Diabolik Anno XII n.11 (242) “La fine di Diabolik”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

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Un albo con questo titolo e con questa copertina (Eva Kant affranta tra le braccia di Ginko 😱 come nella scena madre dell’episodio) non poteva che attirare la mia curiosità… inoltre, nelle prime pagine appariva anche Altea: tutti i presupposti per un’avventura indimenticabile, insomma – specialmente se letta a otto anni d’età!

Perché sì, lo confesso: mi lasciai completamente trascinare dalla trama, ansioso di scoprire quale sarebbe stato l’inevitabile twist che le sorelle Giussani avrebbero tirato fuori per rendere credibile non tanto il fatto che Diabolik fosse sopravvissuto – già a 8 anni avevo capito che un “titolare di testata” non poteva morire… – quanto la fuga di Eva dalla prigione dopo che si era appunto consegnata a Ginko. E devo dire che la soluzione trovata era piuttosto geniale (a patto, naturalmente, di armarsi di un’abbondante dose di suspension of disbelief) grazie a un doppio scambio di persona.

Ma quello che mi colpì ancora di più, in questo albo che vedeva all’opera una coppia di disegnatori (Franco Paludetti alle matite e Glauco Coretti alle chine) era la sequenza che trovate in calce all’articolo, in cui Ginko enunciava all’amico Gustavo Garian alcune interessanti considerazioni su Diabolik che mi diedero da pensare.

“La morte di un uomo, anche se è un delinquente, non soddisfa mai.”
“Credi forse che la scomparsa di Diabolik segni anche la scomparsa del male?” e soprattutto…
“[Diabolik] aveva scelto la ribellione assoluta con tutte le sue conseguenze.”

Concetti difficili da assimilare per un ragazzino: e tuttavia, anche se in modo piuttosto confuso, le affermazioni di Ginko fecero crescere ulteriormente l’ammirazione che avevo nei suoi confronti, vedendo in lui l’esempio di una rettitudine morale che, lungi dall’essere “ingenua” (come ingenuo, agli inizi, mi era parso questo personaggio eternamente sconfitto), costituiva il necessario contraltare alla personalità del Re del Terrore.

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