Sul numero 411 di Anteprima Panini, apprendo che questa miniserie delle TMNT (iniziata qualche mese fa) sta per giungere al termine e lo farà con il n.12 – anche se dal canto loro, quello commerciale, stanno rilanciando la suddetta serie su volumi unici (non capirò mai queste strategie commerciali!).
Ciò detto, parliamo invece del n.10 che ci porta all’interno di una situazione molto incresciosa per i quattro fratelli Hamato. Fin dalle prime pagine notiamo come le Tartarughe Ninja siano rinchiuse in una cella nello zoo del Bronx dove, tra tutte le cose negative, riescono finalmente a ritrovare Donatello che si trovava già rinchiuso all’interno della gabbia.
Rispetto alle storie lette fino ad ora, questo è il numero più pacato da un punto di vista riflessivo e che determina la piena responsabilità morale dei mutanti.
Ed è proprio su di loro (e questa specie maledetta e odiata dai cittadini della Grande Mela) che il Procuratore Hale si accanisce, arrestandoli e portandoli sotto processo per dichiarare la loro colpevolezza.
Jason Aaron prosegue la narrazione orizzontale per catapultarci in una procedural story tutta newyorkese, allestendo un vero e proprio teatrino nei confronti dei quattro fratelli ninja costretti a subirne tutte le conseguenze del caso e che, molto probabilmente, troverà compimento nel n.11.
Si ha la sensazione che questa miniserie – oltre a concludersi – ci riserverà piccole e sostanziali sorprese soprattutto nel numero di chiusura, come nel caso di questo NYC vs TMNT: parte quattro: le tartarughe a processo dove finalmente si intravede April O’Neil capeggiare e irrompere in scena in chiave guerrigliera al posto del caro amico Casey Jones (ancora inerme in ospedale).
La struttura grafica di Juan Ferreyra mantiene i toni del numero precedente, soprattutto nel gioco con i layout delle tavole, raccontando legami e narrazioni che collimano tra di loro in una linearità grafica che non ha (secondo il sottoscritto) punti deboli. Sostanzialmente questo è un passeur, un numero che serve alla storia per approfondire un aspetto importante ma che non aggiunge quel bel tono combattivo e psicologico con cui Aaron ci aveva deliziato finora.
Ma siamo consapevoli della scelta perché – molto probabilmente – sarà propedeutica alla successiva storia.
