Eureka Pocket n.9 “Spirit, un detective creduto morto”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

//
1 min read

Avevo parlato, in questo articolo, della “sensazione del capolavoro”, cioè di quelle occasioni in cui qualcosa – il mio amato Eternauta, la canzone Echoes dei Pink Floyd, il romanzo Anni senza fine (City) di Clifford D. Simak – mi aveva colpito tantissimo SENZA conoscerlo minimamente prima… e quindi senza sapere che quelli che mi sembravano capolavori erano effettivamente tali.

C’è però il “rovescio della medaglia”: durante la mia adolescenza (e anche più tardi, a dire il vero) mi sono anche imbattuto in fumetti che TUTTI definivano capolavori… e che, invece, non sono mai riuscito ad apprezzare, che – letteralmente – non mi hanno mai “preso”, nemmeno quando li ho (ri)letti anni dopo.
Naturalmente, l’esempio più lampante di questa mia idiosincrasia a pelle resta la BD Blake & Mortimer, come spiegavo in quest’altro articolo… ma anche lo Spirit di Will Eisner rientra appieno in questa categoria, fin da quando mi imbattei nell’Eureka Pocket in cui erano raccolte alcune delle sue avventure, a partire dalla prima.

Le avventure di Denny Colt, il “detective creduto morto” che, dietro la sua caratteristica mascherina, combatterà prima il Dottor Cobra e poi altri iconici villains tra cui Octopus mi scivolarono letteralmente addosso.

Le veloci trame autoconclusive, condensate ogni volta nelle sette pagine che Eisner pubblicava nei supplementi domenicali di molti quotidiani statunitensi dal 1940 (e, soprattutto, dal 1946 – dopo la parentesi bellica) erano senz’altro di ottimo livello, visto l’apprezzamento riscosso tra i lettori e i pregi evidenziati nell’introduzione di Carlo Della Corte… ma non fecero breccia nel sottoscritto, né alla fine degli anni ’70 né quindici anni dopo, quando alcuni episodi furono ristampati sulle pagine di Lanciostory, che dedicò a questo fumetto anche un’apposita introduzione (evento più unico che raro) in cui lo definiva tout court un “evergreen”.
E, tuttavia, mi è sembrato giusto ricordare questo volumetto che lessi e, poco dopo, scambiai con un altro fumetto: il suo inserimento nei Pocket testimoniava la validità della collana, che riusciva a spaziare tra generi e autori (italiani e stranieri) di tutti i tipi.

Come scoprii molto tempo dopo, Eisner interruppe la produzione di Spirit nel 1952 (quando ritenne esaurita la carica del personaggio) per dedicarsi alla gestione del suo studio editoriale e tornare direttamente al fumetto solo molti anni dopo, sfornando – tra l’altro – quel Contratto con Dio considerato il primo graphic novel della storia.
Per quanto riguarda Spirit, gli episodi firmati Eisner continuarono a essere ristampati senza sosta, al fianco delle nuove storie prodotte, alla fine del millennio scorso, da autori del calibro di Alan Moore e Neil Gaiman.

ANNI ’70 EUREKA POCKET – tutti gli articoli

SHORT REVIEW ANNI ’70 – tutti gli articoli

Ultimi Articoli Blog

0 0,00