Come avevo già accennato parlando del dimenticabile Misterlady, mio fratello (che non si faceva problemi se sfogliavo qualche pornazzo della Edifumetto) non mi aveva mai passato i pochi Kriminal o Satanik che aveva saltuariamente avuto tra le mani, forse reputando questi personaggi – targati Magnus & Bunker – un po’ troppo violenti… Finii quindi per acquistare in edicola questo albo, incuriosito dalla ricomparsa dello “scheletrico” villain un paio d’anni dopo la fine della sua serie, avvenuta nel 1974.
Kriminal era “ospite”, diciamo così, di un’altra serie in formato tascabile creata da Max Bunker / Luciano Secchi, affiancato ai testi da Maria Grazia Perini: si trattava di Daniel, incentrata sulle avventure di un tenente della polizia di New York dai metodi decisamente spicci (e di cui avrei scoperto solo anni dopo la reale identità) che, nell’albo in questione, si recava a Londra per un congresso internazionale sulla lotta al terrorismo e finiva per interagire con il commissario Milton di Scotland Yard, l’acerrimo avversario di Kriminal.
I due poliziotti scoprivano che il criminale fingeva da tempo – chi l’avrebbe mai detto? – di essere in stato catatonico nel carcere in cui era custodito dalla fine delle sue avventure, mentre invece aveva deciso di tornare in azione proprio per rapire un delegato del congresso, sfruttando come di consueto le sue doti di trasformista e l’aiuto fornitogli dal fedele Shan-ton…
Niente di nuovo, insomma, per i fedeli lettori di Kriminal, sicuramente ben contenti di rivederlo all’opera e di apprezzare i disegni, decisamente magnusseggianti, di Francesco Verola: era però una storia dai ritmi troppo “veloci” per essere apprezzata dal sottoscritto (abituato a tutt’altro tipo di fumetti, a partire da quelli bonelliani) tanto che nemmeno acquistai l’albo successivo, alla fine del quale – di nuovo: chi l’avrebbe mai detto? – il criminale restava uccel di bosco, come scoprii recuperandolo in séguito su una bancarella.
La serie dedicata a Daniel ebbe un successo relativamente scarso: iniziata a maggio 1975, terminò dopo soli 30 numeri a luglio 1978, con gli ultimi quattro albi che non riuscirono a rispettare l’abituale cadenza mensile.
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