Vi ho già accennato, in passato, alla figura del SAPUTELLO che infestava la nostra vita quotidiana con le sue continue affermazioni sull’intero scibile umano in generale e sul mondo dei fumetti in particolare. Come spiegavo in questo articolo sulle Olimpiadi, spesso le sue affermazioni non erano suffragate immediatamente da prove certe (donde il nostro spernacchiamento), MA capitava talvolta di scoprire che, in realtà, aveva ragione – anche se la esponeva con troppa sicumera…
Successe anche in questo caso, risalente a poche settimane dopo l’episodio di cui sopra. In quell’autunno 1976 approdai alle scuole medie e le occasioni d’incontro con il saputello aumentarono notevolmente: prima di entrare in classe, durante la ricreazione, all’uscita… La sua attenzione, da qualche mese, si era concentrata su Sandokan: all’inizio dell’anno, infatti, lo storico telefilm trasmesso dalla RAI (con punte di 27 milioni di spettatori) aveva dato il via a una serie sterminata di iniziative collaterali – album di figurine, copertine di quaderni, immagini su astucci ecc. ecc.
Bene: una mattina, bel bello, cosa annunciò urbi et orbi? “Datemi retta (suo consueto incipit), è IMPOSSIBILE che non facciano la parodia Disney di Sandokan…”
Odio ammetterlo, ma centrò il bersaglio (e dovemmo incassare per giorni e giorni il suo “ve l’avevo detto, ve l’avevo detto!”): su Topolino n.1096, in edicola a fine novembre 1976, iniziò la storia in due parti Sandopaper e la Perla di Labuan, strepitosa parodia scritta dal poliedrico Michele Gazzarri* e disegnata in modo sontuoso da Giovan Battista Carpi. La trama – che vedeva all’opera Paperino-Sandopaper, Lord Paperonk, la ciarliera Paperanna, gli scalcagnati Bassotthugs e il cornacchione Yanez – ruotava intorno alla “perla di Labuan”, giocando sui continui malintesi tra il gioiello e la nipote di Paperonk. Gazzarri si sbizzarriva con una fantasia verbale irrefrenabile, ben assecondato come dicevamo dai disegni di Carpi (ho incluso alcuni esempi in calce all’articolo).
Una storia davvero divertente da leggere, insomma… e pazienza se, per una volta, dovemmo dar ragione al saputello.
*Scoprii solo molti anni dopo che Gazzarri era l’autore di tantissime storie disneyane di quel periodo, ma anche di altri fumetti che spaziavano da Teddy Bob e Zakimort a serie Eura quali Billy & Pupa e Giorno senza fine.
