a quella messa in scena da Jason Aaron. 

Rispetto al n.17, la parte grafica è più dinamica, più accattivante, anche per via delle tavole luminose che riprendono la fluorescenza del portale e del mostro Gashadokuro attraverso layout ad hoc che impreziosiscono il tutto.
Solo due location: il tetto dell’Empire State Building e il regno dei morti. Il resto è prettamente azione misto amarcord. Quest’ultimo non è un impedimento ancorato nel passato ma una finestra per il futuro, come se il tutto fosse in stallo in un tempo anacronistico; d
avvero ben calibrato il resto tra testi e disegni.

Peccato solo la brevità delle storie per via della ormai famosa foliazione ridotta di questi spillati.
Mi riservo di attendere la prossima storia per svelare nuovi personaggi che – inevitabilmente – influenzeranno il percorso delle TMNT. Del resto, se non parliamo più di fogne e pizza un motivo ci dev’essere… Ma altrettanto interessante è notare come l’evoluzione dei personaggi e il valore intrinseco delle storie sia evoluto mese dopo mese. Da Aaron a Yang, dalla sensibilità psicologica alla ricercatezza di un’identità, le quattro tartarughe sono cresciute. Ora non ci resta che estendere questa esperienza al futuro prossimo.

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