Ebbene si! Questo non è l’ultimo numero che chiuderà i battenti della serie Teenage Mutant Ninja Turtles. Nell’albo precedente avevo espressamente detto che il n.12 sarebbe stato l’ultimo ma, in effetti, vi ho lasciati un po’ sulle spine (sic!).
Ma andiamo con ordine…
Questo NYC vs TMNT parte sei: lo scioglimento è l’ultima storia scritta da Jason Aaron e disegnata da Juan Ferreyra, che lasceranno il posto ad un nuovo team creativo. Spesso, nei comics statunitensi, il cambio di squadra coincide con un rilancio di una nuova miniserie o “run”. E questo è proprio il caso in cui le coincidenze non hanno alcun valore riscontrabile. In attesa di sapere come andrà la nuova avventura, il n.13 verrà invece scritto da Kenny Porter e disegnato da Michael Shelfer – e, da quanto si scrive nei redazionali, sarà un albo di passaggio tra il vecchio e il nuovo team creativo.
Tornando alla storia dei quattro fratelli Hamato, notiamo come la serrata continuity ci ha portato alla definitiva riconquista della città di New York, dopo l’eclatante processo contro le Tartarughe con il Procuratore Hale che ne aveva fatto un caso fin troppo personale.
Proprio Hale, insieme alla Jonin del Clan del Piede, tiene testa alle TMNT rendendole – in una prima fase – poco offensive, e la creatura (che chiudeva l’albo precedente) si scopre essere un nuovo super mutante; ma non rivelo per scelta di chi si tratta!
Nella difficoltà di questa battaglia per le vie della città, i quattro fratelli cercano di acquisire una nuova linfa mentale per sconfiggere il nemico e pian piano che i tormenti interiori svaniscono, emerge la volontà di far apparire il loro padre (il Maestro Splinter).
Questo numero, che segna la chiusura della run di Aaron e Ferreyra, ci lascia con un finale senza grandi colpi di scena, mantenendo invece – o forse è meglio dire, prediligendo – un equilibrio che non va sopra le righe. Preferisco questa versione meno spettacolare, soprattutto vista la “quasi” pacata continuity a cui abbiamo assistito. Sobria nei toni e nei fatti.
Fin dai primi numeri (con le short review ad esse dedicate) scrivevo della grande scelta realizzata dallo sceneggiatore di voler “snaturare” il classicismo delle Tartarughe Ninjia per immergerle in un contesto più intimo, umano e vulnerabile. Questo passaggio è fondamentale per capire come anche i supereroi possano avere un lato debole da far emergere, soprattutto se questo aspetto tocca il lato più fragile e mentale.
L’apparato grafico mantiene incredibilmente la coerenza stilistica e visiva del tratto di Ferreyra, che si conferma – ad oggi – uno dei grandi interpreti di questa nuova serie (e rilancio).
Jason Aaron e Juan Ferreyra, in conclusione, hanno fatto delle Teenage Mutant Ninja Turtles un atto creativo che rimarrà nella storia di questo fumetto.
