Come accennavo nel mio articolo precedente sugli Eureka Pocket (che, per motivi oscuri, NON arrivavano all’edicola del mio paesello), i primi che mi attirarono furono quelli dedicati alle Sturmtruppen di Bonvi: fino a quel momento – fine anni ’70, quando approdai alle scuole superiori – ne avevo solo sentito parlare, soprattutto dopo l’uscita dell’omonimo film che alcuni miei amici commentarono spaziando da “si ride dal primo all’ultimo minuto” a “una raccolta sconclusionata di gag sboccate” (il sommo Mereghetti, nel suo celeberrimo dizionario, opta per la seconda valutazione).
Acquistai così il primo volumetto firmato Bonvi – “Bagatelle e no di un esercito di piccoli soldati”, come da sottotitolo – e, pur facendomi un sacco di risate (alcune di grana piuttosto grossa, visti i numerosi rimandi a situazioni scatologiche come nelle immagini che ho inserito a corredo di questo articolo), restai un attimo perplesso sul modo in cui erano state assemblate le strisce nei tre capitoli in cui era suddiviso l’albo.
Mi accorsi infatti che ciascuna striscia mostrava, in basso a destra, la sua numerazione progressiva: ma la prima recava “612” e non certo “001”, cioè la prima striscia pubblicata su Paese Sera il 23 novembre 1968 (e non nel 1969, come erroneamente indicato in quarta di copertina – dove d’altronde, come data di nascita di Bonvi, spiccava un terrificante 1971 al posto del corretto 1941…).
Quello però era il minimo, dato che anche le raccolte dei Peanuts di cui ho parlato spesso erano, a loro volta, assemblate non cronologicamente… Ma ciò che stonava in questo volume era che la pagina 106 conteneva la prima striscia (“792”) in cui appariva “l’arma finale di Goebbels”, cioè una TV-oppio-dei-popoli, con un’intuizione notevolissima per l’epoca: peccato che la striscia “791”, con l’arrivo della TV al campo dei soldati, appariva un centinaio di pagine dopo, nel terzo e ultimo capitolo (che presentava le pagine in orizzontale e non in verticale), con un effetto piuttosto straniante sul piano della sequenzialità di questa divertentissima “mini-saga”.
A parte questo contrattempo, le grottesche gag dei soldaten bonviani – e l’interessante introduzione firmata da Maria Grazia Perini – mi invogliarono a procurarmi altre raccolte (su un’ottantina di pocket pubblicati dalla collana, una ventina furono riservati alle Sturmtruppen) in cui, tra le altre cose, feci la conoscenza del fiero alleaten Galeazzo Musolesi… ne parlerò in una prossima occasione.
