L’edizione integrale di William Adams, Samurai – curata da IF Edizioni – non si limita a raccogliere le tavole di una delle più affascinanti saghe storiche della bande dessinée recente, ma compie un’operazione di restauro visivo che ne muta profondamente la percezione. Riunendo i due capitoli originali pubblicati nel 2017 da Casterman (Ai confini del mondo e Kurofune), il volume ci riconsegna la parabola completa di William Adams, l’uomo che divenne ponte tra due civiltà allora inconciliabili.
Gli architetti del Sol Levante: Mariolle e Genzianella
La biografia fumettistica dei creatori spiega la riuscita dell’opera: Mathieu Mariolle, sceneggiatore d’oltralpe capace di bilanciare il rigore documentaristico con la tensione emotiva, trova in Nicola Genzianella il complice ideale.
Cresciuto alla scuola della narrazione transmediale, Mariolle ha saputo spaziare dal thriller psicologico di Shanghai Concept alla ricostruzione storica rigorosa. La sua scrittura è caratterizzata da una capacità rara: quella di non farsi schiacciare dalla documentazione, preferendo l’introspezione dei personaggi ai freddi dati d’archivio.
Genzianella, pilastro del fumetto d’autore prestato alla scuderia Bonelli (prima in Dampyr, adesso in Tex), porta in dote uno stile “sporco” e materico. In questa edizione italiana, l’autore ha lavorato personalmente sulle tavole per eliminare il colore e correggere digitalmente gli inchiostri: il risultato è un bianco e nero dove i neri sono profondi e i bianchi accecanti, una scelta che esalta la drammaticità del segno e lo distanzia dalla versione francese, rendendolo più simile a una stampa antica o a un film di Kurosawa.
Tra storia e mito: l’Anjin-san
La vicenda di William Adams non è una semplice invenzione letteraria, bensì uno dei cortocircuiti culturali più affascinanti della storia moderna. Primo inglese a toccare le coste del Giappone nel 1600, Adams non fu solo un naufrago, ma divenne il primo samurai occidentale, consigliere dello Shogun Tokugawa Ieyasu. Arrivato sulle coste del Kyūshū a bordo della Liefde, Adams non è un eroe senza macchia; è un uomo del Nord, indurito dal mare, pragmatico e inizialmente terrorizzato da una cultura che percepisce come aliena e spietata.
Se il romanzo Shogun di James Clavell aveva romanzato la figura di Adams trasformandolo in John Blackthorne, Mariolle sceglie una strada diversa. La sua sceneggiatura cerca di spogliare l’eroe dall’aura leggendaria per restituirgli la sua natura di uomo diviso tra due mondi. L’opera si inserisce nel contesto storico della battaglia di Sekigahara, il momento cruciale che pose fine all’epoca degli Stati Combattenti, trasformando il Giappone in una nazione unita sotto il regime Tokugawa.
L’approfondimento di Mariolle si concentra sull’epica della trasformazione. Nel primo capitolo, Ai confini del mondo, assistiamo allo scontro brutale tra la sopravvivenza e il dogma; nel secondo, Kurofune, Adams è ormai l’Anjin-san (il navigatore), un uomo che ha barattato la propria identità occidentale per una dignità nuova. L’opera non scivola mai nel facile esotismo: l’ascesa di Adams a rango di samurai non è una concessione romanzata, ma una necessità politica e intellettuale.
Il cuore pulsante della sceneggiatura risiede nel rapporto dialettico tra Adams e Tokugawa Ieyasu. Non è solo la dinamica tra un sovrano e un servitore, bensì un incontro tra due solitudini intelligenti. Tokugawa, colto nel momento cruciale in cui sta per diventare lo Shogun del Giappone unificato, vede in Adams non un “barbaro”, ma uno strumento per comprendere il mondo esterno e, soprattutto, un uomo onesto in una corte di adulatori e traditori.
Mariolle gestisce questa relazione con un ritmo magistrale: i loro dialoghi sono duelli verbali dove il rispetto reciproco cresce tra i silenzi e le osservazioni sull’arte della guerra e della navigazione. Adams diventa per Tokugawa una finestra sull’Occidente, mentre lo Shogun rappresenta per l’inglese la personificazione di un ordine morale superiore, seppur spietato. Qui il viaggio di Adams ricorda un po’ le prime vicende di Cesare Renzi (alias Dago di Wood e Salinas) durante il suo calvario fatto di crescita e sofferenze: prima schiavo e poi amico-nemico stimato di Barbarossa.
Culture diverse che si incontrano e scontrano per poi iniziare a intrecciarsi. È questo il viaggio di Adams.
Mariolle alterna con sapienza l’introspezione psicologica a sequenze d’azione brutali. La transizione tra i due capitoli mostra un cambio di passo: se il primo è un survival drammatico, il secondo assume i toni del thriller politico e del dramma storico di ampio respiro.
Il trionfo del bianco e del nero
Il tratto di Genzianella è denso, ricco di tratteggi che definiscono la muscolarità dei volti e la pesantezza delle armature. Nelle tavole corrette digitalmente, la rimozione del colore permette di apprezzare la meticolosità nel rendere le atmosfere nebbiose del Giappone e la furia delle battaglie. Genzianella rompe la gabbia quando necessario, utilizzando vignette panoramiche che restituiscono la vastità dell’oceano o l’imponenza dei castelli giapponesi, per poi chiudersi in primi piani strettissimi e densi di tratteggio durante i duelli o i momenti di tensione politica.
Sulle panoramiche e sulle inquadrature di maggior respiro, in cui i protagonisti sono gli scenari, il contesto storico ricorda anche le avventure di Vagabond del maestro Takehiko Inoue.
L’Adams di Genzianella è un uomo segnato. Le rughe, lo sguardo stanco e la postura subiscono un’evoluzione visibile man mano che il personaggio si “orientalizza”, passando dalla sgraziata fisicità europea alla composta staticità dei samurai. Efficaci sono le doppie pagine che illustrano le navi e gli scenari dei campi di battaglia di Sekigahara: qui il disegno si fa monumentale, quasi a sottolineare l’insignificanza del singolo uomo di fronte al corso della Storia.
Come dicevamo all’inizio, possiamo dire che – rispetto alla versione francese – l’edizione targata If non è una semplice ristampa bensì una rilettura dell’opera. La scelta del bianco e nero esalta il segno di Genzianella, trasformando una bande dessinée storica in un’esperienza visiva vicina al cinema di Akira Kurosawa.
WILLIAM ADAMS, SAMURAI
Data di uscita: 11.03.2026
Pagine: 128
Formato: 19,4 x 26 cm
Bianco & Nero
Casa editrice: If Edizioni
Prezzo: €.19,90






